Fotografia di Igor Furtado

dal brasile, tutti i volti del san paolo pride 2019

Sarà anche finito il pride month, ma per i diritti LGBTQ si lotta tutto l'anno. Specialmente nei paesi in cui quei diritti sono in serio pericolo, come il Brasile.

di Amanda Margiaria
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10 luglio 2019, 9:59am

Fotografia di Igor Furtado

Sarà anche finito il pride month, ma per i diritti LGBTQ si lotta tutto l'anno. E lo sa bene Igor Furtado, il fotografo brasilano che ha seguito per noi di i-D Italy il pride di San Paolo, in Brasile. E tra tutte le parate che nelle scorse settimane hanno riempito di colori, glitter, piume, feste e musica—preferibilmente pop anni ’90—città sparse in tutto il mondo, quella di San Paolo è stata la più grande in termini di numeri e presenze.

Ma la sua importanza aumenta ancora di più se si pensa al valore simbolico di questa manifestazione nello specifico: è la prima pride parade da quando è stato eletto come Presidente del Brasile il politico ultra conservatore e reazionario Jair Bolsonaro. La sua campagna elettorale è stata infatti fortemente criticata sia in Brasile che all’estero per aver fatto leva sulla disinformazione e sulle fake news, tanto da assimilare la sua ideologia all’alt-right statunitense e fargli guadagnare il soprannome di “Trump brasiliano”. Potete quindi ben immaginare la sua posizione in merito a questioni come razzismo, abusi sessuali, parità dei diritti, immigrazione, ambientalismo, porto d’armi e, ovviamente, omosessualità.

Contro tutta questa violenza verbale e ideologica San Paolo decide di reagire con una festa gigante, diffondendo in tutta la città gioia, affetto e amore per la vita, in qualunque modo ognuno di noi scelga di viverla. Questa azione di resistenza pacifica è stata immortalata dallo sguardo di Igor, che ha impostato la propria ricerca artistica sull'uso di diversi media per esplorare il potenziale dei movimenti e degli individui che ogni giorno lottano per estendere i confini di ciò che viene considerato “normale” in Brasile. C’è chi lo fa con le proprie azioni, chi con le parole e chi, come Igor, ha deciso di farlo attraverso le immagini.

Il 23 giugno oltre tre milioni di persone si sono riversate tra le strade di San Paolo. Igor ce l’ha raccontato con una chiacchierata e le sue fotografie:

Foto pride San Paolo Brasile 2019

Ciao Igor! Come descriveresti la situazione delle persone LGBTQ in Brasile?
C’è una costante sensazione di non appartenenza, e c'è un gran bisogno di autocoscienza, stima e difesa. Il Brasile è ancora affetto dalla logica che tutto quello che è diverso dalla norma della colonizzazione deve essere sterminato. Siamo il paese con i più alti tassi di omicidi; non solo abbiamo un presidente fascista, ma la stragrande maggioranza nel congresso è composta da militari, religiosi e proprietari terrieri. Quindi, se sei nero, indigeno, povero o queer, i governanti sono apertamente contro te.

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E qual è la tua esperienza personale?
Quando ero un bambino c’erano persone che mi dicevano chi ero o cosa dovevo sentire prima ancora che lo capissi io stesso. Così sono diventato un po' introverso e ho iniziato a sviluppare un mondo tutto mio, una risposta alle immagini che mi affascinavano. Questo mi ha reso veramente interessato al processo di sviluppo dell’esprimere se stessi, soprattutto quello delle altre persone queer. Questo processo si è trasformato nel progetto Marginal Identities, dove oggi condivido le mie ricerche su corpo, artificio e ritratto con particolare attenzione alla produzione latinoamericana.

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Com’è cambiata la tua vita dopo l’elezione di Bolsonaro?
Da quando è stato eletto c’è stato un rafforzamento di strutture violente e potenti, che sono ferite aperte nel nostro paese e che operano in modo molto materialistico. Ma è da illusi pensare che prima, nel corso della nostra travagliata storia, le cose andassero meglio.

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Cosa vorresti che le persone in Europa sapessero sul Brasile?
Siamo ancora cercando di essere rappresentati nei media internazionali in modo più accurato, al di là dello stereotipo di violenza, povertà, esotismo e ignoranza a cui siamo costantemente accostati. Il Brasile è il quinto paese più grande del mondo e ha una cultura più ampia di certi paesi europei. Potresti iniziare a seguire persone come Erica Malunguinho e Ventura Profana, che stanno riscrivendo la storia mettendo in discussione le circostanze in cui la nostra società è stata costruita e come deve essere restituita dalle sue basi.

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Qual è la cosa migliore del Brasile in questo momento?
La cosa migliore del Brasile in questo momento è la sorprendente quantità di voci creative e politiche emergenti. Sfortunatamente molti di loro non ottengono il riconoscimento e il denaro di cui hanno bisogno per poter portare avanti il loro lavoro, quindi c'è bisogno di ricerca e supporto per l'arte brasiliana e perché ci possa rappresentare.

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Quali sono le tue speranze per il futuro del Brasile?
Spero che in futuro le persone cerchino di conservare di più ciò che è stato fatto in passato e di riuscire a creare più ricordi, perché vogliono farci dimenticare.

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Ci sono spazi sicuri per la comunità queer nella tua città? Se sì, parlacene
È difficile trovare spazi pubblici sicuri al 100% per le persone queer, ma è possibile trovare alcuni spazi privati amichevoli, specialmente nelle città più grandi.

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Un nuovo studio sulla salute mentale condotto nel Regno Unito ha rivelato che la maggior parte delle persone LGBTQ provano ansia e depressione. Ti ci rivedi?
Credo che in un certo senso essere LGBTQ può renderti più vulnerabile in termini di come vedi te stesso o il tuo corpo, e sicuramente mi relaziono a questo. Ma dobbiamo tenere a mente che essere in contatto con la nostra strana individualità è un dono prezioso e trascendentale. Dobbiamo cercare di trovare una spaccatura per creare spazi in cui possiamo trovare guarigione, supporto e riconoscimento.

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Cosa possiamo fare per aiutare le persone queer in Brasile?
La cosa migliore per aiutare sarebbe sostenere finanziariamente progetti locali che assistono persone LGBTQ come Casa 1 e Casa Nem. Puoi aiutarli con un paio di click in qualsiasi parte del mondo ti trovi.

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Sempre San Paolo, ma da un punto di vista diverso:

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