date uno sguardo alla fanzine fiorucci in collaborazione con i-D

In occasione del rilancio Fiorucci, abbiamo frugato tra gli archivi di i-D per ripercorrere le tappe della nostra collaborazione con lo storico brand italiano.

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21 marzo 2017, 1:25pm

L'iconico e irriverente marchio Fiorucci è tornato. Ricordate i cherubini stampati sulle t-shirt, o i jeans decorati con personaggi Disney delle generazioni di adolescenti cresciute tra gli anni '70 e '90? Ora il brand, nato nel 1967 dal genio di Elio Fiorucci, è stato rilanciato da Janie e Stephen Schaffer, duo creativo in passato attivo nel settore della lingerie di lusso. La scelta di prendere le redini del brand Fiorucci non deve quindi stupire, perché negli anni '90 il marchio ha fatto molto parlare di sé grazie a provocatorie campagne pubblicitarie - campagne dirette proprio dal fondatore di i-D, Terry Jones

Fiorucci ha deciso di proporsi al pubblico con l'apertura di due pop-up store, uno a Londra, nei grandi magazzini Selfridges di Oxford Circus, e uno a Ney York, tra le mura di Barney's. Ai pop-up seguirà l'apertura di un negozio monomarca Fiorucci - il primo flagship store del brand dopo due decenni - che aprirà i battenti a settembre, nel quartiere newyorkese di Soho.

Per celebrare il rilancio, i-D ha incontrato Janie e Stephen per chiedere loro dove risiede l'unicità di Fiorucci, cosa li appassiona di più nel percorso del brand italiano e quale direzione hanno scelto per il futuro. Ovviamente, abbiamo anche ripescato dagli archivi di i-D l'issue zero della nostra fanzine in collaborazione con Fiorucci, che arriva proprio dagli indimenticabili anni '80.

Bellissimo!

Cosa rende il DNA Fiorucci così unico?

È un mix di elementi eterogenei a renderlo unico. Il colore e l'ottimismo, ad esempio. L'aver trovato il modo di esprimere una sensualità a metà tra l'innocenza e l'immoralità. L'eterno eclettismo. Lo spirito di collaborazione e creatività. I loro denim! L'archivio storico del marchio, che ci apre nuovi mondi ogni volta che ci addentriamo tra i suoi scaffali.

Qual è il pezzo che preferite dell'archivio?

Probabilmente un paio di jeans dipinti a mano da Keith Haring e LA2. Sono stati decorati da questi due incredibili artisti in occasione del progetto Fiorucci Walls Project, in cui Elio Fiorucci li ha invitati nello store di Milano per creare un'opera d'arte gargantuesca. Questa collaborazione è l'esempio perfetto della capacità di Fiorucci di unire nomi e identità diverse, di dare sostegno al mondo dell'arte e del suo impegno nel tutelare la creatività.

The All Star Issue, no. 14, 1983

Cosa vi emoziona di più quando pensate al futuro del marchio Fiorucci?
Vogliamo continuare a lavorare nel rispetto dello stile e dello spirito Fiorucci, collaborando con stilisti, artisti e creativi di tutte le discipline artistiche per creare pezzi che siano nuovi, ottimisti, inclusivi e divertenti!

Leggi anche: Elio Fiorucci si racconta.

Crediti


Testo Charlotte Gush