Sussi wears jacket vintage from Beyond Retro. Trousers Givenchy by Riccardo Tisci.

sussi è la nuova star della nightlife londinese

Scotty Sussman è la prova vivente che il periodo d’oro dei club londinesi non è ancora finito. L'abbiamo incontrato per parlare di Londra, New York e della scelta di fare della nightlife uno stile di vita.

di i-D Staff
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13 marzo 2017, 2:45pm

Sussi wears jacket vintage from Beyond Retro. Trousers Givenchy by Riccardo Tisci.

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Scotty Sussman, giovane stella della vita notturna newyorkese, è arrivato a Londra lo scorso settembre con un'idea ben precisa in mente: replicare la nightife underground newyorkese nella capitale britannica, portando con sé tutti i segreti appresi negli anni passati. "Quando raggiungi l'apice è ora di andartene," ci dice Scotty, scherzando solo a metà. Lo incontriamo in una caffetteria di Lambs Conduit Street, a due passi dal suo appartamento di Bloomsbury. È domenica mattina, e Scotty sfoggia un outfit unico. Sopra una polo nera e un pantalone a scacchi indossa un vestito stampato; a completare il look ci pensano un paio di stivaloni con fibbia dorata, un corsetto elasticizzato in ecopelle scovato in qualche bancarella di Camden Market e un giubbotto nero con bordature baroccheggianti.

"Cerco di ricreare look vicini alle shilouette di Vivienne Westwood e al New Romantic," dice commentando l'outfit scelto per l'incontro. "È questo lo stile a cui dobbiamo ispirarci. Viviamo in tempi difficili, quando accadono cose simili mi sento obbligato a vestirmi con regalità, scegliendo pezzi romantici che diano vita al reame in cui voglio  e devo vivere. Sto cercando di vestirmi come un leader." Con "cose simili" Scotty intende Trump, la Brexit e il successo dei movimenti d'estrema destra a livello globale. "Ultimamente indosso moltissimi copricapi, anche questo è un segno di regalità."

Camicia Topman. Top model's own. Shorts vintage from Beyond Retro. 

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La scorsa notte Scotty è andato alla serata Savage che si è tenuta al Metropolis, un club per pole-dance completamente rimesso a nuovo. Le sopracciglia di Scotty sono completamente depilate. "Le ho rasate il primo giorno," ci dice riferendosi alla sua entrée nella nightlife newyorkese, quando una notte di sei anni fa si è intrufolato a un party di Susanne Bartsch nascondendosi sotto il cappotto di uno sconosciuto. Aveva 15 anni. "Lavorare in un locale notturno senza rasarti le sopracciglia è impossibile. L'unica persona che conosco a non averlo fatto è il mio ragazzo, Harry. Sono io a volere che non le depili."

Le frasi di Scotty sono brevi, quasi colleriche, e smozzica le parole. Comunque, non ha paura di far sentire la sua voce. Dopo essere stato notato da un talent scout per le strade di New York, Scotty ha posato per Bruce Weber e Steven Klein. Il suo modo di parlare è stato fortemente influenzato dalle frequentazioni dei migliori pub, dance-floor e discoteche della Grande Mela. Oggi ha 21 anni, ed è l'apprendista dei grandi maestri della nightlife newyorkese come la grand dame Susanne, l'ex proprietario del WestGay Frankie Sharp e Ladyfag, il vero mentore di Scotty, un hostess di Toronto che l'ha aiutato a "diventare grande" prendendolo sotto la sua fortunata ala e portandolo con sé agli eventi più cool degli Stati Uniti. 

Top Ann Demeulemeester. Pantaloni Andreas Kronthaler per Vivienne Westwood. 

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Chiacchierare con lui è divertente. Dalle sue parole emergono un'intelligenza e una determinazione non comuni. Parlando del suo arrivo a Londra ci ha detto: "Sentivo questo bisogno di conoscere personalmente Princess Julia. Dovevo incontrarla, parlarle, far parte di questo mondo." E così è stato. La notte in cui si sono conosciuti, Julia ha detto agli amici "amo Scotty, è fantastico!" Chi ha alzato un sopracciglio di fronte alla chiusura di diversi punti di riferimento della club culture londinese, magari convinto che avrebbero potuto non sentire mai più Floating Points suonare al Fabric e preoccupato dall'aspetto della nuova Londra, una città che vuole definirsi nell'ascesa di star sui social media e non più nella sua vita notturna, vede in Scotty un segno di buon auspicio, una dimostrazione che il periodo d'oro dei club londinesi non è ancora finito. Lui è uno di quelli che possono e vogliono andare a ballare cinque sere a settimana, sentendone quasi una necessità fisica.

Scotty crede che i social media potrebbero dare una mano al propagarsi della club culture e definisce Instagram "il mio biglietto da visita, la mia identità, la mia agenda personale e la mia impronta digitale". Ha anche un termine preciso per parlare dei migliori eventi di nightlife: il Vortex. "È una parola che usiamo quando vogliamo dire di essere completamente coinvolti nell'atmosfera di una serata, quando dimentichi chi sei, dove sei stato e cosa stai facendo; quando tutto va finalmente come deve andare. Questo è il Vortex. Tutto si spegne in te, le percezioni aumentano, spegni le luci e alzi così tanto il volume della musica da non poter più neanche sentire i pensieri che ti vorticano in testa." Questo è il posto felice di Scotty. "Un'immersione totale."

Leggi anche: Princess Julia arriva in Italia e ci parla di Londra, Bowie e new romantic.

Giacca Charles Jeffrey LOVERBOY. Corsetto model's own. Pantaloni Dries Van Noten. 

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La storia di Scotty è abbastanza breve e interessante da meritare di essere raccontata. Nato a Venice Beach, è il figlio di due sognatori canadesi che hanno fatto fortuna negli ambienti glamour di Hollywood. La madre, Heather Hartt, è stata una delle prime conduttrici di E! News. "E' molto televisiva," dice Scotty, chiaramente affascinato dall'eredità di fama e glam che scorre nelle sue vene. "Era una vera drag queen, metteva parrucche bionde, outfit appariscenti e non aveva paura di essere notata, quindi crescendo mi sono sempre sentito libero di esprimermi. I miei non si sono mai fatti problemi in questo senso." Il padre, con il quale ama andare a ballare al Battle Hymn, è sempre stato "un tipo particolare, cercava di concludere qualche affare, cantava come un pazzo. I miei genitori adorano la bella vita hollywoodiana. Quindi sì, ecco da dove vengo."

Grazie a Lady Gaga, Scotti ha iniziato a capire cosa sarebbe diventata la vita notturna. Sebbene ora abbia sentimenti contrastanti nei confronti dell'artista, l'apertura e la voglia di esibire la propria diversità che hanno caratterizzato i primi anni d'attività della cantante hanno avuto un impatto decisivo sulla crescita di Scotty. "Ci ha fatto riflettere sull'importanza di ciò che indossiamo". Quando Just Dance era in cima alle classifiche mondiali, lui aveva solo 12 anni. "Quello che fa ora è non ha niente a che fare con la Lady Gaga di qualche anno fa. Cos'è quel cappello rosa? Che schifo! Mi piaceva così tanto prima, e invece ora…" Quando gli chiediamo se si sente tradito dalla chiave patriottica scelta da Lady Gaga nell'ultimo periodo, ci risponde: "sì assolutamente. Voglio un altro inno alla diversità. E deve essere terribilmente gay, perché nell'America di Trump abbiamo bisogno di un'artista così; deve riprendersi il palco e usarlo per fini più nobili. Se non le va di farlo, allora vaffanculo. Dobbiamo pensare al nostro futuro. Agli inizi della sua carriera, l'affermazione della cultura queer ha subito un'accelerazione mai vista prima. Qualcuno doveva farlo, e quel qualcuno è stata lei."

Camicia vintage Comme des Garçons from House of Liza. Corpetto (indossato su camicia) Alberta Ferretti. 

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 A 15 anni Scotty ha smesso di dipingere quadri per diventare lui stesso la tela su cui dare libero sfogo alla sua creatività. Il prossimo passo? Entrare in contatto con persone nuove. "Ero la regina della colla a caldo, sai, per personalizzare i miei outfit," racconta ricordando le prime avventure nella nightlife newyorkese". Adoravo il trash. Ora però sono costretto ad apparire più pulito, ordinato. Meno underground. Molta della gente che frequenta i miei stessi ambienti sembra che vada negli stessi club da cent'anni o più. Hanno lo stesso trucco da sei giorni. Io invece voglio sembrare uscito da una rivista, presentabile, voglio poterti stringere la mano mentre ti guardo negli occhi, e nel farlo non posso avere mani e viso impiastricciati di colla e glitter. Ci sono così tante persone con cui voglio lavorare nel futuro, non faccio nomi perché la lista sarebbe troppo lunga. Ma succederà. Un giorno succederà." 

Crediti


Testo Paul Flynn
Fotografia Clare Shilland 
Moda Bojana Kozarevic

Capelli Roku Roppongi at Saint Luke's using Bumble and bumble
Trucco Rebecca Wordingham at Saint Luke's using M.A.C Pro
Fotografia assistance Rory Cole
Assistente moda Lula Ososki