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onirismo, kitsch e horror al femminile: 5 film da vedere al torino film festival

Da Real Oni Gokko a Tangerine, ecco i 5 film da non perdere in questi ultimi due giorni di proiezioni al Torino Film Festival.

di i-D Staff
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27 novembre 2015, 10:26am

A Torino, l'appuntamento fisso di novembre è sicuramente il TFF (Torino Film Festival). Per l'occasione gli spettatori si accalcano nelle sale, non per il glam o la notorietà dei personaggi invitati, ma per il puro gusto di vedere i film. Una delle cose più entusiasmanti dei festival cinematografici è buttarsi in modo completamente casuale nelle sale e, a ogni edizione, capita di stupirsi nello scoprire gioielli cinematografici dei quali altrimenti non si avrebbe notizia tramite i maggiori canali pubblicitari. Tuttavia, è altrettanto facile perdere tempo guardando sperimentazioni mal riuscite, sprecando la bellezza degli ultimi 5 euro, budget massimo che ogni stagista squattrinato come me può permettersi per il pranzo. Onde evitare questa amara sorte quindi, se siete a Torino tra il 20 e il 28 novembre, abbiamo selezionato per voi i 5 film più interessanti da vedere al 33TFF.

REAL ONI GOKKO
Real Oni Gokko ci ha subito colpito. L'horror giapponese interamente al femminile è stato assolutamente all'altezza delle aspettative. La pellicola tratta da un romanzo, salta tra mondi paralleli, onirici e spiazzanti. La protagonista, Mitsuko, sopravvive miracolosamente all'attacco di un letale vento assassino che uccide tutte le sue compagne di scuola. Da qui prendono il via tutta una serie sanguinosi eventi che si coronano nella fuga della sfortunata adolescente tra sogno e realtà. Finale addirittura fantascientifico per un film tipicamente giapponese nei personaggi e nella fantasia. Un'adolescenza femminile travagliata che si tinge di rosso e di elementi kitsch assolutamente in linea con la trama e l'immaginario da cui proviene.

THE FINAL GIRLS
Secondo B-movie al femminile. I forti richiami stereotipati da film horror degli anni '80, che potrebbero allontanare lo spettatore, si rivelano invece azzeccati e da questi nasce una trama parallela ai fatti ancor più significativa. Gli eventi si susseguono in modo "leggermente" assurdo: una ragazza che ha perso la madre attrice in un incidente qualche anno prima torna con gli amici al cinema a vedere il primo film della defunta. Durante le riprese l'edificio va a fuoco e lei e i suoi amici si ritrovano tra i protagonisti del film con la nuova impellenza di sopravvivere al serial killer cinematografico. Da una partenza giocosa, quasi divertente, basata sui cliché del B-movie, ne nasce alla fine un film emotivamente convincente, basato sul rapport madre-figlia ma anche sul tentativo di lasciare andare ogni stereotipo e riscoprire una femminilità potente e capace di superare ogni barriera, fisica e mentale.

TANGERINE
Lasciando andare il mondo horror ma rimanendo nell'universo della saturazione esagerata del colore, vi proponiamo Tangerine. Tutto ciò che è indagato tramite le nuove tecnologie anche in bassa definizione mi attira. La sperimentazione dei mezzi definibili di "massa" - perché, diciamocelo, ormai tutti hanno uno smartphone - è uno dei metodi più indagati per produrre materiale artistico di recente. Il film di Sean Baker è nuovo per queste ragioni. Il film è stato girato interamente con un iPhone 5s usando un'app da 8 dollari chiamata Filmic Pro in soli 18 giorni. Esperimento interessante per una pellicola che racconta il viaggio di un transessuale e la sua migliore amica attraverso le sottoculture LGBT in una California satura di colori.

HETEROPHOBIA
Film argentino dal forte impatto emotivo, racconta la storia di Mariano, un giovane omosessuale, ossessionato da un amico che abusa di lui. L'odio e la repulsione sono raccontati in un film fortemente lisergico, una discesa agli inferi dai colori violenti che crea un forte coinvolgimento. La speranza nella realizzazione del vero amore, la delusione, il senso di colpa e la ricerca di un'identità lontana dai cliché del mondo del maschio alfa, si snodano come in un trip di LSD che non lascia mai un attimo di respiro allo spettatore. Un universe parallelo raccontato in un lungometraggio cinefilo, orrorifico e psichedelico. Da vedere.

THE FORBIDDEN ROOM
Per concludere questo viaggio allucinato tra i film più onirici del 33TFF la pellicola che mi ha decisamente colpito di più è The Forbidden Room. Non vi racconteremo la trama, non servirebbe a molto, vogliamo che andiate a vederlo sulla fiducia. Desideriamo che vi perdiate nel movimento umorale, che si snoda per tutta la sequenza di 119 minuti, o sul fondo dell'oceano o a Berlino, che vi sembri di assistere alla proiezione di un film muto di inizio '900 sotto l'effetto di droghe sintetiche, che facciate bei sogni che diventano incubi a intermittenza. Il regista canadese, Guy Maddin, dimostra un'estrema versatilità e un'acuta intelligenza nel tenere incollato lo spettatore allo schermo nonostante la durata del film. Se vi abbiamo convinto, potrete godervi il caos che diventa lungometraggio.

Crediti


Testo Martina Bruna
Foto Real Oni Gokko