new genuary: vi presentiamo alina negoita

Anno nuovo, talenti nuovi. Per tutto il mese di Gennaio vi presentiamo i fotografi che definiranno il 2017. Scattano il mondo che li circonda, interpretandolo attraverso il prisma delle loro esperienze, ogni fotografo ha la sua storia da raccontare, e...

di i-D Staff
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23 gennaio 2017, 9:50am

Alina Negoita, 25

Raccontaci qualcosa di te.
Sono una fotografa, regista e femminista convinta. Adoro il mare e i tramonti. Mi piacciono il nuoto e il pugilato. Non riesco a tollerare la disonestà e l'oppressione. Sono cresciuta a Ploiesti, una città che dista 60km da Bucarest, la capitale della Romania.

Come sei entrata in contatto con la fotografia?
Sembrerà anche un cliché, ma grazie al destino? Non sono cresciuta in un ambiente artistico, ma ho sviluppato l'abitudine di disegnare e dipingere le persone attorno a me ancor prima di iniziare a parlare. Il passaggio alla fotografia e poi ai film è stato naturale. Ricordo di aver sempre ammirato i lavori di Sally Mann; Candy Cigarette è una delle prima immagini che mi sono rimaste impresse quando ho iniziato ad interessarmi di fotografia. Al tempo non riuscivo a capire cosa mi attirasse tanto di quello scatto - era così bello e potente, ma allo stesso tempo onesto e vulnerabile.

Cosa ti attira di questo medium?
Ciò che mi affascina maggiormente della fotografia è la possibilità di creare una connessione con le persone, il rapporto di mutuo scambio che si crea con i soggetti - ottieni fiducia solo se dai fiducia.

Come e dove hai imparato questo a fotografare?
Quando frequentavo le superiori mi sono iscritta a dei corsi di fotografia e cinema nella scuola d'arte locale. Ho avuto l'opportunità di avere Mihai Vasile come tutor e come mentore - questo nome non vi suonerà familiare, ma è lui che mi ha insegnato i fondamenti. Le lezioni non si concentravano sulla tecnica e le luci in particolare, ma sull'imparare a guardare e sullo scegliere cosa vedere. Poi ho continuato studiando fotografia di moda presso la London University of Arts e ora sto portando a termine la specialistica in Visual Communication al Royal College of Art.

È necessaria una laurea per intraprendere la carriera di fotografo?
Poche persone nella tua vita ti chiederanno della tua laurea. Ciò che davvero serve sono passione, perseveranza, una mente e un cuore aperto. Per poter portare avanti una carriera nel mondo della fotografia o in qualsiasi altra industria creativa è necessario essere pronti a fallire e rialzarsi immediatamente.

Chi o cosa t'ispira?
I miei genitori. Le persone con un buon cuore che s'impegnano quotidianamente per rendere questo mondo un luogo migliore. L'umanità in generale.

Chi è il fotografo che ammiri di più?
Lee Miller e Alex Webb.

Chi vorresti fotografare?
Le Dragon Girls della Shaolin Tagou Kung Fu School, la tribù Dassanech, Yeonmi Park, Xiuhtezcatl Martinez, Ezra Miller e così via. Ho una lista piuttosto lunga…

Il momento più importante della tua carriera fino ad ora?
Non penso alla mia carriera scandendola per 'momenti importanti'. Nel mio sito si può trovare una lista di clienti, ma credo che non faccia altro che distrarre le persone dai lavori stessi. Tendo a non farmi impressionare dai nomi importanti. Preferisco pensare alla mia carriera come una serie di eventi interconnessi che mi permettono di continuare ad andare avanti. In questo modo ogni commissione o pubblicazione ha esattamente la stessa importanza.

Cosa non vedi l'ora di fare nel 2017?
Portare avanti progetti ai quali sto lavorando attualmente, iniziarne di altri, concentrarmi sulla tesi, laurearmi a giugno, pensare al mio primo libro, dedicarmi all'arte a tempo pieno e trasferirmi di nuovo a New York.

A cosa stai lavorando al momento?
Sto lavorando a un paio di progetti a lungo termine che parlano di donne e di cambiamento sociale. Il progetto che mi tiene sveglia la notte è quello in cui documento la rivoluzione delle donne in Rojava. Si tratta della storia più complicata, stimolante ed emozionante alla quale io abbia mai lavorato.

Per cosa ti batti?
Verità. Coraggio. Tolleranza. Solidarietà. La liberazione degli oppressi. Empatia, e non parlo di quella selettiva..

Crediti


Foto Alina Negoita