anche instagram sa che passiamo troppo tempo su instagram

Ed è per questo che sta per lanciare un nuovo strumento che ci dirà esattamente quanto tempo sprechiamo sui social ogni giorno.

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ago 2 2018, 9:36am

Screenshot dal trailer del cortometraggio Morning of Saint Anthony's Day via YouTube

Scambiarti meme con il tipo, o la tipa, che ti piace in DM su Instagram e dire la tua sull'effettiva possibilità di indossare un paio di Crocs in occasioni sociali possono essere esperienze divertenti e positive. Ma questo non è il modo in cui la maggior parte di noi passa le ore sui social media. Nove al giorno, dicono le statistiche.

E presto a confermarlo saranno Instagram e Facebook stessi, che hanno appena annunciato il lancio di un nuovo strumento che ci dirà esattamente quanto tempo passiamo ogni giorno sui social media. La ragione di questa mossa? Migliorare la salute mentale degli utenti. Numerosi studi hanno infatti dimostrato che un uso massiccio delle piattaforme social peggiora il nostro equilibrio psichico, a cui—secondo questa ricerca condotta nel 2016—si legherebbe "un'aumento dei casi di depressione." Il peggiore tra i social, in questo senso, è ovviamente Instagram, dove fingere di avere una vita perfetta è fin troppo semplice.

Il nuovo tool potrà essere attivato o disattivato a piacimento tramite la sezione delle impostazioni di Instagram e Facebook. Una dashboard permetterà di scoprire il tempo passato in media su ciascuna delle due app nell'arco delle 24 ore, e sarà inoltre possibile impostare delle sveglie che ci avvertano una volta superato un certo limite di minuti online.

Ameet Ranadive, Product Management Director di Instagram, e David Ginsberg, Director of Research di Facebook, sottolineano comunque che questa non è la prima iniziativa introdotta da Instagram per tutelare la salute mentale dei suoi utenti, menzionando l'introduzione della notifica "Non Hai Nuovi Contenuti Da Vedere" a tale proposito.

"Vi è anche un impegno continuo e globale nella prevenzione del suicidio, che comprende l'espansione della nostro sistema di rilevamento di comportamenti a rischio e un miglioramento delle strutture di sostegno," hanno continuato Ranadive e Ginsberg nella dichiarazione congiunta. "Il nostro approccio è stato messo a punto in collaborazione con organizzazioni di tutela della salute mentale come Save.org e con l'aiuto di personalità che hanno vissuto in prima persona problematiche simili."

Come sottolinea TechChrunch, però, questi nuovi strumenti non fanno alcuna distinzione tra un uso attivo e uno passivo dei social media. Mettere like, commentare, chiacchierare con i propri amici e fare repost di immagini positive sono tutte attività che possono davvero migliorare il nostro umore. Questo studio ha anche fatto emergere che l'avvento dei social media ha reso più facile trattare temi spinosi come ansia, depressione e malattie mentali, anche attraverso l'uso di meme. Al contrario, scrollare la home di Instagram o Facebook in modo passivo, lasciando che le immagini ci scorrano davanti agli occhi in modo acritico, può farci sentire uno schifo. Anche sui social media ci vuole mindfulness, alla fine.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D US.