Fotografo sconosciuto. Le ragazze della crew Mind Crime Hookers fotografate sul 6th Street Bridge, Boyle Heights, 1993, su gentile concessione di Guadalupe Rosales.

guadalupe rosales è la custode della cultura chicana anni '90

Los Angeles negli anni '90 era un paradiso di rave, street culture e outfit da copiare anche oggi.

di Laura Pitcher
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03 dicembre 2018, 11:25am

Fotografo sconosciuto. Le ragazze della crew Mind Crime Hookers fotografate sul 6th Street Bridge, Boyle Heights, 1993, su gentile concessione di Guadalupe Rosales.

"Per capire il presente dobbiamo guardare al passato", mi dice Guadalupe Rosales mentre sfoglia vecchie fotografie, riviste anni '90 e flyer ingialliti dal tempo.

Guadalupe si considera un'archivista, e nel 2015 ha aperto l'account Instagram Veteranas and Rucas sperando di riavvicinarsi grazie al processo di archiviazione alla sua infanzia losangelina e alla comunità Latinx da cui aveva preso le distanze dopo il trasferimento a New York.

Vedere il suo lavoro come un nostalgico #throwback sarebbe però riduttivo. Quello che era nato come luogo in cui condividere foto personali nel corso del tempo si è trasformato in una comunità. Oggi Guadalupe è tornata a Los Angeles, e ha dato vita a un nuovo profilo, Map Pointz, in cui documenta la cultura rave. Vuole "ripensare la storia dei giovani di colore", e per farlo chiede anche l'aiuto dei suoi follower, che possono inviarle immagini del passato per ampliare tale documentazione. Il bisogno è nato quando si è accorta che la cultura Chicana degli anni '90 era passata praticamente inosservata dal punto di vista femminile.

Da quando ha aperto i due account, Guadalupe ha guadagnato centinaia di migliaia di follower, dando vita a nuove conversazioni sul tema sia nella sezione commenti, sia in privato. È stata la prima Instagram Artist a ottenere una residenza al LACMA di Los Angeles ed espone ormai in tutto il mondo. L'ultima mostra in ordine cronologico è stata proprio a Milano, dove all'interno della cornice di SPRINT Guadalupe ha presentato ENDLESS NIGHTS. Mapping the city of Los Angeles through a collective memory in anteprima europea.

Noi di i-D però l'abbiamo incontrata prima del suo arrivo in Italia, all'inaugurazione della sua mostra presso l'Aperture Gallery di Los Angeles Legends Never Die: A Collective Memory.

Guadalupe Rosales Endless Nights Mostra Milano
Swing Kids party crew from San Gabriel Valley, 1994, courtesy Guadalupe Rosales and Debra Meza.

Negli anni in cui sono state scattate queste fotografie tu vivevi a Los Angeles. Com'era la città in quel periodo?
Per me, il mio quartiere era tutto il mio universo. Lungo il boulevard si socializzava, si faceva sfoggio dell'auto nuova, si stava in giro con gli amici, semplicemente. Io, le mie sorelle e i nostri amici eravamo un gruppo davvero unito, andavamo alle feste, marinavamo la scuola e facevamo tutto quello che fanno gli adolescenti, comprese le cazzate. Poi, nel 1996 mio cugino è stato ucciso in uno scontro tra gang. Per me è stato un colpo durissimo, e lì tutto è cambiato. Nei tre anni successivi ho fatto solo ed esclusivamente scelte sbagliate. Volevo ribellarmi e uscivo con gente poco raccomandabile.

Guadalupe Rosales Endless Nights Mostra Milano
Shrine to Ever Sanchez, Guadalupe Rosales’s studio, 2018; Photograph by Mike Slack for Aperture, courtesy Aperture.

Cosa ti ha spinta ad aprire l'account Veteranas and Rucas?
All'epoca vivevo a New York, dopo essermene Los Angeles a 19 o 20 anni per "fuggire" dalle cattive compagnie, qualunque cosa voglia dire. Dopo essermi trasferita ho iniziato a capire quanto fosse importante la mia cultura e la mia famiglia. La nostalgia si faceva sentire sempre più spesso, e internet mi aiutava ad avere la sensazione di non perdermi nulla di ciò che stava succedendo sull'altra costa. Volevo capire meglio quali fossero gli elementi fondanti della mia gente, ma mi sono accorta che c'erano pochissime informazioni a riguardo, e di quelle pochissime ancora meno avevano una prospettiva femminile. Tutto quello che ho trovato era molto specifico, stereotipato e legato alla cultura delle gang. È così che è iniziato Veteranas and Rucas, cercando di raccontare la mia storia personale.

Guadalupe Rosales Endless Nights Mostra Milano
Photographer unknown, Guadalupe Rosales’s cousin, Ever Sanchez (right), and unidentified woman, East Los Angeles, 1995, Courtesy Guadalupe Rosales.

E da quel momento come sono andate le cose?
Le prime foto sono mie, mentre altre le avevo trovate in una rivista comprata a Los Angeles. Poi ho chiesto alle persone che intanto avevano iniziato a seguirmi di inviarmi i loro scatti d'epoca, ma solo quelli in cui le protagoniste erano donne. Lì mi sono accorta che non ero l'unica ad aver percepito quella mancanza nella narrativa sulla cultura Chicana: le ragazze volevano raccontare la loro parte della storia, e Veteranas and Rucas è diventato la piattaforma giusta su cui farlo.

Perché hai deciso di aprire un secondo account, Map Pointz?
È successo l'anno successivo. A differenza dell'altro, Map Pointz non ha limiti temporali: l'ho aperto per capire meglio il posto in cui sono nata e cresciuta, studiandone anche i decenni che non ho vissuto in prima persona come gli anni '60 e '70. Tratta principalmente di rave culture, ma dalla prospettiva delle persone di colore.

Guadalupe Rosales Endless Nights Mostra Milano
Photographer unknown, Booker and friends, 1992, Courtesy Guadalupe Rosales and Eileen Torres.

Perché proprio su Instagram?
Perché è estremamente facile da approcciare. Non ho scelto Facebook perché è un social troppo testuale. Volevo che fossero le fotografie a parlare, insieme ai commenti degli utenti. Sono importantissimi, perché sono diventati una sezione in cui chi fa parte di questa comunità può confrontarsi e scambiarsi idee. Pensa che a volte non credono che le foto risalgano davvero agli anni '90, perché si vestono in modo molto simile a quello di oggi.

Prima di questi progetti avevi già una certa affinità con la fotografia?
Ero molto interessata alla fotografia analogica. Mi ero comprata una macchinetta di seconda mano e la usavo spesso. Uscivano fuori queste foto piccolissime che poi ho anche usato nelle mie mostre. Le usavamo come se fossero delle figurine: le scambiavamo, ci scrivevamo dietro delle dediche e le davamo ai ragazzi che ci piacevano. Per me hanno un significato speciale, perché per noi erano un modo per comunicare.

Guadalupe Rosales Endless Nights Mostra Milano
Photographs in Guadalupe Rosales’s studio, Los Angeles, 2018; Photograph by Mike Slack for Aperture, courtesy Aperture.
Guadalupe Rosales Endless Nights Mostra Milano
Photographer unknown, Booker (right) from the Together We Stand crew and friend (left) from Mind Crime Hookers, Whittier, California, ca. 1993, Courtesy Guadalupe Rosales and Eileen Torres.

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Sempre a Los Angeles, ma girato nel 2016:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D US

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