24 ore a singapore con nadia kishlan

‘Countdown to sundown’ è una nuova iniziativa curata da i-D e Martini per scoprire di più sulla cultura dell’aperitivo. i-D tocca alcune delle città più iconiche per incontrare i volti del mondo della moda che ci vivono, in un viaggio alla scoperta...

di i-D Staff
|
09 settembre 2016, 3:00pm

Foto: Franz Navarrete

Guarda Countdown to Sundown con Jack Guinness e Nadia Kishlan.

Nadia Kishlan è salita alla ribalta lo scorso anno, quando è stata scoperta su Instagram e scelta come una delle 11 "real faces" di Marc Jacobs per la campagna SS 15, a fianco di top model del calibro di Karlie Kloss e Adriana Lima. La modella singaporiana dai mille talenti tiene anche un blog e ha una passione per le feste—o "eventi immersivi", come li chiama lei—che l'ha resa una delle socialite più in vista della città.

Abbiamo incontrato Nadia per scoprire di più sulla sua vita prima e dopo la collaborazione con Marc Jacobs, sul suo amore per FKA Twigs e sul mondo della moda a Singapore.

Come hai iniziato a lavorare nella moda?
Ho sempre amato la moda ma non sapevo da dove iniziare. In principio sperimentavo look diversi, per capire cosa mi piaceva e cosa no. Il punto di svolta è stato quando io e alcuni amici abbiamo partecipato a un evento del mondo della moda per capire com'era la scena, qui—ho stretto rapporti con le persone che lavorano in quel mondo. Da lì è nato tutto.

Dopo il casting per Marc Jacobs, il tuo stile di vita è cambiato?
Mi ha dato l'opportunità di esprimere me stessa in un modo nuovo. Ho anche conosciuto persone nuove—sono sempre stata espansiva, ma dopo aver scoperto la moda sono diventata più sicura di me. E questo mi ha cambiato la vita.

Foto: Franz Navarrete

Com'è fare la modella a Singapore?
Si può parlare di una "fashion scene" anche qui. Le persone si dividono in due gruppi: quelle a cui piace la moda minimal, "intellettuale", gli abiti monocromatici; e quelle a cui piace vestirsi in modo molto appariscente. Quando ho iniziato il mio percorso stavo nel mezzo —ma ora faccio parte di quelli che amano apparire. Tra i brand di Singapore ci sono Mash Up e Yesah—sono miei amici, e mi identifico molto nello stile che promuovono. La scena si sta ampliando, ma si può fare ancora meglio; troppi sono convinti che una cosa a diffusione solo locale non sia abbastanza interessante. La gente preferisce i marchi internazionali. Solo quando i brand del posto hanno successo anche all'estero si comincia a rispettarli.

Quando parli di "riconoscimento a livello globale", intendi nelle capitali della moda come Parigi, Londra e Milano?
Sì, esatto. Però dal punto di vista della moda Singapore si sta espandendo, anche se ci vorrà del tempo per raggiungere il livello delle altre città. Comunque ci stiamo arrivando, un passo alla volta.

Come ha influenzato il tuo stile il fatto di vivere a Singapore?
Crescere qui mi ha influenzata moltissimo. Le mode occidentali non sono sempre ben viste, spesso sono considerate troppo appariscenti. Alcuni abiti che indosso sono considerati poco "sobri" qui—ma a me piace mescolare stili e culture diverse, e anche in ottica locale ha perfettamente senso farlo dato che Singapore è un crocevia di culture. È un esempio di come si possa prendere qualcosa da ogni cultura e farla propria, integrandola con il proprio stile—come i gioielli indiani per esempio, che adoro.

Qual è la cosa che ami di più di Singapore?
Il melting pot. Ti basta girare per le strade per trovare persone di tutti i tipi. Moltissimi stranieri vengono qui per lavoro, e la loro presenza cambia il modo di vivere la città. Anche nel mio gruppo di amici ci sono persone di tutti i tipi. La mentalità degli "autoctoni", però, è abbastanza singolare.

Ovvero?
Direi che teniamo alle nostre tradizioni, ma allo stesso tempo ci evolviamo come società, diventiamo sempre più progressisti.

Quindi Singapore è una città che porta con sé la propria tradizione ma la innova continuamente?
Sì.

Foto: Franz Navarrete

In una città multiculturale come Singapore l'aperitivo dev'essere un'esperienza stimolante —persone di tutti i tipi e le etnie si riuniscono per condividere la propria cultura e trovare un punto di contatto. Tu cosa fai di solito?
Di solito ci incontriamo a casa di un amico per mangiare e bere prima di uscire, oppure andiamo in un bar. In alternativa andiamo a qualche pre-serata, ci sono un sacco di alternative e il bello è proprio variare. I miei amici appartengono tutti da culture diverse e lavorano in ambiti diversi; siamo un mix, per questo quando ci vediamo discutiamo di tutto.

E la musica, invece, in che modo ti influenza? Una volta hai citato FKA Twigs come icona di stile.
Le mie due cose preferite in assoluto sono la moda e la musica, e spesso vanno mano nella mano. Adoro come FKA Twigs esprime la sua personalità, lo fa in modo naturale. Può essere se stessa, non deve interpretare una parte che gli altri hanno scelto per lei.

Che ne pensi invece del Gran Premio? Com'è Singapore quando arriva la Formula 1?
Ci sono tante feste, sia ufficiali che organizzate dai vari club come "F1 party". Una, la Singapore Podium Lounge, è molto famosa. Singapore è una città piccola, perciò è facile percepire l'atmosfera e scaldarsi quando c'è il Gran Premio.

Com'è nato l'outfit che indossi nella scena dell'aperitivo nel video Martini Present: Countdown to Sundown?
Fa caldissimo qui, perciò vestirsi troppo è fuori discussione. Ero vestita di nero, con dei ricami e dei gioielli che adoro. Come ho detto, quando si parla di outfit mi piace mescolare tradizioni diverse— ecco perché il ciondolo indiano e il kimono.

Potete leggere 24 ore con Bjorn Shen su Munchies. 

Tagged:
Martini
Countdown to Sundown
nadia kishlan