le canzoni che hanno cambiato la vita a jane birkin

Con un nuovo album in uscita intitolato Birkin/Gainsbourg: Le Symphonique, Jane Birkin ci guida attraverso le canzoni che hanno definito la sua storia d'amore con uno dei musicisti francesi più celebri e discussi, Serge Gainsbourg.

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02 maggio 2017, 8:55am

Lui era il cantautore più controverso dell'intera Francia. Lei un'eterea e ingenua bellezza inglese. Insieme, in una storia d'amore durata dieci anni, Serge Gainsbourg e Jane Birkin hanno dato nuovo significato all'amore tra artista e musa per cui Parigi è celebre nel mondo. Un amore vissuto sulle rive della Senna, passeggiando giù per Boulevard Saint-Germain. Un amore che ha dato vita a canzoni così intime da essere messe al bando dal Vaticano. Anche oggi, 37 anni dopo la fine di quell'amore così intenso e 26 dopo la morte di Serge, la loro relazione continua a incantare e continuerà a farlo anche grazie al nuovo disco, cantato da Jane ma con testi scritti da Serge, che l'ex Presidente francese François Mitterrand ha definito "il nostro Baudelaire, il nostro Apollinaire", il musicista che ha "elevato le sue canzoni a vera arte."

"È l'ultima cosa che posso fare, cercare di tenere vive le persone in questo modo," spiega oggi la Birkin. "Serge aveva ragione quando qualcuno gli ha chiesto 'Che idea hai della fine del mondo?' e lui rispose 'la mia morte.' Ho pensato 'incredibile, crede di essere Dio sceso in terra!' Ma dopo qualche tempo ho capito che stava dicendo la verità. Perché è la fine del mondo per quella persona. Se girare il mondo parlando di loro li farà vivere un po' più a lungo, beh, è l'unica cosa che ci resta da fare."

La canzone che mi ricorda il trasferimento a Parigi…
Françoise Hardy, Tous les garçons et les filles. Vivevo a Boulevard Lannes, nella stessa casa di Edith Piaf. Quando è morta si è radunata una folla enorme davanti al palazzo, e per entrare ho dovuto mostrare un documento d'identità. Qualcuno tra la gente mi ha scambiato per Françoise Hardy ed ero così felice che qualcuno potesse davvero pensare che io fossi una cantante famosa che non ho detto nulla. Quella canzone, il modo in cui la canta, la sua personalità e la sua bellezza... se davvero le assomigliavo anche solo un pochino a 16 anni, beh, buon per me!

La canzone che mi ricorda l'incontro con Serge…
Yummy Yummy Yummy è una stupida canzoncina che gli cantai mentre dormiva dopo una nottata folle. Siamo stati al Regine's, dove ero riuscita a convincerlo a ballare con me e improvvisamente tutto ciò che trovavo insopportabile in lui ha iniziato a piacermi: la sua timidezza, il suo umorismo, la sua totale incapacità nel muoversi a ritmo di musica. Di lì ci siamo spostati al Rasputin, poi al La Calvados e infine al Madame Arthur, dove gli uomini erano vestiti da donne e il padre di Serge faceva il pianista. Quando siamo tornati mi ha chiesto: "ti lascio a casa tua?" e io ho risposto di no, quindi mi ha portato all'Hilton, e appena siamo entrati in camera si è immediatamente addormentato. È stato l'inizio di una storia d'amore stupenda.

La prima canzone di Serge che ho ascoltato...
Credo fosse un pezzo chiamato Manon per il film con Catherine Deneuve chiamato appunto Manon 70. Ma poi ascoltai Je t'aime… moi non plus, la sfrontata canzone che scrisse per Brigitte Bardot. Quando mi ha chiesto "vorresti cantarla?" gli ho detto di sì, ovviamente... Mi aveva sorpreso con quella richiesta, proprio come la nostra canzone ha sorpreso e continua a sorprendere chiunque l'ascolti.

La canzone che più mi è piaciuto scrivere con Serge…
Je t'aime… moi non plus aveva sollevato un polverone, quindi in Inghilterra hanno deciso di far uscire subito un LP. Io e Serge abbiamo dovuto registrare 10 brani nel giro di pochissimo tempo, tra cui 69 année érotique, che non credo abbia bisogno di spiegazioni. Poi ha scritto un intero album per me, Di doo dah, che era molto dolce. C'era una strofa in cui parlava dell'orsetto con cui dormivo sempre e di come mio papà, a cui assomiglio molto, mi accompagnasse a scuola tenendomi per mano. Era bello cantare una canzone così romantica in TV.

La canzone che sono più orgogliosa di aver ispirato…
È una canzone triste, ma credo che Les Dessous Chics sia una delle migliori canzoni che Serge abbia mai scritto perché rappresenta davvero chi è. Dopo averlo lasciato, ha continuato a scrivere canzoni in cui parlava di me, in cui raccontava i miei errori. E io ho dovuto cantarli, cantare tutto ciò che gli avevo fatto. Chissà se avrebbe mai immaginato che a 26 anni dalla sua morte canto ancora le sue canzoni...

Crediti


Testo Matthew Whitehouse
Immagini © Carole Bellaiche