​gareth pugh e carson mccoll ci parlano dell'amore gay

Gareth e Carson parlano apertamente delle loro esperienze personali e dei problemi che stanno affrontando ancora oggi i giovani della comunità LGBT.

di i-D Staff
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15 ottobre 2015, 2:24pm

Gareth Pugh e il suo ragazzo e braccio destro, Carson McColl, si sono incontrati 8 anni fa al leggendario club BoomBox. 4 anni dopo, seguendo il suggerimento di Michèle Lamy (la quale lavora anche lei a fianco del suo amore Rick Owens), i due iniziarono a lavorare assieme. Abbiamo chiesto a questa coppia creativa londinese quali sono i problemi che incontra ancora oggi una coppia gay e quali sfide deve affrontare la comunità LGBTQI.

Raccontateci di come avete fatto outing.
Gareth: Non l'ho mai fatto. Mi sono sempre rifiutato, ho sempre pensato che la gente non sia stupida e che l'avrebbero dedotto. Se me l'avessero chiesto non avrei mentito, e me lo chiesero quando ho incontrato Carson. Non ho mai pensato fosse un problema, quindi non ho mai voluto gridare "sorpresa!" e parlarne direttamente.
Carson: A Glasgow, dove sono cresciuto, ci sono due squadre di calcio principali, o sei un fan dei Celtic o dei Rangers. Mio padre tifava i Rangers, e ricordo che quando feci outing a mio padre non importava, a lui bastava non tifassi Celtic. Non tifano quella squadra, ovvio, ma la prese bene. Mia madre ha un background cattolico più tradizionalista, ma non è mai stato un problema. È stata subito comprensiva. E il resto della mia famiglia sapeva che se non l'avessero accettato mi sarei dileguato. Quindi ne ho parlato subito. 

Foto Nick Knight

La vostra sessualità vi ha mai imbarazzato?
Gareth: Non è mai stato un problema per la mia famiglia. Ma è una di quelle cose che quando vai a scuola già sono pronti a darti dei soprannomi prima ancora che tu sappia davvero chi sei. Carson è di Glasgow e io sono del nord-est dell'Inghilterra, e la gente lì è immersa nella cultura machista. È così da generazioni. 
Carson: Mi prendevano a botte spesso a scuola. Era una cosa comune, e in questo io e Gareth siamo molto simili. Sunderland e Glasgow sono città post-industriali, le donne e gli uomini vivevano separati, o almeno era così un tempo, e credo questo abbia influenzato il modo in cui sono cresciuti. Abbiamo questa cosa in comune, condividiamo le stesse cicatrici. Da bambino ricordo che stavo sempre attento a come mi comportavo. A volte è questione di sopravvivenza, o di sopravvivere abbastanza a lungo da poter imparare a dire "vaffanculo". 
Gareth: Detto questo, credo sia importante sottolineare che la maggior parte delle persone che adottano un atteggiamento aggressivo nei confronti di chi è diverso da loro lo fa perché ha paura dell'incerto, è un qualcosa che non capiscono o che non vogliono capire, quindi è molto complesso. Non per noi, ma per quelli che stanno dalla parte opposta rispetto a noi. 

Cosa amate di più l'uno dell'altra?
Gareth: La sospensione dell'incredulità di Carson! A volte penso proprio che non mi appartenga. Ma ho visto cose che cambiano in qualche modo ciò che sei. Mi sono indurito; ora sono molto più cauto e pragmatico di un tempo. Anche se credo che quella parte di me in grado di meravigliarsi esista ancora dentro di me, solo non è più pronunciata come prima. 
Carson: Mi piace come Gareth tenga i piedi per terra. Si preoccupa di mettere le radici, della casa. Credo che la sospensione dell'incredulità di cui parla che alberga in me a volte ti possa allontanare da tutto ciò che è durevole, che ha un significato profondo. È molto importante, certo, ma lo è anche essere pragmatici. A volte mi faccio prendere dalla magia del momento e mi ritrovo sulle montagne russe. E hai presente quando sta cadendo giù in picchiata e c'è solo una cosa che può farti risalire? Ecco per me, quella cosa è avere lui al mio fianco.

Siete mai stati discriminati come coppia viaggiando assieme? Ad esempio quando vi tenete per mano...
Gareth: Carson non è uno da mano nella mano, anche se vorrei tanto lo fosse! 
Carson: Sono una persona molto fisica, ma non sono molto espansivo in pubblico. Mi infastidisce. Credo dipenda da come sono stato cresciuto. Il fatto di esprimere i miei sentimenti in pubblico mi faceva molta paura quando ero più giovane, lo faccio solo come atto di ribellione. Ed è per questo che ora, quando vogliamo fare qualcosa di estremo o provocatorio -qualcosa che ci spaventa - abbiamo una ragione in più per farlo, perché lo fai al posto di tutte quelle persone che hanno passato quello che hai passato tu. 

Gareth Pugh, Michèle Lamy e Carson McColl

Quali sono i problemi principali della comunità LGBT ora?
Gareth: È difficile dirlo. Solo per le ultime due generazioni è diventato accettabile essere omosessuale e vivere liberamente - ma solo in Occidente. E l'opinione della gente non cambia da un giorno all'altro. 
Carson: Stanno accadendo molte cose ultimamente che potremmo facilmente ignorare. Solo perché ora va bene non dobbiamo dimenticare coloro che stanno ancora lottando. È giusto ricordare che all'inizio della scorsa estate, mentre stavano tutti impazzendo per la cover su Vanity Fair di Caitlyn Jenner, il Time ha fatto un servizio sui diritti LGBT intitolato Out in Africa che vi farebbe drizzare i capelli. Abbiamo la responsabilità morale di ricordare che accadono ancora cose orribili in varie parti del mondo - in Africa, in Russia e nel Medio Oriente, per esempio - e che dobbiamo aiutare con i mezzi che abbiamo.
Gareth: Trovo ancora incredibile che la gente religiosa abbia idee così estreme sulla sessualità. Credo sia interessante come la religione unisca le persone, ma allo stesso tempo le divida. 
Carson: Credo sia la natura umana - creare gruppi e sottogruppi. L'abbiamo sempre fatto. Quindi è così e basta. Continuiamo a lottare. Per quanto riguarda la situazione qui nel Regno Unito, credo che presto i giovani non si identificheranno più come gay o etero, avranno solo un ragazzo o una ragazza e non sarà nulla di sorprendente. Dobbiamo arrivare al punto in cui a nessuno importa delle cazzate sull'eteronormatività.

Come possiamo andare oltre?
Gareth: Beh la nostra colpa è pensare di essere la prima generazione con persone che si dichiarano apertamente gay, il che è ridicolo. Per trovarci in questa situazione molti hanno dovuto superare grandi ostacoli e non dobbiamo mai dimenticarcene.
Carson: Ora viviamo in un'epoca egoista e materialista. E la scena gay in particolare è molto controversa. Voglio dire, lo capisco - è divertente. Ma abbiamo ancora bisogno di essere politicamente impegnati e di mobilitarci. Dobbiamo divertirci e continuare a fottere il sistema, e capire come fare entrambe le cose. 

@garethpughstudio

@mccollywood

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