storia della cultura rave in video d'epoca

Da Chicago a New York, passando per Manchester e Londra: un viaggio nella cultura rave in compagnia di Frankie Knuckles, Chloë Sevigny e clubber di tutto il mondo.

di Alice Newell-Hanson
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30 marzo 2017, 9:05am

La leggenda vuole che il primo a usare la parola "rave" per descrivere la scena acid house che ha travolto la Gran Bretagna alla fine degli anni '80 sarebbe stato Genesis P-Orridge, in un'intervista del 1989 ora andata persa. Ma la cultura rave è nata ben prima di diffondersi tra i club di Manchester, Londra, New York, e persino Ibiza. La musica dance, i dreadlock dai colori accesi, i ciucci e i pantaloni UFO che hanno definito l'estetica della cultura rave sono nati tra le pareti dei gay club per neri di Chicago a cavallo tra gli anni '70 e '80.

I primi cellulari con videocamera sono arrivati solo decenni dopo, ma sgranate e affascinanti testimonianze video sono sopravvissute in abbondanza, arrivando fino a oggi e testimoniando la nascita di un nuovo stile fatto di pinzette coloratissime, overall e stampe psichedeliche homemade. YouTube è una fonte inesauribile di tesori nascosti per chi vuole ripercorrere le tappe della storia della house music, e noi di i-D abbiamo selezionato alcuni video che vi porteranno da Chicago a New York, passando per un castello di Manchester e la desolata campagna inglese.

La musica house è nata grazie a due DJ di Chicago, Jesse Saunders e Frankie Knuckles, e un sintetizzatore TB-303. Nel 1984, Saunders è stato il primo a usare gli ipnotici suoni del TB-303, ora considerato lo strumento musicale elettronico per eccellenza, nel suo disco On & On, ispirando altri DJ di Chicago - tra cui Knuckles - a modificare da soli le tracce che suonavano, dando vita a un nuovo genere musicale. L'epoca della Chicago house era nata. "La musica house è DURA. Fa BOOM BOOM BOOM e ha poche variazioni, sottigliezze, melodie o strumenti," scrive il giornalista Barry Walters per il magazine SPIN riguardo la scena house di Chicago. "Venerano Knuckles, perché ha inventato la musica house," continua, riferendosi alle folle di ragazzi di colore che scuotevano i loro corpi al ritmo dei bassi di Knuckles nella seconda metà degli anni '80. L'Hot Mix 5, programma radiofonico dell'emittente locale WBMX-FM, ha dato una grossa mano alla diffusione del genere, portando nel 1987 alla produzione del primo vinile Chicago house significativo, Acid Tracks. "L'house parla di perdita di controllo e decoro. Dalle stravaganze sessuali agli eccessi sul dance-floor, tutto ruota attorno al lasciarsi andare," conclude SPIN.

Verso la fine del 1986, mentre la polizia asserragliava i club di Chicago dove si suonava house, i DJ inglesi Mike Pickering e Graham Park hanno fatto sbarcare la musica house in Gran Bretagna. Nonostante l'inaugurazione al club Hacienda di Manchester, durante la leggendaria serata Nude, l'approdo oltreoceano non è stato un successo immediato. "È la cosa più simile a un'orda di zombie che io abbia mai visto." Questa la descrizione del DJ Peter Powell per i microfoni di BBC Radio 1 all'epoca. "Non penso che dovrebbero continuare." Invece l'hanno fatto, ma non prima del 5 dicembre 1987. L'estate precedente, un gruppo di amici DJ - Paul Oakenfold, Danny Rampling, Nicky Holloway e Johnny Walker - si erano incontrati all'Amnesia di Ibiza e, in uno sforzo di ricreare quell'esperienza psichedelica, hanno deciso di organizzare il primo rave di Londra. L'hanno chiamato Shoom e come location hanno scelto una palestra di Southwark Street, dove funk, disco, soul e acid house hanno fatto ballare i clubbers con un sound system fornito da Carl Cox. E sul volantino della terza serata Shoom è comparso l'iconico smiley che è ora il simbolo della cultura rave per eccellenza.

Nel 1988, la fanzine Boy's Own ha organizzato il primo rave all'aperto della Gran Bretagna. A causa di alcune segnalazioni sull'uso di droghe e "bagordi collettivi", la notizia di feste illegali in giro per le campagne inglesi ha scatenato il panico tra la popolazione, come dimostra questo servizio della BBC:

Campagne d'informazione poco corrette, incidenti collegati all'abuso di sostanze stupefacenti e interventi delle forze armate sempre più frequenti hanno portato a un ritorno underground della cultura rave. In queste riprese di un party illegale dell'anno successivo, la gente perde la testa su Your Love di Frankie Knuckles mentre balla in un hangar con outfit semplicemente stupendi nella loro eccentricità. "Nessuno sapeva bene come vestirsi per questi eventi," ha raccontato DJ Dave Haslam al Guardian nel 2014. "La gente pensava 'devo mettermi scarpe da ginnastica o eleganti? Devo mettermi una t-shirt?'" Sin dai suoi albori, il look da raver si è sempre saputo adattare bene alle diverse circostanze, bastava essere espressivi. O vestirsi pensando di andare a una lezione di aerobica con musica psichedelica.

L'estate del 1989 è ricordata come la Second Summer of Love, come racconta questo documentario della BBC. Fantazia, Universe, Amnesia House, ESP, Raindance, e Helter Skelter sono alcuni dei club che hanno ospitato rave indimenticabili, insieme a campi, magazzini e fabbriche in disuso. "C'era amore, ed eravamo tutti insieme. Chiunque poteva improvvisamente iniziare a ballare, c'era libertà d'espressione. Cercavamo di vestirci peggio, non meglio. Converse, t-shirt con lo smiley rave - stava diventando una sorta di tribalismo," ha spiegato Pete Tong allo storico musicale Luke Bainbridge 30 anni dopo. "Eravamo felici di assomigliarci."

Intanto, a pochi chilometri da Londra la cultura rave prosperava nel Lancashire, zona settentrionale del paese dove le comunità rurali erano terrorizzate dalle orde di clubbers che volevano assalire i loro quieti paesini di campagna. In questo servizio del marzo 1990, andato in onda sul canale britannico Grenada, dal titolo "la nuova follia delle feste house", il membro del parlamento inglese di Blackburn afferma "stanno distruggendo le vite di centinaia, forse migliaia di onorabili cittadini che rispettano le leggi."

Nel 1992, il governo inglese fece passare una legge che permetteva alla polizia di interrompere rave all'aperto e party di grandi dimensioni. Mentre la musica house sopravviveva tra le sicure mure dei club di città, mutando forma e trasformandosi in suoni nuovi, come la jungle, l'era dei leggendari rave inglesi era ormai giunta al termine. Un "ultimo" rave fu organizzato dal gruppo World Dance nel maggio di quell'anno, e sui volantini dell'evento si legge: "questa è la vostra ultima occasione prima che l'ennesimo capitolo della storia rave giunga al termine!" 

Sempre nel 1992, la musica house ha fatto la sua ricomparsa negli Stati Uniti grazie ai successi commerciali raggiunti in terra britannica. Nel 1992 infatti il leggendario organizzatore e DJ Scotto ha dato vita al primo rave di New York, nel club The Ritz (l'ex Studio 54) e, sempre nel nel 1992, è nata la serata NASA, che il fondatore della XL Recordings Richard Russell ha descritto così: "essere stato a una serata NASA è come essere stato a Woodstock: se te ne ricordi, allora non ci sei stato davvero." 

La scena girata in discoteca del film Kids di Larry Clark, incapsula in quattro minuti l'essenza della cultura rave newyorkese degli anni '90. Harmony Korine e i suoi occhiali spessi come fondi di bottiglia guidano Chloë in un labirinto di adolescenti che limonano, si attaccano a ciucci come neonati e in generale, come dice Korine, "sentono l'effects-asy" della serata NASA. "Andava oltre i rave, era qualcosa di diverso," ha affermato la protagonista ricordando le serate NASA. "Mentre ero lì, sapevo di essere a uno degli eventi più belli della storia."

Negli anni '90, mentre la cultura rave si diffondeva per gli Stati Uniti - anche grazie ai due tour che la NASA ha organizzato per portare la musica house ai ragazzi americani -, anche i servizi dei telegiornali che intervistavano genitori preoccupati e cittadini scandalizzati aumentarono drasticamente. Nell'estratto del 1996 che trovate qui, tra le altre cose, si dice "sai dove vanno i tuoi figli adolescenti quando fanno tardi la notte?" oppure "sono mortali orge di adolescenti." Ma, nonostante la sua reputazione si facesse ancora più demoniaca di giorno in giorno, la cultura rave è sempre stata portatrice di valori come ottimismo, senso di comunità, e ricerca di ideali romantici. "Avevamo gli occhi spalancati, eravamo ingenui e felici," ricorda Moby.

Con il passare degli anni, la cultura rave è diventata un bacino in cui confluiscono numerose subculture, dai gabber di Rotterdam ai "ditch party" ispanici di Los Angeles, e si è evoluta in nuove forme, come il "new rave", fenomeno di breve durata che si è propagato per l'Inghilterra nel 2006 grazie alle band britanniche Klaxons e New Young Pony Club. Però, nella maggior parte dei casi, oggi tutto quello che ci rimane è l'EDM, celebre e miliardaria cugina della cultura rave. Ed è difficile immaginare Larry Clark mentre documenta l'Electric Daisy Carnival, o Frankie Knuckles che suona all'Ultra Music Festival.

Guarda anche: L'universo rave dell'Ucraina underground.

Crediti


Testo Alice Newell-Hanson

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