prada crea una serie video su nylon pocono e pecore cyborg

Il progetto celebra lo storico tessuto degli zainetti Prada, diventato negli anni simbolo della maison e del suo approccio all'artigianalità.

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mag 29 2018, 9:50am

Nel 1984, in piena età dell’oro della moda italiana, nasceva lo zaino in nylon Pocono di Prada. Come tutte le borse culto, è il risultato di una collaborazione perfetta tra funzionalità ed estetica. Miuccia Prada in persona, comprendendo da subito l’importanza e l’iconicità dell’oggetto, dichiarò nel 1990 al New Yorker che lo zaino era il frutto del processo creativo ideale: un mix misurato tra lo sviluppo industriale del prodotto (il nylon effetto seta era lo stesso utilizzato originariamente per paracaduti e equipaggiamento militare) unito al patrimonio del passato e alla tradizione artigiana. Da allora rappresenta uno dei capisaldi del marchio proprio grazie al nylon, fibra d’avanguardia soprattutto in relazione agli anni in cui viene introdotta: in un fashion system basato sul consumo dell’accessorio in pelle, dove regnavano indiscusse le borse simbolo del XX secolo (dalla 2.55 di Chanel alla Kelly e la Birkin di Hermès, fino alla Jackie di Gucci), la scelta della maison Prada risultava al tempo stesso sfacciata e ipertradizionalista.

Ecco perchè oggi—dopo la recente collezione A/W 2018 che ha visto tornare il nylon e tutte le sue evoluzioni—Prada lancia Nylon Farm, un nuovo progetto cinematografico a episodi basato sull’importanza del suo tessuto iconico che negli anni ha contribuito, più di tutti, a costruire l’identità del marchio e a consacrarlo in vista del futuro. Futuro che vede insieme le capacità intellettive della macchina e la mano dell’uomo, in perfetto allineamento con le opinioni produttive di sua maestà Miuccia Prada.

Nylon Farm è una storia d'amore in quattro episodi che—ricordando i romanzi fantascientifici di Philip K. Dick e le atmosfere post-apocalittiche delle relative trasposizioni cinematografiche, prima fra tutte Blade Runner—vede protagonisti cyborg muoversi in corridoi sterili di una futuristica struttura industriale. La fabbrica/fattoria in questione è in realtà lo stabilimento Prada a Valvigna, epicentro del processo produttivo del nylon, che viene qui creato, tagliato e poi spedito alle sartorie della maison. Abitato per l'occasione da mandrie di pecore artificiali, che scopriamo avere il vello in Pocono, con folti ricci sintetici da tosare. Eppure, anche in questo mondo asettico e sterilizzato si insinua l’elemento umano: la sua imprecisione, frutto della natura non automatizzata e del caso, porta il macchinario a mettersi in discussione. Il robot può arrivare oltre la portata dell’essere umano? Abbiamo quattro puntate per scoprirlo.

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Prada ha fatto la storia della moda, su questo tutti d'accordo, no? Ma vediamo come, precisamente:

Crediti


Testo Federico Rocco
Immagine su gentile concessione dell'Ufficio Stampa Prada