questa femminista ha fatto esplodere twitter con una foto dei peli sulla sua pancia

Il selfie dei peli sulla pancia di Suraiya ha dato vita a un dibattito internazionale riguardo al concetto di razza e ai canoni convenzionali di bellezza, con orde di troll che sono stati zittiti da un'armata ancora più grande di sostenitori. i-D ha...

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18 febbraio 2016, 2:02pm

Durante le scorse vacanze natalizie Suraiya (@iranikanjari su Twitter) ha fatto scalpore sui social media per aver postato qualche scatto di se stessa. Nelle foto (accompagnate dalla caption "walmart underwear vibes") la troviamo a letto, con addosso delle mutande e una maglietta che lascia scoperta la sua pancia ricoperta di peli.

via @iranikanjari su Twitter

La studentessa diciottenne di Dallas, Texas, di origini iraniane, indiane e pakistane promuove da tempo la body positivity postando dei selfie, ma nessuno dei suoi precedenti scatti ha generato una reazione tanto esplosiva e di portata internazionale. Nonostante i commenti ignoranti dei soliti troll che si aggirano su Twitter, Suraiya ha potuto contare sul sostegno delle femministe che l'hanno elogiata per il suo gesto radicale e l'appoggio di donne di tutto il mondo che l'hanno ringraziata per aver dimostrato che tutti i corpi sono belli, anche i loro.

Non solo Suraiya ha deciso di lasciare la foto online, ma ha risposto a tono a molti hater, zittendoli con un semplice e elegante "No" quando le veniva detto di "comprarsi un rasoio". La coraggiosa diciottenne, però, non si è fermata a questo: si è lasciata andare anche a dettagliate analisi sugli standard di bellezza, parlando di temi come il sessismo, razzismo, l'appropriazione culturale e il potere dell'attivismo sui social media. i-D ha incontrato Suraiya per sapere cosa significa trovarsi nell'occhio di un ciclone nato sui social.

Cosa ti ha portato a postare i selfie "Walmart underwear vibes"?
A dire il vero mi sentivo carina, mi piaceva la forma del mio corpo. Lo so che ho un sacco di peli e so che di solito ricevo moltissime critiche per questo, ma queste foto sono tra le meno provocanti che ho postato. Così, l'unica ragione dietro a questi scatti è, semplicemente: "mi piaccio."

Avresti mai immaginato che avrebbero sollevato un tale polverone?
Assolutamente no. Quando ho controllato il registro delle attività e ho notato che, dopo aver risposto a tono a tutti quegli uomini assurdi, il tweet stava raggiungendo più di 1000 like, mi sono messa a urlare. A dire il vero non ho ancora smesso, non avevo previsto nulla di tutto questo.

La reazione online è stata enorme, di respiro globale. I commenti variavano in base al sesso, alla cultura o altre differenze sociali?
Oh mio Dio… Beh, sono stata criticata più aspramente dagli uomini e, purtroppo, da uomini di colore. Sono abituata a ricevere critiche dagli uomini nella mia comunità, ma il fatto che uomini di altre culture commentassero mi ha allibita. Sì, c'è stata una grande quantità di uomini che ha espresso pareri assurdi e questo ha reso il tutto ancora più folle. Ogni donna che ha commentato (negativamente) aveva generalmente origini occidentali. C'era anche qualche critica di ragazze non bianche, ma si trattava per la maggioranza di donne che non hanno mai vissuto in prima persona "il problema genetico". Penso ne siano rimaste scioccate. Non riesco a pensare a nessun'altra spiegazione oltre al fatto che l'industria della bellezza viene adattata agli standard occidentali. Ogni persona che ubbidisce a quegli standard pensa che io faccia schifo. La mia maggior fonte di sostegno e supporto sono state le ragazze non bianche che mi hanno vista e si sono riconosciute in me. Lo trovo una cosa fantastica. Non ho mai potuto contare su un simile sostegno prima d'ora. La quantità di amore che ho ricevuto va ben oltre ogni mia capacità di comprensione se devo esser sincera. Ho conosciuto ragazze che sono proprio come me, eppure mi idolatrano. È valsa la pena di fare i conti con tutto quell'odio solo per questo.

La tua famiglia non ha apprezzato questa tua fama sui social, ma hai detto di aver convinto tua mamma del fatto che comunque sei una figura positiva, un esempio per tante donne. Come hai fatto?
(Mia mamma) ha avuto una reazione molto forte all'inizio, urlando in hindi cose come "hai disonorato la nostra famiglia." Io non ho fatto altro che sedermi e dirle: "Parliamone da adulti," e le ho spiegato che 1) Ho più vestiti addosso di quanti ne avrei in spiaggia, 2) L'ho fatto per aiutare le donne come me, come lei. L'ha capito e ora va tutto bene. Papà…papà non sa. E va bene così. Come dire, i papà sono papà e a volte vivono nell'ignoranza quando si parla di ciò che fanno le loro figlie. Penso che non gli interesserebbe comunque. In principio avevo paura che se avesse scoperto tutto la sua prima reazione sarebbe stata istintiva e avrebbe tentato di rispedirmi a casa. I genitori hanno cambi d'umore repentini, con reazioni anche diametralmente opposte: adesso magari sono tranquilli e tra due minuti ti minacciano di rispedirti in Mumbai con il primo aereo. Non so come sarebbe andata a finire. Non siamo mai arrivati a quel punto e credo che ora vada tutto bene. Alla fine sono i miei genitori.

Perché credi che i peli siano un argomento che genera tante controversie nel dibattito sulla body positivity, anche tra le femministe?
Penso che i capelli e il processo di crescita dei peli siano una cosa con un notevole potenziale creativo. È un argomento che può essere capito e tradotto, superando le barriere linguistiche. Si può fare così tanto con l'idea di 'pelo' nel senso letterale del termine, e questo è ciò che lo rende una sorta di parola d'ordine, un qualcosa che fa scattare un'immediata reazione. La mia maestra d'inglese delle elementari un giorno mi ha detto, "il vincitore di un dibattito è colui che ne definisce le condizioni." Io vivo secondo questo principio. Così quando le persone hanno iniziato a definire i peli schifosi, io ho conferito loro un'altra definizione che vale per me stessa: io non sono pelosa, mi vedo come un giardino, una foresta, la geografia della mia patria. Ciò che questi uomini percepiscono come un qualcosa di orrendo, schifoso, per me è un qualcosa di cui essere orgogliosa. Per questo, i loro commenti non significano più nulla.

Più volte hai espresso la tua opinione riguardo all'appropriazione della vostra cultura da parte dei bianchi, che hanno però un rifiuto verso i vostri corpi. Cosa deve cambiare?
Quando guardi i miei peli e mi chiami Chewbecca, non stai prendendo in giro solo me. Stai prendendo in giro la signora con il monociglio, quella che paghi per farti i tatuaggi con l'henné, la donna che cuce i tuoi vestiti di Forever 21, il tuo autista Uber, il ragazzo a cui copi i compiti, il tizio che cucina il pollo tikka masala al tuo ristorante indiano preferito, il tuo dottore, l'ingegnere che ha progettato l'autostrada che ti porta al lavoro ogni giorno. Quando prendi in giro me, prendi in giro TUTTI noi. Annulli TUTTI noi. Annulli tutte le persone dalla penisola arabica alla Birmania. È una cosa disgustosa.

Noi non bianchi non assomiglieremo mai a voi. Non dovremmo essere costretti a farlo. Il fatto che ci sia ancora bisogno di specificarlo mi sembra assurdo. Se vuoi attingere alla nostra cultura, se ti ritieni degno di prender parte a qualsiasi cosa facciamo, faresti meglio ad accettare che non rientreremo nei tuoi standard di bellezza. Non ne abbiamo bisogno, abbiamo i nostri standard. Ci sono già troppe persone lì fuori che non vedono l'ora di rubare il bindi dalla mia testa per poterlo indossare a loro volta, mentre mi lanciano un rasoio in faccia perché mi depili. Ciò che deve cambiare è semplice: le persone esterne alla nostra diaspora devono comprendere che un incontro positivo può emergere solo attraverso una conversazione onesta e questa conversazione onesta ora implica il fatto che non siamo mai stati costretti ad adattarci ai canoni occidentali. Sono molto fiera di non rientrare nei loro standard. Ci sono milioni di ragazze "non bianche" che stanno combattendo per cambiare le cose. Non ci sconfiggeranno.

I social media stanno contribuendo a smantellare questi standard di bellezza problematici?
Penso di sì. Il processo è lento e disordinato, ma a marzo sarò su Twitter già da tre anni e posso dire che davvero ho visto come certe opinioni siano cambiate diametralmente. L'attivismo sui social media funziona davvero. L'unica cosa che mi disturba è che a volte ci sono così tante problematiche da affrontare, di cui discutere, e a noi viene impedito di farlo nel modo che riteniamo più opportuno, nel tentativo di "tutelare tutti". Certamente, il social media in sé è un organismo in costante evoluzione. Ma vi assicuro che funziona, funziona davvero.

Quali sono le star dei social media che si battono per la body positivity che più ammiri?
Beh, Dounia (@douniatee) eMinahil (@baedotdoe) sono le mie mamme sui social media, le mie guide per quanto riguarda la body positivity. Due intellettuali, due donne di colore belle e coraggiose che rimangono una costante fonte d'ispirazione per me. Anche Dark Matter, che seguo su Facebook, mi ha influenzata molto nel modo in cui applico la mia body positivity in altri ambiti di consapevolezza sociale. Ma a dire il vero tutti i miei amici su Twitter sono stati più che fantastici e mi hanno aiutata in un modo inimmaginabile. A ogni singola persona che mi ha sostenuta, grazie. Mille volte grazie.

@iranikanjari

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