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      moda Lynette Nylander 21 aprile 2017

      i nuovi volti creativi londinesi: campbell, ibrahim, king e harry

      Campbell Addy (fotografo), Ibrahim Kamara (stylist), King James Owusu (illustratore) e Harry Evans (stilista) sono quattro delle stelle più luminose del firmamento Saint Martins e successori al trono della moda.

      Campbell Addy

      Campbell Addy è la prova vivente che a volte dalle infanzie più difficili nascono gli individui più creativi. Il fotografo ed editore 23enne è cresciuto nelle periferie a sud est di Londra in una severa famiglia ghanese fedele al credo dei Testimoni di Geova. Crescendo e ritrovandosi a dover scendere a patti con la sua sessualità, Campbell è stato completamente escluso dalla sua famiglia a 17 anni e ha trovato rifugio presso l'Albert Kennedy Trust, ente benefico che aiuta giovani senzatetto LGBTQ. La sua passione per la fotografia l'ha spinto candidarsi per un posto alla Central Saint Martins. È stato accettato e lì ha incontrato altri creativi, come Ibrahim e King, e schiere di stilisti, artisti e illustratori che "mi hanno letteralmente aperto il cranio in due," afferma Campbell. "Quando arrivi qui, il tuo modo di pensare è definito dall'ambiente in cui sei cresciuto, poi vedi un tuo amico camminare per i corridoi in biancheria intima o con un vestito da sposa e improvvisamente tutto si sistema. Essere parte di un ambiente così creativo erode la psiche, e da un moment all'altro tutto funziona." Presto, Campbell ha iniziato a pensare che tutto fosse possibile, e accanto al lavoro di fotografo — che prevede vene d'intima sessualità e tenerezza in ogni scatto — ha anche aperto una sua casa editrice, NiiJournal, che esplora i temi di legittimazione e rappresentazione della razza. In più, ha anche creato un'agenzia di casting e modelle chiamata Nii che si propone di lottare contro la mancanza di diversità nel mondo della moda. La sua ultima esibizione, Matthew 7:7&8 (che prende il nome dal versetto biblico "perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto"), include una ristretta collezione di sue fotografie che celebrano una mascolinità nera più morbida, come quella che ha esposto in una galleria d'arte di Hoxton Square. Parlando con un Campbell adorabile ed energico, il suo spirito DIY non può che contagiarti. "Fare a modo proprio e far funzionare le cose una alla volta ci darà speranza. Le persone pensano che devi fare l'assistente o essere lo stagista di qualcuno, ma io credo che la nostra generazione sarà quella che inizierà da zero. Dovremmo divertirci di più nella moda. Non stiamo salvando delle vite. Sono vestiti, e dovremmo impazzire. È giusto vivere agli estremi, lasciar perdere tutto ciò che è mediocre."

      Ibrahim Kamara

      Ibrahim Kamara è speciale. Non ci credete? Non siamo noi a dirlo, ma Martin Andersen, professore del corso in Fashion Communication and Promotion in cui Ibrahim si è fatto notare per il suo innato amore per la moda e straordinario talento per lo styling e la creazione d'immagine, che l'ha definito "uno degli studenti più talentuosi con cui ho avuto il piacere di interfacciarmi durante i miei 16 anni di carriera come insegnante presso la Central Saint Martins." E dobbiamo ammetterlo, probabilmente ha ragione. Ibrahim ha l'incredibile dono di — quasi letteralmente — prendere spazzatura e trasformarla in un tesoro. Insieme al fotografo incontrato su Instagram Kristin Lee Moolman, i due hanno visitato i mercati più derelitti del Sud Africa e le discariche cittadine per dare concretezza a visioni ultraterrene della mascolinità del futuro. Il progetto è chiamato 2026 ed è stato presentato alla Somerset House di Londra lo scorso anno. Cercando su Google le immagini, a molti sembreranno una moderna rielaborazione dello stile Buffalo, un movimento sperimentale, radicale e per cui nulla era off-limits degli anni '80 che ha portato a un modo completamente nuovo di vestirsi — unendo insieme giacche da aviatore, copricapi sproporzionati, sfarzose spille e completi Armani — che tra i primi esponenti poteva vantare Ray Petri, il fotografo Jamie Morgan e Barry Kamen. Quest ultimo è stato il mentore di Ibrahim, ed ecco spiegati i riferimenti. "Passare lunghi pomeriggi e serate intere conversando, solo io e lui, nel suo studio mi ha enormemente ispirato. Mi ha insegnato a essere indipendente e creare qualunque mondo io voglia creare." Nato in Sierra Leone e cresciuto in Gambia prima di trasferirsi a Londra, una carriera nell'industria della moda non è sempre rientrata tra i piani futuri di Ibrahim. "Per un po' ho studiato scienze, poi ho mollato e sono passato a moda. Avevo intenzione di fare il medico, che è quello che mia madre voleva per me. Poi ho incontrato tutte queste persone stupende alla Saint Martins, e mi hanno cambiato la vita." Ora, dopo essersi laureato, è uno degli stylist più interessanti di Londra e si destreggia tra un flusso importante e costante di commissioni per editoriali di vario stampo, mentre collabora con Grace Wales Bonner e il filmmaker Kahlil Joseph a un film per Sampha. "Credo che se vuoi essere uno stylist, devi farlo proprio ora. Non ha senso aspettare. Ultimamente ho fatto lavori in cui ero stylist, fotografo e direttore creativo, tutto insieme. ho una visione e non voglio dover aspettare che gli altri capiscano il progetto. Continuo a muovermi. È la nostra generazione. Lo facciamo e basta."

      King indossa abiti, calze e orecchini Harry Evans. Tutti gli altri accessori dall'archivio dello stylist.

      King James Owusu

      Il volto di King James Owusu è una gemma rara che brilla per la sua unicità. È l'amalgama perfetto di angolazioni feline e bell'aspetto mascolino; l'eleganza velata di King arriva da Alexander McQueen e Grace Wales Bonner, ma il suo talento va molto oltre la superficie. Il 20enne londinese è anche un eccellente illustratore che, dopo essere cresciuto a Wood Green con una madre che ha studiato fashion design e fratelli che lavorano nell'industria creativa, si è sentito quasi costretto a iscriversi al corso in Graphic Design della Saint Martins — con l'aiuto del fratello, sin da bambino aveva sviluppato un interesse per le arti visive. Girovagando per la biblioteca dell'università ha incontrato Ibrahim e Campbell, che l'ha ingaggiato come modello per Nii, la sua agenzia. Le illustrazioni di King invece ricordano i disegnini che tutti da ragazzi facevamo sul bordo del quaderno di matematica, sono solo molto, molto meglio. Gli spessi contorni neri riflettono sull'amore, la sessualità e l'identità e l'artista non si limita a un solo materiale, anzi: carta, pelle, abiti e tessuti sono le tele di cui King si serve. "Sento di essere davvero diventato me stesso alla Saint Martins, mi sono trasformato nella mia persona," spiega. "Vedendo tutti i miei compagni trovare la loro strada ho iniziato a chiedermi anch'io 'cosa mi rende interessante, come posso capire chi sono e portarlo nel mondo? Il successo di King tra gli aspri mari della moda e dell'arte sono un testamento delle capacità e dell'ispirazione che ha saputo fare sue alla Saint Martins, e l'eccellente formazione che l'università sa dare ai suoi studenti ha reso King riconoscente. "La Saint Martins mi ha reso più concentrato e determinato. Ti spinge a fare sempre meglio, e pensi 'ce la posso fare.'"

      Harry Evans ha 25 anni ed è un artigiano di pezzi mozzafiato ispirati al periodo Elisabettiano. Ha iniziato nel 2010, quando era un 18enne dagli occhi spalancati e dall'eccezionale talento, e da allora non si è mai fermato. Alla disperata ricerca di "qualcosa di artistico" in ogni aspetto della sua vita, si è iscritto alla Saint Martins (dove ha studiato anche la madre). "Il primo anno, ogni giorno cambiavo colore di capelli," ricorda ridendo. "I look che si vedono alla Saint Martins sono folli, e mi sembra che lo diventino ogni giorno di più." Harry si è sempre servito delle personalità più eccentriche della città, e in particolare delle sue subculture, come ispirazione per il suo lavoro di stilista. "Adoro l'era Blitz, mi piace in tutti i suoi aspetti… era molto cruda, quasi fatta in casa e senza elementi di partenza particolari. Lavoravo anche da Meadham Kirchhoff ed è stata un'esperienza speciale. Ancora oggi sento l'impatto che quel periodo ha avuto su di me." Dopo aver incontrato Ibrahim in un club gli ha finalmente prestato i suoi lavori — "ci ho messo circa un anno a lasciargli i miei pezzi," racconta. Il suo lavoro non può che essere descritto come una rivisitazione moderna dell'era Galliano per Dior con un tocco di fantasia Lacroix e un'ossessione per le figure esagerate di Mugler. Con uno stage da Céline alle spalle, Harry è determinato nel seguire le orme dei più grandi e diventare uno degli stilisti migliori in circolazione. "Vedo questi ragazzi che iniziano alla Saint Martins e caricano tutti i loro lavori online. Questa cultura non esisteva quando ho iniziato. C'è una sorta di indole che porta a osservare quello che fanno gli altri, anche se neanche hai finito l'università. Io mi affido al mantra 'se non chiedi non ottieni.'"

      Crediti

      Testo Lynette Nylander

      Fotografia Tim Walker

      Moda Ibrahim Kamara

      Capelli Alex Brownsell at Streeters usando Bumble and bumble. Trucco Lucy Bridge usando  Chanel Les Indispensables de L’Été e Chanel Blue Serum. Modelli King at Nii. King, Harry e Ib indossano abiti, calze e orecchini Harry Evans. Tutti gli altri accessori Slim Barrett. Campbell indossa dolcevita e pantaloni Prada. Scarpe del modello. 

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