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quaranta domande a fabio quaranta

Vi accoglierà nel suo nuovo spazio Motelsalieri a Milano, pronto a confezionarvi capi su misura se direte la parola d’ordine sobrietà e se sarete in grado di decifrare il suo instagram capovolto.

di Gloria Maria Cappelletti
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28 marzo 2017, 8:25am

ph. Alessio Costantino

Abbiamo incontrato Fabio Quaranta in occasione dell'imminente inaugurazione del suo nuovo spazio Motelsalieri a Milano e quaranta domande non sono bastate per sondare compiutamente la sua visione capovolta del mondo. Abbiamo comunque capito che lui è essenzialmente diverso, perché in un sistema moda frenetico e competitivo si è sottratto alle leggi conformiste del marketing, facendo qualcosa di radicalmente onesto: abiti definitivi progettati con cura.

Perché ti definisci più un creativo che uno stilista?
Perché oramai siamo nell'era della manipolazione progettuale e non più in quella delle avanguardie.

Ti consideri un outsider?
Siamo tutti insiders.

Prediligi la purezza della forma o quella del contenuto?
La forma come risultato naturale del contenuto.

Come definiresti il tuo tratto stilistico?
(N.d.A. Considerandosi più creativo che stilista abbiamo declinato questo approfondimento).

Esserti trasferito da Roma a Milano ti avvicina (spazialmente) a Giorgio Armani, cosa ne pensi dei suoi power suits degli anni '80?
Per geografia direi più a Prada. Per lo stile preferivo l'avveniristico sportswear di Nino Cerruti.

Come li reinterpreteresti?
Come una cover dei Beatles.

Dopo la sfilata di Raf Simons per Calvin Klein qualcuno ha detto che siamo tutti orfani di Martin Margiela e Helmut Lang. Sei d'accordo?
Ma non sono ancora vivi?

Ti ritieni una persona nostalgica?
No.

Un ricordo di quando eri bambino, qual e' la memoria che ti definisce ancora oggi?
L'onestà dei miei genitori.

Hai collaborato con molti artisti, sei anche un collezionista?
Non direi.

Hai un archivio di tutte le tue collezioni?
Sì.

Perché è importante avere un archivio?
Perché è il prodotto di una lunga ricerca che altrimenti andrebbe persa.

Oltre ai capi RTW delle collezioni uomo e donna disponibili in negozio prevedi anche un servizio sartoriale su misura?
Assolutamente sì.

Il tuo capo best seller?
Il caro vecchio cappotto.

Il prezzo medio di una tua giacca/completo?
444/999

Le tue collezioni sono androgine, oppure mantengono una polarità sessuale?
Androgine per uomo e donna.

Sulle passerelle si vede poca moda e molto styling. Cosa ne pensi?
Mi spiace.

Sei ricercatore e docente all'Università Iuav di Venezia. Come spieghi ai tuoi studenti la differenza tra moda e prodotto?
Che il prodotto è progettare senza moda.

Il desiderio del nuovo conduce all'accumulo insostenibile di abiti low cost velocemente dismessi. Questo sistema non sostenibile può almeno essere più responsabile?
Sì certo. Ma la gioia dell'apparire - o possiamo chiamarla anche voglia di omologazione - non produce sensi di colpa.

Come si combatte il consumismo qualunquista?
Con l'educazione alla qualità.

L'unica moda radicalmente sostenibile è il vintage (inteso anche come memoria culturale)?
Direi che è un bel punto di vista. Sono un accumulatore di capi vecchi.

Oppure l'handmade?
Si, ma quando non è fine a se stesso.

Dove produci le tue collezioni?
In diversi laboratori ma da sempre in Italia.

La moda può ancora essere politica?
Sì.

L'abbigliamento è diventato un modo per poter esprimere messaggi. Qual è il tuo?
Sobrietà.

Hai dichiarato in diverse interviste che essere a proprio agio dona eleganza e bellezza. Come crei questo equilibrio?
Basta essere sinceri con se stessi.

Al contrario, il disagio spiazzante ci può avvicinare al sublime?
Non per me.

Sei religioso?
No.

Che rapporto hai con gli Hare Krishnas?
Non so un granché. Mi piace la loro musica, cosi come quella religiosa in genere. Ovviamente sono molto affascinato anche dalle loro divise.

Percepisci il tempo come ciclico o lineare?
Drasticamente lineare.

La tua moda è contemporanea o resiste al tempo?
Neanche la pietra resiste al tempo.

Sono crollati molti modelli, come ti orienti in un sistema fluido?
Ho sempre avuto pochi modelli ma mi adatto facilmente.

Tu come ti vesti? Hai un'uniforme preferita?
Mettendomi quello che ho indossato il giorno prima.

Il futuro del lusso?
Sembrerebbe acquistare un borsa su Marte.

Il tuo futuro in un lustro?
Aprire un negozio su Marte.

Quando inauguri il tuo nuovo spazio?
Tra pochi giorni. Alla fine di Marzo. Il 31.

Ce lo puoi descrivere brevemente?
È in Via Passo Pordoi, già Via Quaranta. Sotto il mio studio, tra una moschea e un centro buddista. Per più di mezzo secolo è stato l'ufficio di un marmista. Non ho avuto molta scelta.

Presenterai ancora collaborazioni con artisti oppure ti vuoi concentrare solo sulla tua collezione?
Sto lavorando sia alla collezione che ad altre collaborazioni. Dopo l'ultima con la Disordered Records per la realizzazione del concept di tre uscite su vinile di colonne sonore di film di Alejandro Jodorowsky, sto lavorando ad un progetto con l'artista e musicista Nicola Pecoraro ed un altro con l'artista e regista Luca Trevisani.

La risposta che cercavi?
Deve ancora arrivare.

La domanda a cui non trovi risposta?
La 4.

FABIO QUARANTA MOTELSALIERI
Opening Venerdi 31 Marzo 7PM
Via Privata Passo Pordoi, 6, Milano

Crediti


Testo Gloria Maria Cappelletti
Foto Alessio Costantino