simon cracker torna in emilia romagna per celebrare la diversità

Dopo la Fashion Week milanese ed essere stato ospite agli appuntamenti della moda in Europa, sente di dover omaggiare, forse per l’ultima volta, la sua terra.

di Benedetta Pini
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30 luglio 2019, 10:25am

Fotografia di Chiara Meierhofer Muscarà e Giada Pasini

"È come se questa sfilata fosse il mio film e questa volta le regole le faccio io. Nessuna stagione, nessuna taglia, nessuna preferenza di genere. Se vi piace un mio capo, indossatelo, senza fare domande. Vestirsi è un gesto spontaneo e naturale e non deve essere forzato da nessuno."

Quella di Simon Cracker è una sfilata che non sembra neanche una sfilata: nessuna passerella esposta, semplicemente persone di ogni tipo che entrano in un cinema, come qualcosa di quotidiano, di normale. E non è un caso che la location scelta sia proprio il Fulgor di Rimini. "Sotto lo schermo c’erano le pancacce. Poi uno steccato come nelle stalle, divideva i 'popolari' dai 'distinti'. Noi pagavamo undici soldi; dietro si pagava una lira e dieci.", lo descriveva Fellini. Situato al 162 di Corso d'Augusto, è infatti il cinema in cui il regista vide il suo primo film, Maciste all'inferno, (Guido Brignone, 1926), ma anche dove provò ad abbordare Gradisca in Amarcord (1973).

Nelle vene del designer Simon Cracker, al secolo Simone Botte, scorre sangue romagnolo, che fa pulsare il suo cuore all'unisono con la sua terra, una terra accogliente e generosa che ha dato i natali anche a Fellini. È infatti dalla sua estetica e dalla sua sensibilità che Simone ha preso la prima ispirazione per la sfilata: in passerella, oltre ai modelli, c'erano persone comuni, signore di tutte le età e provenienza, anche ragazze che sono state bullizzate a scuola o ragazzi presi in giro per il loro aspetto. Lasciandosi ispirare dai turisti, dalla loro curiosità e dalla loro goffaggine, facendosi influenzare dalle pellicole horror dagli anni '70 a oggi, Simon ha ricreato una sorta di esercito contro ogni tipo di regola, etichetta e divisione.

Proprio come in un'ideale strada che porta al cinema Fulgor con tutta la sua aura sognante e i ricordi di cui si fa geloso custode, le persone scelte da Simone "marceranno decise e unite contro chi si ferma a giudicare solamente il lato esteriore delle cose.”

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Crediti


Testo di Benedetta Pini
Fotografia di Chiara Meierhofer Muscarà e Giada Pasini
Video di Daniele Bagolin

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