il giappone è più o meno femminista dei paesi occidentali?

Il Giappone è conosciuto per i WC robotici e per l'amore per tutto ciò che è eccentrico, ma il femminismo progressivo di questo paese non viene sempre compreso dagli occidentali. Cosa si nasconde dietro allo stereotipo di donna servile?

di i-D Staff
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21 ottobre 2015, 11:11am

È la terza volta che visito il Giappone e in questa occasione dovrò scrivere qualcosa sul 21st Century Museum of Contemporary Art, una delle istituzioni culturali più conosciute di questo paese. Tra lunghe strette di mano obbligatorie, fotoreporter e presentatori che mi urlano "WOW! Sushi!" inizio a rendermi conto di come io, in quanto occidentale, percepisca diversamente la disuguaglianza di genere rispetto a tutte queste persone.

Secondo un sondaggio sul divario di genere condotto da World Economic Forum, il Giappone si posiziona al 104esimo posto su 142 paesi analizzati, con una disparità tra uomo e donna del 64% - la percentuale più alta tra i paesi sviluppati. Ho capito allora di dover scrivere qualcosa che avesse a che fare con il gender e ho iniziato a parlare con le donne giapponesi delle loro esperienze.

Presto mi sono reso conto di quanto sia difficile intavolare una conversazione sul femminismo in Giappone, e le risposte spesso non sono chiare. Molte donne con cui parlo non si identificano come femministe, oppure pensano che il femminismo non sia utile. Una curatrice mi dice: "Non credo sia importante gridare al mondo che le donne sono uguali agli uomini - le donne hanno a prescindere dei poteri speciali che gli uomini non hanno." Un'altra giovane donna afferma che non è mai stata "una femminista che fa sentire la propria voce, spesso è imbarazzante essere una femminista in Giappone." Ha ragione, l'equivalente giapponese di Sandi Tksvig, Nobuko Iwaki, appare sempre in pubblico indossando abiti rosa e viene derisa per le sue idee, quindi perché mai una donna dovrebbe esporsi per essere poi attaccata e criticata? 

Il governo giapponese non sta facendo nulla per cambiare le cose, è dominato dagli uomini, proprio come in altre parti del mondo. Yoshihide Suga, il primo portavoce del governo, è apparso in TV di recente e ha affermato con orgoglio: "Spero che le donne contribuiranno a migliorare questo paese continuando a fare figli. Per favore, fate molti figli." Taro Aso, il primo ministro giapponese, ha detto qualcosa di altrettanto grave: "Molte persone credono che sia colpa delle persone più anziane se in Giappone sono aumentati i costi della sicurezza sociale, ma il fatto di rifiutarsi di fare figli è un problema ancor più grave." Se qui parlate dei diritti delle donne e gli uomini vi parleranno di riproduzione. 

Masayo, una artista di Tokyo, mi conferma che anche la gente la pensa allo stesso modo. "Le amiche di mia madre pensano che sposarsi giovani sia una cosa buona. Mi sorprende che molta gente si preoccupi di cosa voglio fare della mia vita." Chycca di Osaka aggiunge: "Quando ho compiuto 25 anni la mia famiglia mi ha chiesto 'dov'è tuo marito? Dov'è tuo figlio?'" Lo spopolamento spaventa il patriarcato e la colpa del calo demografico del 30% previsto per il 2060 viene data alle donne. I loro ventri sono visti come una risorsa semi-inutilizzata che potrebbe risolvere ogni problema. Un giornalista a Kanazawa interessato ad approfondire il mio lavoro mi dice: "Lo sappiamo già che le donne sono diseguali - ma che succederà alla popolazione?" Sostenendo che il mondo è già popolato a sufficienza, spiego anche che non parlerò della mio opinione, ma sto solo utilizzando la mia posizione per raccogliere le opinioni delle donne giapponesi e rendere pubbliche. Tutto inutile, è come se stessi parlando con un muro.

Continuando a riflettere sulla questione salto su un treno, in cui lavorano solo donne, per fare in modo che gli uomini non le fotografino di nascosto. Sembra non ci sia modo di sfuggire all'ineguaglianza di genere in Giappone. "Upskirting", ovvero fare foto sotto le gonne delle ragazze senza autorizzazione, è un problema così grave in Giappone che qui non è possibile togliere il suono dello scatto della fotocamera dai cellulari. Ho chiesto ad un'amica che abita a Tokyo, Sophie, se in questo modo è stato risolto il problema: "Sfortunatamente no, ora è possibile pagare per palpeggiare le donne in vagoni dei treni finiti dentro ai sex club." Ci sono due cose di cui sono esperti i giapponesi: il feticismo e il capitalismo.

Ma la situazione è davvero così tragica come sembra? Beh, no. Sarebbe ingiusto dire che le donne giapponesi vivano nel Medioevo, e non è nemmeno corretto dire che tutte le donne qui siano anti-femministe. In questo articolo non ho tenuto conto del movimento delle suffragette giapponese, e le cose comunque stanno iniziando ad evolversi. 

Rokude Nashiko è un'artista che utilizza i tabù giapponesi a suo favore creando una serie di opere che sfidano l'atteggiamento dei suoi connazionali nei confronti della sessualità femminile. Ad esempio crea giocattoli modellati sulla sua vagina e recentemente ha realizzato una canoa in 3D con la forma delle sue labbra vaginali. Ma, come dice un famoso proverbio giapponese, "l'unghia che sporge troppo si spezza", e Nashiko è stata imprigionata e processata per aver commesso un atto contrario alla pubblica decenza. 

Nonostante ciò che è successo a Nashiko, le donne hanno iniziato a godere della libertà sessuale in maniera molto giapponese. "Boylove" è un porno soft anime creato da donne per donne che spesso ha come protagonisti alcune celebrità della TV, come ad esempio Sherlock di BBC, e li si può ammirare mentre fanno sesso con altri uomini. Nella Geek Town di Tokyo ho trovato madri e figlie alla ricerca dei loro fumetti boylove preferiti - il Giappone è pieno di magnifiche contraddizioni. 

Stanche degli uomini al potere, le ragazze mollano i loro ragazzi in carne ed ossa preferendo quelli online. Webkare è una piattaforma in grado di simulare un'uscita a due dove tutti i ragazzi sono carini, gentili, premurosi e, ovviamente, fatti di pixel. Webkare ha avuto moltissimo successo e ora conta 3.5 milioni di utenti al giorno. Forse sono invenzioni come questa che hanno dato vita al nuovo tipo di uomo che sta emergendo. Conosciuti come "uomini erbivori", questi ragazzi di circa 20 anni non si aspettano un rapporto tradizionale con la propria partner e credono nell'uguaglianza (continuo a trovare davvero buffo che una tecnologia del genere stia eliminando il divario tra uomo e donna). Questa è la nuova generazione di uomini che potrà trasformare il Giappone in uno stato in cui esiste l'uguaglianza tra i sessi.

Possiamo allora dire che il Giappone sia meno o più femminista del mondo occidentale? Fortunatamente a deciderlo non sarò io, e non è nemmeno una domanda a cui si può dare una risposta probabilmente. Il femminismo giapponese è semplicemente diverso. Si concentra meno sui singoli individui e più sull'armonia sociale collettiva. Perciò che importa se queste donne dal nostro punto di vista non sono attiviste radicali o femministe convinte? In Giappone, forse, va benissimo così.

@scotteeisfat

Crediti


Testo Scottee
Foto Monika Mogi

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