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Il futuro femminista del cartaceo

Nonostante l’ascesa dell’editoria digitale, la stampa sta rinascendo. Cosa porta una nuova generazione di editor ad abbandonare i pixel in cambio di carta e penna?

di Billie Brand
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06 agosto 2015, 2:40pm

Nel nostro mondo scintillante ossessionato dal digitale, la sopravvivenza del cartaceo è stata messa in discussione. Che cosa riserva il futuro ai giornali? La stampa è morta? Per chi ha una lunga storia d'amore con il cartaceo come mezzo per comunicare speranza, sogni e idee, queste domande - e ad un certo punto risposte - sembravano piuttosto sconfortanti. Come i video hanno ucciso le star della radio, le piattaforme digitali hanno iniziato a prendere il posto del cartaceo come mezzo più economico per produrre e fruire dei contenuti di moda e cultura. Ma come mai nel 2015, mentre i giovani hanno a che fare ora più che mai con gravi problemi economici e internet è senza limiti, la stampa si sta rivalutando?

Siamo una generazione che è cresciuta trovando raccomandazioni su Cioè, leggendo consigli di moda su Top Girl e staccando poster da Big. Adesivi glitterati di gattini e Britney Spears gratis assieme ai nostri giornali preferiti ricoprivano le camerette e i diari dei nostri anni da preadolescenti, ma quando l'adolescenza arrivò siamo passati da Ragazza Moderna a Myspace. Grazie al tocco magico di Tom, la generazione internet era appena nata. Assistendo per primi all'ascesa dei social media, dagli amici top, ai tweet e a Tinder, siamo stati anche, probabilmente, l'ultima generazione di ragazzini ad apprezzare davvero la gioia di avere dei poster e della sezione consigli che i giornali ci offrivano. Forse è questo legame nostalgico con il cartaceo che ha portato una nuova generazione di editor a mettere in discussione il modo in cui le idee vengono comunicate nell'era digitale, rimanendo fedeli alla copia fisica stampata.

Mostrando il dito medio alla politica, al patriarcato e ai consigli di bellezza idioti dei giornali per ragazze, le nuove pubblicazioni indipendenti come Radical People, Polyester, OOMK, Mushpit e Sister stanno prosperando, e comunità con creativi con gli stessi ideali mettono le loro idee su carta con nuovi titoli auto-pubblicati progressisti. "Il cartaceo è un medium con cui avevamo familiarità e a cui eravamo affezionati. Amavamo il processo utilizzato per creare zine e fumetti, condividendoli con i nostri amici e vendendoli per avere un po' di spiccioli," dice Sofia Niaza, co-fondatrice della zine semestrale OOMK (One of My Kind), che tratta di attivismo, spiritualità e fede da un punto di vista femminista. "Le fiere di zine erano un posto in cui incontravi le persone e discutevi di nuovi progetti, quindi associavamo il cartaceo a energia e collaborazione, che volevamo potessero esperire anche altre persone."

Da OOMK

Si può affermare con certezza che il cartaceo è in fase di rinascita. Assieme all'ascesa del potere delle ragazze del 21esimo secolo, i collettivi formati solo da donne sbocciati nella cultura underground hanno iniziato a schierarsi contro la misoginia e il mainstream. Gli antenati della stampa che andavano contro la classe dirigente - pensate a Bust, Cheap Date, Lipstick e anche i-D - hanno favorito le rivoluzioni queer e punk femministe. Hanno permesso un nuovo afflusso di pubblicazioni indipendenti che generano idee rivoluzionarie e sogni di libertà. La stampa che offre una via di fuga per poter presentare idee radicali. "Siete stanchi dei soliti idioti in parlamento?" chiedono le co-fondatrici di Mushpit Bertie Brandes e Charlotte Robert. Se andate all'ultima pagina del sesto numero della loro zine, troverete la gang di ragazze in posa come se facessero parte del loro partito politico dei sogni, New Labia, con magliette coordinate chiedendo un governo di sole donne per il 2020.

Sembrano ironiche, ma le pubblicazioni DIY di oggi rappresentano la voce di una generazione che lotta e che ha bisogno di essere ascoltata - che non può rispecchiarsi in qualche vlogger superstar con il sorriso splendente. Intrappolati da governi conservatori ma liberi da linee guida, restrizioni rafforzate dai pubblicitari, producendo da sé la loro copia, i coraggiosi giovani editor possono dire quello che vogliono e ribellarsi alle convenzioni. "La maggior parte dei giornali sono governati dalla pubblicità così le persone ora vogliono avere l'impressione di leggere qualcosa di onesto," spiega Reba Maybury, fondatrice e editor di Radical People, un giornale dedicato agli eroi anarchici e alla storia del punk.

Personali, politiche e deliberatamente di basso profilo, le zine del 21esimo secolo rendono consapevolmente omaggio ai punk autentici della stampa, prendendo in prestito l'estetica del DIY che definì le idee anarchiche e la ribellione della controcultura di fine anni '70. "È esaltante, crei il tuo mondo e non hai bisogno del permesso di nessuno. Penso che le comunità e le culture che si occupano della stampa e del creare le zine si sentano più complete rispetto a quelle che si basano solo sull'online," dice Sofia a i-D.

"Senti di avere un coinvolgimento più diretto e più significativo, sia comprando e sostenendo una comunità creativa la cui filosofia rispecchia la tua sia partecipando agli eventi, collaborando o inviando i tuoi lavori. Penso che un altro aspetto importante sia il fatto che il cartaceo occupi spazio in un modo diverso dal digitale." Non si può negare che Internet offra un modo per evadere la realtà - basta pensare a tutto il tempo che passiamo con gli occhi incollati agli schermi - ma non è abbastanza. "Il cartaceo deve esistere nella dimensione fisica piuttosto che negli abissi di internet evitabili e basati sulle mode. Il cartaceo deve essere apprezzato e conservato. Devi fargli spazio, deve piacerti, devi tenerlo con te e trovare del tempo per esso," spiega Reba, riferendosi al motivo per cui ha optato per il formato cartaceo per le sue pubblicazioni.

Da Polyester

Mentre è facile perdersi nel web, il cartaceo dura per sempre - è questo il bello. Illuminati da ossessioni che hanno portato ad avere delle collezioni, le zine di oggi catturano gli alti e i bassi di questo momento - come la stampa nel passato documentava i ribelli degli anni '70, i punk degli anni '80 e le riot grrls degli anni '90.

La vicinanza che sentiamo nei confronti del cartaceo potrebbe essere iniziata con Sugar e Seventeen - molto prima che le femministe dai capelli rosa dessero il via alla quarta ondata femminista - ma è la sensibilizzazione verso problemi sociali e politici che ha introdotto idee che una volta prendevano vita nelle camerette. Nella nostra società sempre più computerizzata, materializzare dei manifesti può avere un costo, ma come le zine fotocopiate del passato hanno ispirato i nuovi editor di oggi, le nostre zine attuali senza dubbio custodiranno un pezzo di storia di una generazione e continueranno a plasmare una nuova ondata di pubblicazioni stampate nel prossimo futuro.

Crediti


Testo Billie Brand

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