Fotografia di Laura Lafon

fotografie di ribelli innamorati mentre infrangono la legge

Con il progetto 'You Could Even Die for not Being a Real Couple' la fotografa Laura Lafon ci porta nel Kurdistan turco per rispondere alla domanda più difficile di sempre: cos’è l’amore?

di Vincenzo Ligresti
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08 maggio 2018, 12:11pm

Fotografia di Laura Lafon

Nell’agosto 2013 la fotografa francese Laura Lafon e “l’amico, amante e collega” Martin Gallone partono per il Kurdistan turco in cerca di risposte. “Cos’è l’amore?” si domandano i due. All’epoca lei ha 24 anni, lui anche, e il cinismo tipico dell'età adulta ancora non incupisce il loro sguardo sul mondo. Stanno insieme da poco tempo e sono appena tornati da un viaggio in Grecia. Ancora sorridono ricordando le abbuffate di gyros e pita.

Tutti sanno che l’amore è un gran casino. In molti hanno provato a descriverlo, e sperimentarlo è un’imprescindibile prerogativa dell’essere umano. Ma cercarne il senso in un contesto basato su rigidi schemi patriarcali è ancor più complesso. Per intenderci, come spiegato da Lafon a FotoRoom, nel Kurdistan turco (come nel resto del paese e in gran parte del Medio Oriente) “essere una coppia equivale a contratto sociale che non si estende solo alle due persone che lo sottoscrivono. Ad esempio, si deve provare d’essere sposati per prendere una camera in un hotel.” Perché in Kurdistan essere una coppia corrisponde all'essere marito e moglie. Non esistono alternative come convivenza o relazioni sentimentali non suggellate da un rito religioso. Ma essere sposati non significa automaticamente che sia l’amore a tenere insieme due persone, perché magari quel contratto è stato deciso a tavolino da tuo padre e ti serve per prenotare persino la stanza d’albergo di cui sopra.

Da questi ingarbugliati presupposti è nato il libro You Could Even Die for not Being a Real Couple, uscito di recente per la casa editrice CrowdBooks. Sono due gli elementi ricorrenti nelle immagini selezionate da Laura: da un lato, la cristallizzazione di una società in cui le donne non hanno pari diritti, dove le effusioni in pubblico non sono contemplate e che in generale evita di affrontare le questioni di genere; dall’altro ci sono invece i mille autoritratti privati, liberi e trasgressivi inseriti a mo’ di gioco misto a sfida dai due amanti fotografi. Perché, senza voler essere troppo cheesy, l’amore è un sentimento che presuppone audacia e le coppie non devono sottoscrivere per forza un contratto per esserlo.

Siete sposati? Siete sposati? Siete sposati? È la reiterata domanda che Lafon e Martin si sentono continuamente fare da chi interagisce con loro durante il loro viaggio nel Kurdistan turco. Eppure Lafon—che è un’attivista e ha studiato Scienze Politiche—e Martin hanno raccolto anche altre dichiarazioni, più lucide e che descrivono aneddoticamente la situazione in cui versa il Kurdistan. Eccone alcune:

Vedi questo bar? Ci sono solo uomini. Dove sono le donne? A casa! Gli uomini vogliono avere esperienza con altre donne, ma voglio una vergine da prendere in sposa. […] Pensi che questo potrà cambiare tra 20 anni? Forse tra 2000.

Qui i ragazzi ascoltano troppo le persone più grandi. […] Queste ultime non sanno nulla del nuovo mondo, ma pensano di conoscerlo e devi rispettare per forza la loro visione. È questo il grosso problema del Kurdistan. Ma è colpa nostra, esclusivamente colpa nostra! Solo perché tuo padre ti dice qualcosa, devi farlo. Sono un uomo e non posso indossare degli shorts né orecchini, mio padre dice ‘non indossarli, vestiti come un uomo.'

Le ragazze ‘poco di buono’ sono considerate dei diamanti qui, perché puoi farci sesso. […] Ma dieci anni dopo una ragazza del genere sarà una pietra qualsiasi perché nessuno vorrà sposarla. Dovrà trasferirsi, cambiare città.

Se potessi tornare indietro, non mi sposerei. In Kurdistan o in Turchia non possiamo permetterci di pensare come gli europei. È impossibile divorziare. Non puoi dire 'la mia vita è più importante della mia famiglia.' Secondo le nostre tradizioni, se mia moglie mi tradisce dovrei ucciderla. Potrei anche chiedere alla sua famiglia di farlo. […] E per la legge? Ovviamente, adesso è vietato, ma qua la gente se ne frega della legge. C’è un sacco di gente stupida in Turchia, c’è miseria. Puoi uccidere per nulla.

Siete fortunati [tu e Martin] perché [qui] potete interagire solo con gente educata, dalla mentalità aperta che parla inglese, e non con mia madre, mio padre, i nostri vicini. Solo l’uno o due percento dei diyarbakir sa l’inglese. E voi state interagendo solo con queste.

Qui sotto trovate una selezione di immagini di You Could Even Die for not Being a Real Couple:

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Crediti


Testo di Vincenzo Ligresti
Tutte le immagini di Laura Lafon su gentile concessione di Crowdbooks

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