​pillole di saggezza sulla moda dal fondatore di i-D terry jones

Il genio da cui tutto è iniziato ha parlato delle origini di i-D, dei primi editoriali di street style e della sua incredibile carriera durante la London Fashion Week Talk Series.

di i-D Staff
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07 settembre 2017, 11:13am

Il fondatore ed ex Editor in Chief di i-D Terry Jones ha parlato di fronte a una sala gremita di studenti, fan e insider dell'industria in un dibattito con l'ex editor di i-D Dylan Jones durante la London Fashion Week Talk Series.

Terry ha risposto ad alcune domande inerenti il suo lavoro come Art Director di Vogue, ha parlato dei motivi che l'hanno spinto a fondare i-D nel 1980 e del suo contributo alla rivalutazione dello street style, molto prima dell'arrivo delle fashion blogger, grazie al formato degli Straight Up. Ha poi spiegato perché non bisognerebbe preoccuparsi troppo di raggiungere la perfezione, e di come internet abbia cambiato le regole del gioco per l'editoria di moda, e non solo. Qui trovate il video completo, ma se volete leggervi le parti migliori... Beh, trovate qui anche queste!

La street style photography è nata con gli Straight Up...
"La gente pensava che il modo in cui apparivi corrispondesse al modo in cui pensavi," ha dichiarato Jones, spiegando che i giornali all'epoca demonizzavano l'estetica punk, suggerendo che fosse adottata solo da violenti e idioti. Oggi i tabloid dipingono i giovani come uniformati e apatici, ma gli Straight Up di i-D provano l'esatto contrario: la gioventù è ancora creativa, sa parlare di austerità, della guerra in Siria e degli attacchi terroristici di Parigi. "La moda per me era molto più interessante quando le persone si sentivano libere di esprimersi," ha continuato Terry, sottolineando la differenza con altri magazine, dove l'intento era dire ai lettori come vestirsi, non ascoltare e vedere come si vestiva la gente per strada. Riferendosi a Kings Road, famosa via di Londra, ha commentato "Quella strada era selvaggia, c'erano persone di tutte le nazionalità... volevamo mostrare l'individualità ai nostri lettori."

i-D è nato per dare spazio a un nuovo tipo di giornalismo…
Il motto di i-D è "siate fan, non critici" e Terry ha raccontato al pubblico di come la rivista inizialmente volesse tagliare fuori i critici, sostituendo le voci dell'establishment con quelle delle giovani menti creative. Come? Attraverso le sezioni di Q&A che accompagnavano gli Straight Up.

Dylan Jones ha poi condiviso un aneddoto risalente agli anni in cui i-D veniva ancora realizzato completamente a mano, con ritagli e stencil: Jones era appena entrato nell'ufficio in cui Terry stava mettendo insieme il magazine, e l'ha trovato intento a ritagliare dieci centimetri buoni dal suo articolo. "Non ci starebbe mai stato!" Si è giustificato Terry, che ha poi esortato un giornalista ad "arrivare velocemente al punto," aggiungendo che "le parole sono estremamente importanti" e che lui ha un profondo rispetto per chi scrive. "Ho sempre incoraggiato chi sa raccontare una bella storia," ha concluso.

Fotografi, non mirate alla perfezione...
"Se qualcosa è perfetto, allora è morto," ha detto Terry, spiegando che amava ritagliare le immagini dei fotografi, inserendo poi grafiche e testi a formare quello che è oggi l'iconico stile di i-D. L'ha anche fatto da Vogue: "Magari non quelle di Cecil Beaton, ma con la maggior parte degli altri [fotografi] lo facevo."

"Non appena il fotografo usciva dal tuo ufficio, iniziavi a rimaneggiare il loro materiale!" Ha ricordato Dylan Jones ridendo e rivelando poi un'altra pillola di saggezza fotografica di Terry. "La regola era: ingrandisci le fotografie peggiori e rimpicciolisci quelle più belle! A lui non piacevano le cose troppo patinate, troppo perfette."

Terry ha raccontato che i fotografi scattavano centinaia di foto per ogni singolo look, ma lui le controllava tutte, dalla prima all'ultima. Una volta ha chiesto a un art director di Elle come riusciva a scegliere un singolo scatto tra così tanti negativi, e il tipo gli ha risposto: "Infila la mano nella scatola e prendine uno a caso... funzionerà!"

Il libro di Terry, Punk, uscito nel 1987, avrebbe dovuto chiamarsi...
What the Fuck is Punk? [Cosa cazzo è il Punk?] Ma gli editor non glie l'hanno permesso. Non un atteggiamento molto punk, ovviamente. Ma poi le cose sono andate avanti, come ha fatto notare Dylan Jones: "Chi avrebbe mai pensato che 40 anni dopo il Sindaco di Londra avrebbe celebrato quell'estetica?"

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