dieci film e serie tv queer da vedere assolutamente

Se volete vedere qualcosa di meno etero, scontato e stereotipato delle solite commedie romantiche, qui c'è quello che fa per voi.

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dic 27 2017, 6:18pm

Siamo abbastanza fortunati da vivere in un'era che vuole raccontare con sempre più determinazione le storie di chi non rientra nell'immaginario di uomo cisgender, bianco ed eterosessuale. Fino a qualche tempo fa il successo di un film si basava infatti su due elementi: quanto fosse diretto il collegamento con chi fa parte dell'élite bianca e cis, oppure quanto distasse dal suddetto mondo—su base puramente astratta, ovviamente.

A metà degli anni '00, quanto i box office di tutto il mondo incassavano fior di soldoni grazie a commedie romantiche e pellicole sui supereroi, l'impressione era che gli spettatori preferissero vedere e rivedere la stessa trama declinata in mille modi diversi invece che lasciare spazio alle vite e alle esperienze della comunità LGBTQ+. Storicamente, la fruizione del cinema queer interessa principalmente un pubblico indie, che nella maggior parte dei casi fa già parte della comunità queer.

Ecco, il 2017 è stato un punto di svolta nel cinema queer, perché è l'anno in cui le storie LGBTQ+ sono diventate mainstream. Dopo il successo di Moonlight, produttori e registi sono più disponibili a raccontare storie queer, mentre anche gli spettatori sembrano apprezzarne le narrative non stereotipate. Quindi dimentichiamoci di supereroi perfetti e protagoniste con la piega sempre fatta e concentriamoci sui dieci film e serie tv (perché Netflix e affini sono la nuova Hollywood, ci pare chiaro) che nel 2017 hanno contribuito a rendere il mondo un po' meno bianco, eterosessuale, cisgender e maschio.

Moonlight
Da dove iniziare, se non da questo incredibile capolavoro di cinema queer? Moonlight è una piccola perla di bellezza, ed è una fortuna poter vedere film simili. Vincitore del premio come Miglior Fotografia agli Oscar 2017, l'indimenticabile pellicola di Barry Jenkins segna un momento importante nella storia del cinema raccontando la storia di un ragazzo di colore che deve fare i conti con il suo essere queer a Miami. È un racconto di nicchia dall'inizio alla fine che ha toccato il cuore di chiunque l'abbia visto.

Basato sulle esperienze dei suoi due sceneggiatori Tarell Alvin McCraney e Barry Jenkins, Moonlight ha giocato un ruolo essenziale nello smantellare l'idea che i film con protagonisti gay siano adatti esclusivamente a un pubblico queer. La pellicola vanta alcune delle interpretazioni migliori dell'anno, tra cui quella di Ashton Sanders, e abbiamo la sensazione che diventerà uno di quei film di cui si parla per interi decenni.

The Misandrists
Non esiste fimmaker moderno capace di rifiutare l'establishment dell'uomo bianco ed etero con la risolutezza di Bruce LaBruce (che abbiamo intervistato qui). Il regista canadese conosciuto per, perdonateci il gioco di parole, saper cavalcare sia il cinema d'essai che la pornografia, propone ai suoi numerosi fan una nuova, audace e brillante pellicola al femminile.

Ambientato nelle campagne tedesche negli anni '90, The Misandrists racconta la storia di una cellula terrorista composta da lesbiche femministe che vogliono distruggere il patriarcato e dar vita a un nuovo ordine mondiale. Il gruppo vive e lavora sotto l'occhio vigile della 'Grande Madre' che, in vero stile LaBruce, incoraggia le sue adepte a fare un sacco di sesso come modo per affermare il loro potere. Visivamente interessante, l'ultimo lavoro del regista simbolo del New Queer Cinema è caratterizzato da un'estetica unica e irriverente; ma anche definirlo 'lavoro' ci sembra riduttivo, perché quello che ci troviamo di fronte è un saggio sulle politiche di genere mascherato da peggior incubo dei bigotti.

Beach Rats
Di Beach Rats abbiamo parlato più approfonditamente qui, in un'intervista con la sua regista Eliza Hittman. Questo film si è guadagnato un posto nella nostra lista di fine anno perché riesce a rappresentare l'identità sessuale in modo fluido e libero, diventando un punto di riferimento per chi non può e non vuole riconoscersi nei ruoli preimpostati che la società patriarcale ci propone.

Inoltre, per la maggior parte degli attori, il debutto sul grande schermo determina il percorso che la loro carriera seguirà in futuro. Ed essere il protagonista di una pellicola ricca di nudo, sesso gay e uso di droghe avrebbe potuto limitare professionalmente Harris Dickinson. Invece la sua performance l'ha reso una delle nuove celebrità del 2017 nell'industria cinematografica.

Princess Cyd
Il 2017 è stato l'anno in cui abbiamo fatto un bel fagotto di etichette e stereotipi e lo abbiamo lanciate fuori dalla finestra. Basta guardare Princess Cyd per crederlo, ultimo lavoro cinematografico del regista americano Stephen Cone in cui una spensierata 16enne passa l'estate a Chicago con la zia e, lontana dalle severe regole del padre, esplora un lato di sé che neanche sapeva esistesse. Sarà l'incontro con la barista Katie ad accendere in lei il fuoco della curiosità, in un crescendo di passione e attrazione adolescenziale.

In questa Pellicola, Jessie Pinnick compie un lavoro spettacolare nel mettersi nei panni della protagonista, una chiassosa ragazzina che sta per scoprire quanto sfaccettata e multiforme la sessualità possa essere. Si tratta di 96 minuti di un cinema nuovo e cool che sa di orgoglio queer e liberazione sessuale, ed è uno dei film passati in sordina nel 2017 di cui avremmo dovuto parlare molto, molto di più.

The Ornithologist
Caratterizzato dal cinguettio degli uccelli e dal gentile scorrere dell'acqua, The Ornithologist è una favola erotica, un incubo allegorico e un misterioso thriller insieme. Poco apprezzato dalla critica, si tratta invece di uno dei migliori film dell'anno, perché riesce ad affrontare la tematica queer da un punto di vista a dir poco inaspettato, prendendo una leggenda religiosa e rielaborandola con sublime blasfemia.

Diretta da Jõao Pedro Rodriguez, la pellicola segue le vicende di Fernando, un ornitologo gay perso nel Portogallo rurale, che riesce solo sporadicamente a contattare il suo fidanzato nel 'mondo reale' da cui una pessima ricezione lo taglia fuori. Perso nel mondo selvaggio, il protagonista vive una serie di esperienze inquietantemente simili a quelle di Sant'Antonio da Padova, solo che le sue sono più incasinate. Per chi sente la mancanza di vere atmosfere hitchockiane, The Ornithologist potrebbe essere la scelta giusta.

Chiamami con il tuo nome
Sono pochi i film ad aver ricevuto recensioni così entusiastiche su internet. E ancora meno sono quelli a cui è successo che parlano di omosessualità nelle campagne italiane. Ma è esattamente quello che è accaduto alla pellicola di Luca Guadagnino dopo la presentazione al Sundance Festival.

Questo film fa parte non solo della classifica dei dieci film sulla sessualità queer che tutti dovrebbero vedere: l'abbiamo infatti anche inserito nella nostra lista dei migliori film del 2017. A renderlo unico nel suo genere, e per questo così apprezzabile, è l'armonia che lo domina: nel cinema, le tematiche queer vengono quasi sempre presentate come un elemento di rottura e sconforto, mentre in Chiamami con il tuo nome si racconta la bellezza del sentirsi amati, ammirati e desiderati per la prima volta.

Angels in America in scena al National Theatre, Londra
Okay, stiamo barando. È vero. Ma la portata di Angels in America è stata tale da dover necessariamente essere menzionato, anche se non è né un film, né una serie tv. Il ruolo da protagonista di questo dramma è affidato a Andrew Garfield, mentre alla regia di questa pièce praticamente perfetta c'è Marianne Elliot; insieme, i due hanno creato un prodotto teatrale andato sold-out in pochi minuti.

Riadattamento del soggetto scritto da Tony Kushner nel 1993, Angles in America ci riporta nel cuore pulsante di New York negli anni '80. Sono i giorni dell'epidemia dell'AIDS, dell'amministrazione Reagan e delle lotte queer per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica a quella che da malattia autoimmune si era trasformata in vera e propria piaga sociale. Scintillante, geniale, divertente, irriverente. Un capolavoro di quelli veri.

Thelma
Joachim Trier è abituato a fare film che mettono a disagio chi li guarda. Il lungometraggio che l'ha fatto conoscere al grande pubblico ad esempio (Oslo, 31. August) racconta il malessere di un 30enne tossico in fase di riabilitazione che scappa dalla clinica in cui si sta ripulendo per vivere una giornata nel 'mondo reale' che tanto gli manca. Il suo debutto in lingua inglese invece, Louder Than Bombs, è un dramma sul mondo automobilistico in cui recitano Isabelle Huppert e Jesse Eisenberg. Ma è nel suo ultimo lavoro, un horror sugli inquietanti poteri sovrannaturali sviluppati da una timida 20enne, che Trier riesce a convincere pubblico e critica insieme.

Thelma segue le vicende di una giovane ragazza che scappa dalla sua famiglia cattolica per iniziare una nuova vita all'Università di Oslo. Lì si innamora della compagna di studi Anja e intanto scopre di avere abilità paranormali. La maggior parte delle trame queer si sviluppano attorno alla questione della sessualità, ma Thelma no: questo film si serve dell'omosessualità per parlare di fuga e identità nel senso più ampio del termine.

When We Rise
La nascita di servizi di streaming a pagamento come Netflix, Hulu e Amazon Prime ha fatto sì che pubblico e spazio per l'intrattenimento LGBTQ+ aumentassero esponenzialmente e, in qualche caso, diventasse di dominio mainstream. Mentre serie TV come Transparent (rinnovata per una nuova stagione, ma senza il controverso protagonista Jeffrey Tambour) hanno avuto un successo inaspettato e massiccio, esistono altri prodotti ingiustamente passati inosservati. When We Rise è uno di questi.

Creato dallo sceneggiatore di Milk Dustin Lance Black e dal regista Gus Van Sant, questa serie TV racconta le vicende degli attivisti LGBTQ+ più importanti della storia moderna, dai Moti di Stonewall nel 1969 alle lotte di oggi. Uomini gay, donne, comunità marginalizzate, femministe, attivisti dell'AIDS, persone di colore: When We Rise sa lasciare il giusto spazio a ogni tribù LGBTQ+ e non solo.

God’s Own Country
Anche di questa pellicola abbiamo già parlato in modo approfondito su i-D, ma non riusciamo davvero a stancarcene. Si tratta di un mix di vita contadina nello Yorkshire, tanto sesso e due protagonisti davvero belli, oltre che bravi. Il debutto alla regia di Francis Lee è ormai sulle labbra di tutti da quando è stato presentato al Sundance Film Festival; impossibile non averne sentito parlare a qualche cena o su Facebook. Perché? Perché God's Own Country sceglie una storia di speranza e delicatezza, evitando le tragedie e i conflitti irreparabili che caratterizzano la maggior parte delle pellicole queer. Ma non si tratta esclusivamente di una storia d'amore raccontata con grazia e realismo, né solo di una riflessione sull'infanzia rurale di Francis Lee: è questo il film dove troverete la scena di sesso più toccante e sporca dell'anno.