perchè le foto di davide sorrenti sono così straordinarie ancora oggi

Rimasti inediti per oltre 20 anni, i lavori di Davide Sorrenti sono oggi più contemporanei che mai.

di Ryan White; traduzione di Carolina Davalli
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30 ottobre 2019, 6:00am

Per molti, un'introduzione alla figura di Davide Sorrenti non ha alcun senso, vista l'importanza che il suo lavoro ha avuto in un'epoca in cui la moda era in continuo mutamento. Per altri, invece, Sorrenti sembra lontano anni luce dall'industria della moda di oggi.

Nato nel 1976 da una famiglia di fotografi di moda, Davide è cresciuto a New York, dove nei primi anni dall'adolescenza ha iniziato a documentare la youth culture di Manhattan, le sue tensioni e gli scontri interni, sempre con la sensibilità di chi di quella cultura giovanile ne faceva davvero parte. Caliginoso, istintivo e nichilista, il lavoro fotografico di Davide fu al centro della fotografia di moda nella metà degli anni '90, e ben presto iniziò a scattare ritratti e campagne pubblicitarie. La sua morte, a soli 20 anni, fu causata da una rara malattia ematica combinata all'uso di eroina, in un momento in cui stava espandendosi una coscienza mediatica e politica rispetto agli effetti dell'estetica heroin chic, che lo rese un esempio postumo delle più estreme conseguenze di tale immaginario.

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Negli ultimi due mesi il lavoro di Davide, monumentale per dimensioni e impatto (specie se si pensa al brevissimo lasso di tempo in cui è stato prodotto) è stato esposto per la prima volta a New York, mentre la sua storia è stata raccontata in maniera molto più profonda grazie al documentario See Know Evil. Vedere le opere di Davide oggi, dopo due decadi di inaccessibilità completa al pubblico, è straniante. Il suo stile distintivo è ancora oggi riconoscibile e provocatorio, tanto intenso e superbo quanto lo fu al suo tempo. Curata dalla madre Francesca Sorrenti e dall'amico Jade Berreau, la mostra Our Beutyfull Future descrive Davide come uno dei più importanti fotografi emergenti degli anni '90, non come una vittima delle circostanze legate alla sua malattia e dall'uso di droghe.

C'è un legame ovvio tra Davide e sua nipote Gray Sorrenti, figlia del fratello Mario. Il lavoro di entrambi cattura il cuore pulsante della città: i giovani. Anche se con tratti distintivi e approcci diversi, molto di quello che trascende il doppio gap generazionale che li divide sono energia e vitalità, semplicemente. Dopotutto, come dice Gray stessa: "Tutta quella storia dei ragazzini che bazzicano per le strade di New York, ecco, quella cosa non cambierà mai." Con See Know Evil, ora online ed accessibile a tutti, Gray ha avuto modo di parlare assieme al regista del film, Charlie Curran, dell'eredità che suo zio ha lasciato al mondo della fotografia, e non solo.

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Charles: Ciao Grat, come stai?
Gray: Sto bene. Oggi mio padre ed io abbiamo pubblicato la nostra prima collaborazione per La Mer, e tutto questo è davvero emozionante. Ci abbiamo lavorato per un anno e mezzo, quindi è davvero una soddisfazione vederlo nella sua completezza.

Ho visto, è davvero stupendo.
Grazie. A parte questo sono di nuovo a New York, per lavorare al mio documentario.

Il documentario su Davide See Know Evil è uscito ieri (su iTunes) e ho pensato che sarebbe stato bello fare una chiacchierata con te riguardo il suo lavoro e che cosa significa per la nuova generazione di creativi scoprire ciò che ha fatto. L'ultima volta che ti ho visto è stato in occasione della prima mostra incentrata su Davide,"Our Beutyfull Future", e oltre alle solite facce di NYC ero sorpreso nel vedere così tanti giovani. Mi sono chiesto com'è stato per te e i tuoi amici essere li per quell'evento.
È stato un momento davvero speciale per me e la mia famiglia, perché è stata la prima volta dopo 20 anni che i lavori di Davide sono stati accessibili dal pubblico. Invece riguardo i miei amici, ero convinta che avrebbero imparato moltissimo guardando i suoi lavori. Le opere di Davide parlano a tutti noi. Quando è uscito il documentario, ho invitato tutti i miei amici a vederlo, perché sapevo che avrebbero potuto relazionarsi con la sua storia, la sua passione per la fotografia, il suo gruppo di amici, la sua vita, la sua arte, la difficoltà di crescere. Quando sei un ragazzo a New York, tutto ti si presenta alla velocità della luce. Anche se le cose sono cambiate radicalmente degli anni '90, i ragazzi di NYC non sono cambiati affatto. Volevo che vedessero e sentissero com'era il panorama di NYC, graffiti, fare foto e uscire insieme. Tutto a un tratto sono venuti da me e mi fanno "Non ci credo, suo zio era ARGUE-SKE?!" "Il suo stile era fighissimo." Tutti i miei amici sono cresciuti scrivendo sui muri e facendo arte, quindi hanno trovato tantissime cose in comune.

Per come la vedo io, le foto di Davide, il film -- è come se tutto fosse una riflessione riguardo la cultura giovanile di adesso. Nelle sue foto e nel film vedi Davide documentare la sua vita, i suoi amici, il fare arte, la musica, le risate insieme -- tutto ciò che i ragazzi di NYC rappresentano. Non cambierà mai, sarà sempre uguale e credo che ora sia solo un'evoluzione di ciò che c'era prima. Con il passare del tempo, il mondo si è modernizzato e la tecnologia ha cambiato il modo in cui comunichiamo. La città è cambiata -- non è così grezza come era prima. Insieme a tutto il resto ha perso un pò della sua grinta, ma avrà sempre un fascino di squallore.

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Io e i miei amici siamo rimasti fedeli a questo modo di vivere. Ci vediamo, stiamo insieme, facciamo foto, facciamo arte, facciamo degli eventi in piccole gallerie della Lower East Side. Siamo sempre a cucinare e a ballare nel basement di qualche amico. Cerchiamo di essere sempre distanti da ciò che è considerato normale e ci supportiamo a vicenda nell'arte che facciamo. NYC è il nostro campo giochi e penso che tutti noi ci sentiamo fortunati ad essere cresciuti qui. Quindi quando li ho invitati a vedere il documentario, erano tutti emozionati. E sono stati talmente colpiti dal documentario, e così intrigati da quel periodo, ma capiscono anche che era un momento diverso, e un contesto diverso. Socialmente, economicamente, politicamente.

La mostra di Davide è stato davvero un momento bellissimo, c'era tantissima gente tra amici, parenti, famiglia, New Yorkers old-school, persone che avevano sentito storie su di lui o che semplicemente amavano il suo lavoro. C'era così tanta gente che non ci stavano dentro alla galleria, un momento di condivisione sia tra amicizie di lunga data, sia tra nuove conoscenze. È stato un vero momento alla New York. Tutti condividevano storie su Davide, si poteva sentire l'amore nell'aria. Sarebbe stato davvero contento. So che c'era con lo spirito, non si sarebbe perso un momento del genere per nulla al mondo. C'era sicuramente qualcosa di speciale nell'aria di quella sera -- ha portato la magia.

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Cosa pensi che sia speciale, o pensi che non cambi mai, del fare arte quando sei giovane?
È cruda, pura, e cerchiamo di dire la verità. In questo modo la nostra arte riflette questa verità che sia nella pittura, nelle foto, nella musica, nei visuals o nella politica. Siamo in un momento in cui cerchiamo di riconoscere ciò che è la verità. Siamo studi e stanchi di questa avidità e negatività, abbiamo semplicemente bisogno di un cambiamento e della voglia di cambiare che sembra essere così rara da trovare nella vecchia guardia. Questa è la cosa più bella del lavorare con i-D, perché cambiano insieme a noi, sono interessati a fare passi in avanti, dando ai giovani una piattaforma e una voce per formare il domani. Ero molto emozionata quando Alastair di i-D ha proposto il nuovo Post Truth Truth Issue. Sapevo che volevo esserne parte. Anche mio padre si rende conto di quando sia importante, sa cosa sta succedendo, ha sempre lottato insieme a noi. A questo punto tutte le generazioni devono sostenersi a vicenda, è l'unico modo per cambiare le cose. È un momento speciale nella storia perché questa generazione non ha limiti, non ha tempo da perdere e non ha paura. Stiamo cercando di abbattere questi muri. Ovviamente faremo tutto questo con delicatezza, ma penso che tutti noi ci siamo stufati di questa paura, incompetenza e diseguaglianza.

Cosa lascerà la storia di Davide alla prossima generazione? O cosa speri che lasci loro?
Davide aveva qualcosa di estremamente raro e bello. È difficile metterlo a parole, ma se solo vedessi di sfuggita il suo sorriso, nelle foto, video o in persona, lo capiresti immediatamente. Aveva una luce che lo circondava e angeli che lo guardavano costantemente. A causa della sua malattia, la Talassemia, ha vissuto la sua vita al massimo, non sapendo quale giorno sarebbe stato il suo ultimo. Viveva nel momento, forse più velocemente di quanto io o te vivremmo la nostra vita, ma non aveva alcun tempo da perdere. Non aveva scelta nel credere che le cose stavano così e basta, e la cosa importante era essere sinceri con se stessi e con il proprio cuore. So che è questo che Davide mi spinge a fare,. Mi fa venire voglia di spingermi più in là e continuare ad evolvere la mia arte. Davide mi tiene sotto controllo, mi da l'energia per andare avanti ed essere coraggiosa. Quando penso a lui penso al suo sorriso, al suo linguaggio, alla sua passione per la vita, pace ed arte. Sono in buone mani. Spero che i miei amici si sentano nello stesso modo.

'See Know Evil' è ora visibile online.

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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Crediti

Intervista di Charlie Curran
Testo di Ryan White
Fotografia di Davide Sorrenti

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