© Jack Davison 

una campagna pubblicitaria diversa da tutte le altre, completamente

La stilista inglese Margaret Howell ha chiesto a Jack Davison di scattare una campagna che si distinguesse da quelle che siamo abituati a vedere in giro. Gli scatti li trovi in esclusiva qui su i-D.

di Micha Barban Dangerfield
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27 luglio 2018, 1:07pm

© Jack Davison 

Quando disegna le sue silhouette, la designer inglese Margaret Howell racconta la storia contemporanea del suo paese. La visione umile e imperturbabile che ha sviluppato le permette, sin dagli anni '70, di adattarsi al territorio in cui nasce, al suo popolo e ai suoi miti. Dietro ciascuna delle sue collezioni c'è un ritratto preciso e coerente dell'Inghilterra. Ogni sua campagna pubblicitaria diventa per lei un'opportunità creare narrative oneste e sincere, concentrate sull'epoca presente, ma anche sui giovani che veste e apprezza. Al contrario di quanto accade solitamente nell'industria della moda, quando Margaret e il suo team scattano le nuove collezioni non cercano l'esagerazione a tutti i costi, preferendo invece rimanere saldamente incollati alla realtà e dando vita di stagione in stagione a serie fotografiche dal registro quasi naturalista.

Per riuscire in questo arduo compito, Margaret Howell si è sempre circondata di talenti incredibili; nel corso della sua carriera ha collaborato con Bruce Weber, Venetia Scott, Alasdair McLellan e Koto Bolofo, giusto per citare alcuni dei fotografi da lei scelti per le sue campagne. "Mi piace collaborare con artisti che capiscono, e apprezzano, i miei valori. Attribuisco grande importanza all'autenticità, al realismo, alla naturalezza delle cose, all'attenzione che un fotografo presta ai dettagli, al modo in cui post-produce e a quello in cui sa dare nuova freschezza alle tradizioni," ci ha spiegato la designer britannica. Normalmente, gli scatti pubblicitari sono tutt'altro che realistici, ma io ho sempre cercato di fare a modo mio. Spesso condivido le mie idee con i fotografi con cui lavoro, senza però limitare la loro visione creativa. È un lavoro d'insieme."

La spiccata attenzione che ha sempre riservato ai giovani ha permesso a Margaret Howell di trasformare nel corso del tempo un'intuizione in una vera e propria visione d'insieme. Ogni nuova generazione è una nuova versione del suo design, che rimane invariata nell'essenza ma si riallinea sulle caratteristiche della gioventù a cui fa riferimento. Si tratta di un'attenzione particolare che Margaret applica anche al modo in cui trasla visivamente le visioni in collezioni, e sostenendo così i talenti emergenti della moda, della fotografia e della musica. "Per me è essenziale incoraggiare le nuove generazioni di creativi. Cerco di farlo trasmettendo loro la mia esperienza," ci spiega. "In molte occasioni mi sono stati chiesti consigli dagli studenti d'arte sul loro progetto di laurea. Come brand, inoltre, Margaret Howel, partecipiamo e sostiene anche il progetto Ed Renshaw Music Award per i giovani artisti di South London."

Per la sua nuova collezione, Margaret ha chiesto al giovane fotografo Jack Davison di interpretare la sua nuova collezione e trasformarla in immagini. La facilità con questo giovane creativo gestisce il bianco e nero, la grazia dei suoi ritratti, le linee pure che danno equilibrio ai suoi scatti e la sua estetica hanno catturato immediatamente l'occhio di Margaret Howell. Di lui, la stilista inglese ci dice: "Diverse persone mi hanno raccomandato Jack. Ho visto subito che non era interessato solo all'esercizio della fotografia di moda, ma che era anche sensibile ai dettagli. I suoi ritratti mi hanno colpito nel profondo. Era il momento giusto per iniziare una collaborazione con un nuovo fotografo, ma costruendo con lui, o lei, una vera relazione, un'intesa." Ed è nel mezzo della campagna inglese, all'ombra di alberi così alti che sembrano toccare il cielo, che stilista e fotografo hanno suggellato la loro prima alleanza, portando la moda in una nuova dimensione tutta da esplorare.

Crediti


Fotografia di Jack Davison
Testo di Micha Barban Dangerfield

Questo articolo è originariamente apparso su i-D FR.

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