los angeles potrebbe diventare la nuova capitale dell’arte?

Dai giovani artisti promettenti alle grandi gallerie che trattano blue chip, dagli speculatori ai dilettanti di downtown, Los Angeles sta rapidamente diventando il centro più caldo dell’arte.

di Dean Kissick
|
11 agosto 2015, 9:50am

Sterling Ruby, BC (3549) Sterling Ruby, Collage, 2011

Come possiamo spiegare perché il mondo dell'arte di Los Angeles è così bollente in questo momento? Un buon punto di partenza e' la recente opening della mostra di Parker Ito presso Chateau Shatto, che e' stata a dir poco un successo globale. Al piano superiore della galleria è stata presentata una serie di quadri ispirati da una fotografia di Steven Klein in cui Kate Moss e' vestita come una schiavetta perversa, ma al tempo stesso un po' suora, con una tutina in lattice di Atsuko Kudo e un vecchio cappellino di Balenciaga by Nicolas Ghesquière. Altri abiti fetish erano sparsi in modo totalmente casuale per la mostra. Al piano terra troviamo lo stesso look di Atsuko Kudo ma questa volta indossato dall'artista. E lo spazio completamente disseminato di cose a caso, dalle pareti al soffitto, una miriade di oggetti esplosi come se fosse scoppiata una fabbrica di spaghetti al nero di seppia.

Accanto, in un magazzino altrettanto enorme e travolgente, Parker ha esposto il suo Merzbau privato, un'installazione del tutto fuori controllo di quadri, foto, ciabatte infradito personalizzate, catene e luci, ed infine per celebrare ha invitato un coro di Los Angeles a cantare ninna nanne rilassanti. In uno spazio tanto stipato e' difficile trovare un senso logico, anzi sembra che l'artista abbia completamente perso la testa. Tuttavia questa mostra, nel suo eccesso eccitante un po' rococo, è come un over-the-top totalmente inutile e costoso, come dicono essere le camere di Napoleone III al Louvre, ma il tutto trasportato in una città dove non c'è il Louvre, ci sono pochi musei storici, e anche poca storia.

Parker Ito The Most Infamous Girl in the History of the Internet, 3 Hook-Ups Girls, 2014, Installation view ICA London

Qui a Los Angeles c'e' soprattutto molto spazio per allargarsi, un sacco di possibilità per aprire studi enormi e gallerie, il che è perfetto per seguire il trend dell'arte che follemente vuole spazi espositivi sempre piu' grandi. Ci sono anche spazi altamente insoliti; ad esempio questo fine settimana inaugura il Paris Photo Los Angeles, fiera di fotografia d'arte, che ha luogo tra i set cinematografici dei Paramount Studios, nel contesto di una New York tutta finta e prefabbricata. Mentre la prossima fiera d'arte di Paramount Ranch presentera' oltre 40 gallerie internazionali e spazi autogestiti in quella che sembra essere una città di frontiera per cowboy che vivono tra le montagne.

Ma torniamo a Chateau Shatto, il nuovo spazio nel centro fiorente di downtown Los Angeles, che è stato, fino a poco tempo fa, una sorta di discarica. Non stiamo scherzando quando diciamo che Los Angeles potrebbe veramente diventare la più importante capitale culturale emergente nel mondo. Sempre a downtown aprira' presto Hauser Wirth & Schimmel, l'ultimo avamposto delle grandiose gallerie commerciali del mondo, che occuperà uno spazio gigantesco dedicato a "una dinamica artistica multi-disciplinare che presentera' mostre innovative di livello museale e un solido programma di eventi pubblici". Il comunicato stampa suggerisce un nuovo tipo di spazio, una danarosa galleria/museo che unisce in modo insondabile il commercio con l'intrattenimento pubblico. In effetti Hauser & Wirth rappresenta già molti degli artisti più celebri di Los Angeles, come Sterling Ruby che ha collaborato con Raf Simons per la sua collezione autunno / inverno 14, e Paul McCarthy che lo scorso Natale ci ha regalato una specie di supposta verde alpino posizionata nel centro di Place Vendôme e ha poi innocentemente protestato che era solo un albero festivo. Purtroppo la sua scultura è stata sgonfiata dai conservatori dell'arte parigini, e McCarthy è stato aggredito pubblicamente per il suo disturbo.

Quest' autunno e' prevista l'opening della Broad Foundation, una delle migliori collezioni private di tutto il mondo, che spalanchera' le sue porte a downtown Los Angeles di fronte al MoCA Museum of Contemporary Art e di fianco alla Walt Disney Concert Hall progettata da Frank Gehry. Gli architetti Diller Scofidio + Renfro hanno coperto il museo con una bolla modernista di cemento armato, così la Broad Foundation sembra indossare un cappottino bianco di Gareth Pugh. Ora il centro della città è stato completamente ringiovanito, tuttavia i prezzi di affitto sono ancora accessibili; ad esempio l'artista Amalia Ulman ha appena preso uno studio in un grattacielo del centro, uno spazio grande in cui potra' finalmente lavorare su opere di grande formato. Forse un giorno queste torri altrimenti per lo più vuote diventeranno piene di giovani artisti e creativi? Qui a Los Angeles e' ancora possibile, ma sarebbe proibitivo in quasi ogni altra grande città del globo.

La cosa piu' eccitante di questo ultimo periodo e' che ci sono un sacco di artisti sperimentali che attualmente vivono e lavorano a Los Angeles. Sean Raspet, ad esempio, sta lavorando con macchinari industriali per produrre cicli ricorrenti di gas profumati che creano aromi in costante trasformazione. Inoltre conosciamo gia' la grottesca spogliarellista mascherata di Jordan Wolfson che e' esplosa sul web diventando vera e propria arte virale on-line; questo è, naturalmente, un caso molto insolito per un artista d'avanguardia, ma Hollywood è sicuramente il luogo ideale per pensare ad opere d'arte su grande scala, che possano diventare attraenti anche per un pubblico molto allargato. Ed Fornieles, con cui condivido un appartamento, è ora in procinto di trasformare il nostro soggiorno in una installazione artistica da lanciare online in diretta-streaming. L'idea e' di trasmette costantemente le nostre vite e quelle dei nostri ospiti on-line e che, in modo preoccupante, verra' lanciata quanto prima.

Anche gli aspetti piu' negativi dell'arte diventano affascinanti a Los Angeles, in particolar modo esistono due tendenze orripilanti. La prima tendenza è la celebrity che improvvisamente diventa artista. Poco dopo essere arrivato qui ho partecipato a una cena a casa del super curatore Jeffrey Deitch - una villa meravigliosa, arredata come un museo privato con opere d'arte provenienti da tutto il mondo - e ho incontrato Pamela Anderson, che ci ha raccontato come molte delle parti del corpo nei dipinti di Jeff Koons sono apparentemente modellate su di lei, e che lui una volta le disse che gli ricordava una palla da baseball autografata in vendita su eBay. Deitch è stato anche l'organizzatore della mostra di sculture di Miley Cyrus alla fiera di Miami Art Basel poco prima di Natale. Al giorno d'oggi diamo enorme importanza all'idea di creatività e l'arte e' sicuramente la forma più pura di individualismo e di auto-espressione, quindi non sorprende che alcune celebrità decidano di dar voce al loro ego attraverso la creazione di opere d'arte. Con l'esplosione della scena artistica contemporanea così vicino a Hollywood è probabile che questo trend continui; e, naturalmente, gran parte del mondo dell'arte segretamente adora il glamour esclusivo delle celebrità. Piu' o meno nello stesso periodo della mostra di Miley, c'e' stata la performance di Shia LaBeouf durata cinque giorni alla Stephen Cohen Gallery di Los Angeles. Durante il periodo della mostra Shia sembra aver permesso ad un estraneo di frustarlo e poi violentarlo, mentre stava seduto lì da solo con un sacchetto di carta in testa scarabocchiato con la frase "Non sono più famoso". A dire il vero, però, questa performance e' servita solo a renderlo ancora più famoso.

La seconda tendenza, quella che infastidisce davvero il mondo dell'arte, è quello del "flipping" - ovvero la crescita di speculatori che comprano opere di giovani artisti a buon mercato e poi le rivendono a prezzi gonfiati - e il produttore cinematografico di Los Angeles Stefan Simchowitz e' sicuramente il più noto e più provocatorio flipper del mondo dell'arte, uno che si vanta di sfruttare altri collezionisti per comprare opere d'arte dalle gallerie che lo hanno messo nella lista nera, e si dilunga con diatribe di oltre 5.000 parole su Facebook contro i suoi detrattori. Stefan ha prodotto Requiem for a Dream e molti si lamentano che - proprio come succede nel film - lui stia fottendo il mondo dell'arte con un vibratore a doppia potenza ricoperto di soldi. Detto questo, altri pensano che sia una figura eroica, uno che ha fatto venire a galla tutta l'ipocrisia e la corruzione del mondo dell'arte che e' guidato solo dagli interessi del mercato.

Penso che Stefan Simchowitz incarni il mercato dell'arte, ormai gonfio oltre ogni limite, che molto probabilmente, ad un certo punto, esplodera'; Simchowitz è sicuramente fonte di preoccupazione, e' l'uomo nero che ti viene a bussare alla porta senza invito e vuole vedere le tue opere in studio. Come saprete l'acqua si sta esaurendo nel sud della California, e questa siccita' probabilmente diventerà sempre peggio. Nell'aria asfittica di Los Angeles si percepisce qualcosa di apocalittico, e questo è ciò che la rende così eccitante. Godiamocela ora, prima che il pozzo d'acqua si secchi del tutto o il mercato dell'arte crolli sepolto da tutto il suo marciume. Inoltre, dato che a L.A. non esiste la storia - non ci sono edifici antichi, né monumenti - la citta' si offre come una grande tela bianca per l'artista. Questo è un luogo senza passato e forse non ci resta molto futuro, ma per il momento si tratta di un meraviglioso, strano paradiso nel deserto.

Crediti


Testo Dean Kissick

Tagged:
Los Angeles
Ed Fornieles
Shia LaBeouf
Cultură
Jeff Koons
amalia ulman
Sterling Ruby