per la star del cinema indie caleb landry jones fare l'attore è un lavoro assurdo

Conosciamo insieme Caleb Landry Jones, uno dei protagonisti del nuovo film di Sean Baker The Florida Project.

di Colin Crummy
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25 agosto 2017, 9:52am

Questo articolo è originariamente apparso sul numero di i-D The Acting Up Issue 349, Autunno 2017.

Caleb non ha ancora visto il suo ultimo film, The Florida Project. "Speravo che me ne potessi parlare tu, a dire il vero," mi dice al telefono da Los Angeles. Piccolo riassunto: The Florida Project è il seguito di Tangerine, pellicola del 2015 diretta da Sean Baker e girata interamente con la telecamera di un iPhone 5. I temi trattati da The Florida Project sono simili, così come l'obiettivo: dare spazio, e voce, ai dimenticati ed emarginati d'America. Questa volta, però, l'obiettivo del regista non andrà a indagare la comunità trans di Los Angeles, ma narrerà la storia di due bambine di sei anni che vivono sotto la soglia della povertà nell'ingombrante ombra dell'incantato Walt Disney World, a Orlando.

Caleb mi dice però di essersi immediatamente innamorato della sceneggiatura, ritrovandosi così a girare ai margini dei parchi a tema statunitensi in compagnia di un attore leggendario. "Sean mi ha detto "vieni in questo folle universo che c'è fuori da Disney World,'" mi spiega. "Così sono arrivato in questo piccolo hotel, e lì c'era Willem Dafoe! È stato incredibile!" Ma prima trovarsi nella stessa stanza con Dafoe, Caleb si è anche ritrovato nella celebre Twin Peaks, dove ha lavorato con David Lynch recitando nella terza stagione dell'omonima serie TV. Come tutti noi, anche Caleb è rimasto interdetto di fronte all'enigma rappresentato dalla nuova stagione. "Non sono ancora ben sicuro di aver capito cosa rappresenta. Ne ho parlato con alcuni amici, ma nessuno ha davvero capito cosa [David Lynch] abbia fatto. Ma qualcosa l'ha fatto ed è stato incredibile."

Ha sempre voluto essere un attore, ma crescendo in Texas Caleb si è sempre sentito lontano dai centri nevralgici americani, specialmente dalle luminose insegne scintillanti di Hollywood e dal forte richiamo dell'industria cinematografica. "Mi sembrava che non esistesse nulla oltre alla città in cui vivevo. Vedevo il mondo in TV, ne sentivo parlare, leggevo ciò che succedeva in altri paesi e vedevo le foto di chi ci viveva. Pensavo 'prima o poi salirò su un aereo,' oppure 'fanculo, posso andarci anche a piedi.'" E dal Texas se n'è andato davvero, direzione Los Angeles, obiettivo diventare un vero attore. Come ci è arrivato? "Ho guidato. Credo proprio di aver guidato. Poi, sei mesi dopo, mi hanno anche lasciato volare," dice ridendo.

Caleb ha sbancato quando si è aggiudicato un ruolo in X Men: First Class nel 2011, prequel della franchise sui supereroi di casa Marvel Comics. Di lì in poi, ha sempre preferito progetti più indipendenti, come dimostra la parte in Get Out, horror razziale diretto da Jordan Peele in cui è Jeremy Armitage, fratello della protagonista e personaggio inquietante, crudele e scomodo.

Caleb non è uno di quegli attori che non vede l'ora di analizzare le complessità dei suoi personaggi in compagina dei giornalisti. Non si sofferma troppo sugli eventi, anzi, preferisce evitare del tutto di mistificare gli eventi. "È un po' assurdo renderlo così importante. Gli attori sono dei fannulloni," scherza. "Il regista ti dice di recitare la tua parte. Tu la reciti. Poi ti dice 'No, così era troppo, devi essere più naturale.' Tu ripeti la tua frase e poi si va avanti. È un lavoro assurdo!"

Crediti


Testo Colin Crummy
Fotografia Clara Balzary
Moda Caroline Newell
Capelli Maranda per Lowe & Co. con prodotti Oribe. Trucco Sandy Ganzer per Forward Artists con prodotti Milk Make-Up. Assistente alla fotografia Robbie Corral. Assistente moda Robbie Corral.

Caleb indossa camicia MSGM. Jeans Levi's. Cintura Rose Bowl Flea.

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