6 artisti per capire il nuovo rap italiano

Qual è il volto della scena rap oggi in Italia? Abbiamo selezionato per voi 6 talenti emergenti che con le loro rime stanno rivoluzionando il genere da Nord a Sud.

di i-D Staff
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19 novembre 2015, 12:52pm

Sono anni strani per il rap in Italia, da un lato è l'unico genere che sembra in grado di muovere economie apparentemente mainstream, dall'altro le radio generaliste continuano a non filarselo, se non di striscio. In questa gigantesca e paradossale nicchia sono venute a galla nuove schiere di rapper composte da italiani di seconda generazione che rifiutano qualsiasi riverenza verso la vecchia scuola, in opposizione a chi ancora conserva lo spirito originale della doppia h.

È un gran casino, ma se ogni tanto vi piace chiudervi con le cuffie sopra un beat, allora il 2015 è l'anno giusto per uccidere i vostri idoli e seguire un flow nuovissimo, e questi sei nomi sono il modo migliore per cominciare.

Sfera Ebbasta & Charlie Charles
Sfera viene da Cinisello Balsamo, un paese a Milano Nord e insieme al suo beatmaker Charlie Charles è riuscito a costruire un immaginario solido e riconoscibile che ha scatenato una mezza rivoluzione nel panorama rap italiano. Si sono conosciuti ad una festa e nel giro di qualche milione di view su YouTube e uno street album sono finiti sotto contratto con Roccia Music, l'etichetta di Marracash.

Il loro modo di fare rap è la cosa più punk che si sia sentita in Italia negli ultimi tempi e le produzioni gonfie, ma grezze, di Charlie Charles rendono ogni nuovo pezzo un piccolo diamante viola purissimo da incastonare nella storia del rap italiano, e il loro XDVR è un future classic dal momento in cui è stato ascoltato la prima volta.

Il loro immaginario fatto di purple drunk, Marcelo Burlon, Mercedes Nere e vita ai confini della città è riuscito a creare un interesse nei confronti dell'estetica della periferia (per cui hanno anche composto un anthem) che le nuove generazioni si erano un po' perse: "Non possiamo ancora dire di aver creato un lifestyle, ma nel nostro piccolo giorno dopo giorno stiamo costruendo qualcosa in grado di influenzare le persone."

Ghali
Ghali ha ventidue anni ed è nato in Italia da genitori tunisini. È emerso dal giro di Troupe d'Elite come uno dei rapper italiani più freschi e divertenti da ascoltare. Ha vissuto un'infanzia piuttosto difficile, ma è stato a dodici anni che ha registrato le sue prime otto tracce con Acid Pro, un'applicazione ormai obsoleta per costruire i propri loop.

Ghali ha un paio di cose in comune con Sfera Ebbasta, la più importante è la collaborazione con Charlie Charles, l'altra è che entrambi sono i nuovi testimonial della nuova collezione BIANCO di Iuter. A diciassette anni è andato in tour con Fedez e a diciotto ha firmato un contratto per un EP e un album con Sony. Nel giro di qualche mese è andato tutto a rotoli e quell'album è rimasto congelato fino all'anno scorso, quando finalmente è riuscito a liberarsi del guinzaglio della major.

Dopo lo stop Ghali è tornato con più voglia di prima, una direzione artistica adeguata al suo talento e, negli ultimi mesi, si è ripreso il posto che gli spetta di diritto nella nuova scena rap italiana. La sua musica è qualcosa di tribale e il suo flow ha un ritmo che fa contorcere lo stomaco, per ora non ha ancora pubblicato un album ufficiale, ma a ogni live la fila di quelli che gli chiedono 'allora quanto manca?' aumenta sempre di più. "Mi piacerebbe un sacco fare date come Milano, Torino, Bari, Roma, Napoli, Tunisi. Poi da Tunisi a Casablanca... ho letto L'Alchimista di Coehlo, e come il protagonista, dopo il suo viaggio infinito, scopre grazie ad un sogno rivelatore che il suo tesoro è proprio di fianco a lui, anche io forse dovrei cercare il mio nella mia terra. La gente lì è pronta per me. Non vede l'ora che arrivi. E se il mio tesoro fosse davvero lì? Sarebbe bellissimo."

Maruego
Il primo approccio con Maruego è uno schiaffo. Forse sarà per le basi del duo di produttori 2nd Roof, che hanno investito la gran parte delle loro energie sulla sua musica o per la sua capacità disarmante di inventarsi giochi di parola e vocabolari misti tra italiano e arabo perfettamente sulla linea di confine che separa genialità e idiozia. Maruego ha origini marocchine e la descrizione che gli calza più a pennello è gangster neomelodico e ognuno deve porsi nei suoi confronti consapevole di dover fare una doverosa scelta tra amore e odio.

La hit che gli ha permesso di firmare un contratto con Carosello Records, un pilastro per quel che riguarda le etichette indipendenti italiane, è stata "Cioccolata". Recentemente ha fatto uscire una raccolta di 10 pezzi, MITB, edita dalla sua nuova etichetta e si è messo al lavoro per quello che, in un certo senso, sarà il suo primo album.

Maruego è il rapper che più di tutti rappresenta una nuova generazione di rapper che affonda le sue radici in un altro continente, più che nei mostri sacri della vecchia scuola italiana, e questo territorio di confine è un campo estremente interessante (e influente) sia da un punto di vista linguistico che culturale.

Johnny Marsiglia
Straight outta Palermo e gioiello dell'etichetta indipendente milanese Unlimited Struggle, Johnny Marsiglia ha dalla sua parte Big Joe, uno dei beatmaker più forti d'Italia, e un flow pazzesco. È forse il più inquadrato tra gli artisti di questo elenco, ma il suo Fantastica Illusione, uscito lo scorso anno, è stato una spanna sopra qualsiasi altra cosa uscita quell'anno e da quel momento in poi ha continuato a macinare collaborazioni sontuose come in Zero Kills, il concept album da produttore di Night Skinny.

Johnny Marsiglia mischia attitudine true school, talento e dolcezza in un mix del tutto inedito in Italia che ogni tanto regala romanticherie che ricordano l'americano Chance The Rapper e altre volte sono solo sedici barre di pugni dei denti.

Vale Lambo
La scena napoletana ultimamente è un teatro di grandi sorprese e il futuro sembra essere luminoso. Se dovessimo scegliere un solo nome per rappresentare al meglio le nuove spinte che arrivano dal basso, quel nome non potrebbe che essere Vale Lambo. Il giovane rapper di Secondigliano cerca di rappresentare al meglio il proprio quartiere in ogni brano, in un mix di street rap influenzato dalla musicalità francese. 

"A Napoli abbiamo una cultura musica vastissima, che parte dal jazz per arrivare al rap di strada, che parte dai monumenti e dalle cose belle per arrivare alla camorra. Perché non raccontare ogni aspetto? La gente sa già di questa situazione, non parlarne sarebbe ipocrisia". Tra una preghiera di strada e il supporto di gente come Clementino e Don Joe, Vale Lambo cerca di sgomitare per arrivare a più orecchie possibili, con il supporto di altri artisti come i Kimicon Twinz o il produttore Yung Snapp, che presto vedremo nella Royal Edition dell'album di Gué Pequeno Vero.

Achille L
Quando Shablo e Marracash hanno telefonato ad Achille Lauro per produrre il suo mixtape Achille Idol Immortale lui gli ha attaccato in faccia perché era convinto che qualcuno gli stesse facendo uno scherzo. Poi ha capito che non era così e si è infilato su un aereo per Londra. 

Grazie all'aiuto del fratello produttore, già inserito nell'ambiente romano e membro della crew Quarto Bloco ha registrato i suoi primi singoli all'inizio del 2011 e poi, con l'appoggio di tutti e la spinta degli altri collettivi, ha iniziato a scrivere seriamente e ha registrato un mixtape su basi americane. Nei primi dieci secondi di ascolti ci sono due possibilità: o innamorarsi del suo modo di rappare o odiarlo a morte, niente vie di mezzo.

Ha dichiarato più volte di non avere riferimenti artistici nel rap italiano, ma di divorare una quantità di musica spropositata che copre tutta la distanza che c'è tra Lil Wayne e Nino D'Angelo, e a maggio dello scorso anno è uscito il suo primo album in studio ufficiale, Dio c'è: "Voglio dire quello che non ha mai detto nessuno. Il rap italiano è monotono, senza un senso o un concetto, non mi lascia dentro nulla, è per questo che rispetto tutti ma, in Italia, ne apprezzo artisticamente pochissimi."

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