Fotografia via Getty images

paris hilton è la miglior artista contemporanea in circolazione?

Non siamo completamente impazziti: vi assicuriamo che si tratta di una domanda legittima.

di Philippa Snow; traduzione di Gaia Caccianiga
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20 maggio 2019, 12:09pm

Fotografia via Getty images

Parafrasando il filosofo Voltaire, se Paris Hilton non esistesse, qualcuno dovrebbe inventarla. Bionda, americana, quasi ariana, porta il nome della città europea più romantica in assoluto, il secondo nome arriva da una Biennale e il cognome è quello di una catena alberghiera: sembra fatta apposta per socializzare, fare pubblicità e fare impazzire i giornalisti di mezza età. È alta e magra come una top model, ma abbastanza imperfetta da dividere l'opinione pubblica sul fatto che sia, come direbbe lei stessa, hot. Il suo occhio pigro, sul lato sinistro del suo viso affilato, le dà l'aria di essere sempre un po’ fatta. È una DJ, una donna d'affari, una personalità della TV e per circa otto o nove milioni di ricerche su Google, è "una pu***na". Ha compiuto 38 anni, ma si veste come la partecipante di un concorso di bellezza o un personaggio di Mean Girls. Sostiene, anche se non saprei come potremmo dimostrare la veridicità di questa affermazione, di aver inventato i selfie. A volte appare in pubblico con i capelli castani e abbiamo l'impressione che sia l'alter ego cattivo di se stessa, un doppelgänger o un cugino alla Twin Peaks. Nella sua casa di Beverly Hills ha un suo enorme ritratto realizzato unendo centinaia di altri piccoli ritratti di se stessa. Ha una scimmia da compagnia che si chiama Brigitte Bardot.

"Penso che ogni decennio abbia una bionda iconica, come Marilyn Monroe o la principessa Diana, e in questo momento, sono io quell'icona."—Paris Hilton

È un'opera di satira perfetta, nata da una generazione che l'ha elevata al rango di dea per la sua frivolezza, la sua immensa ricchezza e il modo in cui ripeteva continuamente “that’s hot” come se fosse così eccitata da finire in coma. Nel 2002 la Hilton sembrava essere così contemporanea ed eterna come l'idea di Dio emulata da Voltaire. Ma una volta, la Paris Hilton personaggio pubblico non esisteva, qualcuno l'ha inventata da zero e quel qualcuno è Paris Whitney Hilton. Nata nel 1981, è una delle migliori artiste performative di sempre, una Marina Abramović il cui medium creativo è la moderna insensatezza americana. La voce smielata che usa in TV non assomiglia alla voce che usa nella sua vita privata, che descrive come "molto bassa", e il suo amore per la celebrità è indice di un interesse per l'iconografia femminile che va oltre la tipica ossessione da starlet. "Non c'è nessuno al mondo come me," ha sussurrato una volta. "Penso che ogni decennio abbia una bionda iconica, come Marilyn Monroe o la principessa Diana, e in questo momento, sono io quell'icona."

"[L’arredamento di casa sua] sembra troppo consapevole di sé per essere reale," ha scritto W Magazine, quando ha visitato la casa di Paris nel 2017 per un profilo dal titolo “Paris Hilton ha inventato tutto quello che stai facendo nel 2017, e lo sa." [È] troppo scherzoso. Sulla libreria, ad esempio, c'è una selezione della serie For Dummies (Nutrizione, Pilates, Poker e la Bibbia), oltre a una copia di La Valle Delle Bambole, romanzo del 1971 che ha cristallizzato la figura della Stepford Wife [titolo originale dell'opera in inglese, NdT], cioè la casalinga devota e paziente che vive per soddisfare i bisogni del marito. "Il ruolo che Hilton interpreta ora è proprio quello di una Stepford Wife, ma senza essersi mai sposata, una specie di Jennifer North, tutta sesso e dolcezza, senza però nessun talento evidente. È facile dedurre che giochi a essere l'America stessa: ricca, bianca, simile a una bambola e appetibile come un hamburger, il personaggio di Paris Hilton non può fare a meno che essere un commento vivente dello Zeitgeist attuale.

Solo quando ha pubblicato il suo nuovo singolo (un elogio elettronico ai glutei dei propri amici di cui vogliamo ricordare la strofa: "Fuckboys everywhere trying to make a pass/But I can’t stop looking at my best friend’s ass") ho capito quale personalità inventata mi ricorda: non Amalia Ulman, che con Excellences & Perfections ha utilizzato Instagram per ridicolizzare una cultura ossessionata dall'immagine, ma la cantante e (forse) performance artist Naomi Elizabeth, i cui video fatti in casa la ritraggono mentre balla in modo orribile, avvicinandola al pop da classifica e contemporaneamente allontanandola da quell'universo. A differenza di Paris Hilton, che descrive se stessa come "sexy ma non sessuale”, Naomi Elizabeth è sessuale ma non sexy, le sue canzoni ricordano la poetica di Lana Del Rey, e a volte risultano spettrali, come se fossero state scritte tramite un algoritmo o improvvisate in un incubo. Anche Naomi, proprio come Paris, ha registrato una canzone in cui l’argomento principale è il culo, anche se, invece che parlare di quanto sia bello il culo della sua migliore amica, parla dei culi di origine americana che hanno un proprio presidente eletto.


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Gli utenti di Reddit non sanno decidere se Naomi Elizabeth sia "fottutamente brillante", "una deficiente imbecille", "una presa in giro della musica pop", "insulsa", "un’artista cult" o "esilarante". Io credo che sia probabilmente un genio. "È vero che un sacco di camion e SUV vorrebbero fare sesso con me," dice seria davanti alla telecamera sul suo Twitter, "ma non dovrei parlarne, perché non credo che i proprietari ne siano al corrente." In un altro si domanda invece: “Se stavi camminando nella Valle dell'Ombra della Morte, allora perché non stavi correndo? Sai, così sembra molto inquietante." Vi riesce difficile immaginare Paris Hilton dire cose così surreali o divertenti? Beh, allora vi consiglio di ascoltare con attenzione Drunk Text, il singolo dance del 2012 in cui dice: "Se prendi la parola sex e la unisci alla parola text/Si chiama sexting/Se aggiungi sexting da ubriaco/Le parole non hanno senso" e “Sono andata al club l'altra sera /Sai, per ballare con le mie pu****nelle." Inoltre, nel documentario The American Meme (2018), anche lei ha dimostrato di aver trascorso una quantità non trascurabile del suo tempo a pensare alla velocità con cui avrebbe potuto attraversare la Valle dell'Ombra della Morte. "La mia più grande paura,” ammette Hilton, "è di morire, perché non ho idea di cosa succederà dopo. L'idea che non ci sia nulla mi terrorizza, sarebbe terribilmente noioso."

Amleto non ha forse detto la stessa cosa? È facile lasciarsi sedurre dalla bugia per cui Paris Hilton sarebbe solo un'ereditiera viziata senza cervello. Sarebbe come credere che una donna che ha postato su Twitter una foto in cui indossa un abito da sposa con scritto sopra "RIPOSA IN PACE, BITCH" come tributo per la morte di un'amica sia “una deficiente" e "un'insulsa", senza accorgersi dell'ironia con cui quella donna ha agito. Oggi, imitare lo stereotipo di donna superficiale, capitalista, ossessionata dai suoi soldi e dalla sua bellezza, che viene derisa tanto quanto viene desiderata, è un’incisiva forma di satira. L'intenzione quasi non ha importanza: l'unica cosa che conta è ciò che questo atteggiamento dice della nostra contemporaneità, oltre che il modo in cui fa sentire l'osservatore. Quando il mese scorso ha postato un'immagine di se stessa su Twitter mentre indossa un bikini in compagnia di extraterrestri con la didascalia "Mi sono sempre sentita come se fossi di un altro pianeta," Paris è riuscita a produrre qualcosa di doppiamente surreale. È assurdo infatti pensare che venga da qualsiasi altro luogo, da un’altra epoca, quando Paris Hilton TM è un'artista perfetta per i nostri tempi.

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Artista e genio contemporaneo, certo, ma anche icona indiscussa degli anni '00 insieme al suo inseparabile cellulare a conchiglia:

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK

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