janette beckman immortala lo spirito di ribellione dei giovani punk britannici

Dai punk appostati fuori dal BOY e dal Worlds End, i mods di Londra e le ragazze ska di Coventry, al backstage di Joe Strummer e gli Specials a Southend: Janette Beckman ha immortalato gli albori della sottocultura britannica più esplosiva di sempre.

di Charlotte Gush
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01 luglio 2016, 12:43pm

Punks Words End London 1978

La leggendaria fotografa Janette Beckman c'era quando sono nate le sottoculture che avrebbero cambiato il mondo ed è riuscita a catturare gli albori del punk in Gran Bretagna e dell'hip hop negli Stati Uniti. Per il suo primo lavoro ha scattato Siouxsie and the Banshees, e, mentre collaborava con The Face e Melody Maker, ha avuto l'opportunità di fotografare leggende come i Sex Pistols, Run DMC, Blondie e tanti altri. In tempi più recenti, invece, hanno posato per lei M.I.A, Missy Elliott e Thurston Moore, come intere gang di Los Angeles e motocrossisti di Harlem.

Per celebrare i 40 anni del punk alla Fiorentini + Baker nell'East London è stata inaugurata una mostra in cui sarà possibile ammirare degli scatti unici realizzati da Beckman che documentano in modo onesto quelli che sono stati gli inizi dell'era punk di Londra. L'abbiamo incontrata prima dell'inaugurazione per chiederle cosa significa il punk per lei e come sarà il mondo dopo la Brexit.

BOY Kings Road London 1979

Cosa ti ha attirata tanto del punk già a partire dagli inizi?
Il punk per me era un'alternativa rispetto alla monarchia e alle regole della borghesia. È un'atto ribellione contro il vecchio ordine che si è espressa attraverso la musica, lo stile e l'arte.

Potevi immaginare l'importanza che avrebbe avuto?
Non ne avevo idea. Vivevo in una casa occupata a South London, ero un'ex studentessa di arte che insegnava fotografia part time e il resto del tempo lavorava in un centro giovanile di Streatham. Abbiamo iniziato ad osservare i ragazzi in strada, i mods, gli skin, i punk. L'economia all'epoca era terribile e non c'era nessun futuro. Per la prima volta i ragazzi della classe operaia si stavano davvero facendo sentire.

Ska girls, Coventry 1980

In che termini credi che il punk abbia cambiato il mondo?
Il punk ha cambiato le cose perché era senza rispetto, diretto, provocatore ed esaltante. Tutti sentivamo che qualcosa stava finalmente cambiando nel nuovo ordine mondiale.

Quali immagini hai deciso di esporre?
In questa mostra si possono vedere le band che hanno segnato quel periodo, musicisti leggendari come Shane MacGowan, The Clash, Paul Weller, e i fan, gli Islington Twins, i punk, i mods, gli skin, i ragazzi di strada.

Joe Strummer backstage

The Specials Southend 1980

Cosa ne pensi del fatto che l'anno del quarantesimo anniversario del punk sia stato promosso proprio dalla Regina?
Penso sia divertente.

Si può ancora parlare di spirito punk? Ne servirebbe di più al giorno d'oggi o credi che sia strettamente legato al passato?
Sì, ce ne servirebbe di più oggi. Soprattutto dopo la Brexit. Sembra un passo verso la vecchia idea di "Gran" Bretagna pre era punk.

Shane MacGowan Pogues London 1981

The Marine Girls London 1980

Hai assistito e documentato la nascita del punk e dell'hip hop. Pensi che esistano sottoculture altrettanto importanti anche oggi?
Le sottoculture sono diverse al giorno d'oggi. Sia il punk che l'hip hop sono nati in un'epoca precedente a internet, MTV, cellulari. Le culture sono nate in strada e si sono evolute lentamente. Le persone non avevano soldi e dovevano compensare con l'inventiva. Sto parlando di personaggi come Dapper Dan, che ad Harlem realizzava tessuti con stampe Gucci da solo e ci faceva dei vestiti. I punk andavano a saccheggiare i negozi di seconda mano e in quelli dove si vendevano articoli militari, poi si ingegnavano a metterli insieme. Al giorno d'oggi tutto è pensato in funzione all'immagine, tutto è commercializzato e preconfezionato.

Ci puoi dire di più dei soggetti che scatti ora?
Vivo a New York e scatto musicisti, artisti e controculture. Recentemente ho realizzato una serie su un gruppo di motocrossisti di Harlem, i GoHardBoyz, Fightball (un torneo di basket organizzato in strada in cui si gioca uno contro uno), i voguers transgender dell'East Harlem, e ho collaborato con writer di fama internazionale, che hanno ricreato le mie fotografie sulla scena hip hop sul muro della mia vecchia scuola. Sono anche l'editor del magazine britannico Jocks&Nerds.

Mod twins London 1979

Quali sono gli ingredienti per un buono scatto street style?
La fotografia dovrebbe catturare il luogo e dovrebbe catturare il tempo. In una delle mie fotografie preferite si vedono Run DMC e posse in strada, appoggiati ad una macchina. Il loro stile e il loro atteggiamento generale la dicono lunga su cos'era l'hip hop nella Hollis del 1980. Adoro anche il mio scatto di Paul Weller e Pete Townshend fuori dal Marquee di Soho; Weller ha un'aria così immacolata mentre fuma la sigaretta e dietro di loro si può vedere un poster che pubblicizza lo Stiff Records tour.

Crediti


Testo Charlotte Gush
Foto Janette Beckman

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