chi ha detto che lo skate non è uno sport per donne?

La fotografa Hanna Bailey vuole combattere la diseguaglianza di genere a bordo del suo skate.

di Tish Weinstock
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24 giugno 2016, 12:40pm

Stefani Nurding, Copenhagen

Nata ad Edimburgo, Hannah Bailey ha trascorso la sua infanzia facendo ciò che normalmente fanno tutti i ragazzi - fino a che non ha compiuto 20 anni ed è scappata in montagna. Dopo aver trascorso un periodo andando sullo snowboard sulle Alpi Francesi, Hannah è tornata in Gran Bretagna per intraprendere una carriera negli sport estremi. È stato proprio lì, infatti, che ha dato vita a una società di consulenza creativa e di comunicazione: Neostash. Grazie al suo lavoro ha avuto la possibilità di immergersi in svariati scenari underground e, da brava fotografa, ha deciso di documentare tutte le sue avventure. Invece di concentrarsi esclusivamente sullo sport, però, ha scelto di immortalare i personaggi eroici e gli spiriti liberi che ha incontrato sulla propria via, che si tratti di skater, snowboarder o surfer. Ciò che davvero l'ha affascinata, però, sono le donne. Ecco perché il suo ultimo progetto The Free Life; Skate Stories, è una serie composta da splendide immagini di ragazze skater. Lo scopo di Hannah è quello di ridefinire l'esperienza femminile, andando oltre l'idea distorta di femminilità che ci trasmette la società e l'irreale ideale di bellezza che pubblicizzano i media. Per la fotografa queste giovani donne skater devono diventare una fonte d'ispirazione per le ragazze delle generazioni future. Le sue fotografie sono attualmente esposte alla Lomography Gallery Store a Soho e noi siamo riusciti a fare due chiacchiere con Hannah, che ci ha raccontato cosa significa combattere per l'uguaglianza di genere nello sport.

Lois Pendlebury, Stockwell

Come è nata la tua passione per la fotografia?
La possibilità di lavorare negli sport estremi è ciò che mi ha ispirata inizialmente. Sono stata assorbita da una cultura che si nutre di un senso di libertà senza limiti e mi trovo costantemente circondata da atleti e persone in cerca di avventure. Scatto in analogico perché mi diverte; non ho mai voluto essere una fotografa professionista, ma piuttosto una cantastorie. Nel 2012, Lomography mi ha chiesto di documentare il Go Skate Day, dove ho scattato una serie suddivisa in sei parti immortalando il mondo dello skate da diverse prospettive - la crew, la ragazzina, il padre dello skater e il principiante. Questa nuova serie, Skate Stories, è la collezione dei miei scatti degli ultimi quattro anni, nel corso dei quali ho avuto il privilegio di scattare donne eccezionali come Lucy Adams e Lacey Baker.

Come descriveresti la tua estetica?
Sono un'opportunista. Ho iniziato a dedicarmi a questo mondo perché Lucy Adams, pioniera dello scenario skate dell'Inghilterra, mi invitò a fare una gita a Malmö. Scattare in analogico è sempre un'incognita e incarna l'essenza di questa disciplina. Non posso non amare ciò che ne risulta.

Helena Long, Londra

Da dove nasce questo interesse per le donne nello sport?
Il mio scopo è sempre stato quello di mettere in luce il ruolo delle donne negli sport d'azione, sia come atlete che come esempio di vita in termini generali. Skateboard, surf e snowboard sono davvero utili, perché credo possano essere utilizzati come degli strumenti per aiutare le ragazze nei loro problemi di autostima. Questi sport ti permettono di vivere il momento, ti fanno sentire bene con te stessa, ma allo stesso tempo ti permettono di essere parte integrante di una cultura fantastica.

Lois Pendlebury, Stockwell

Che aspetti dell'universo femminile vuoi comunicare attraverso queste fotografie?
Voglio dare dei volti al mondo dello skateboard femminile, che è cresciuto in modo notevole negli ultimi quattro anni. È un mondo che spesso viene semplicemente etichettato come "skateboarding femminile", come se già questa definizione dicesse tutto, come se non ci fosse altro da dire. In realtà, però, da Helena Long a Stefani Nursing, le donne che skateano sono persone con motivazioni, caratteri e stili diversissimi.

Lacey Barker, LA

Qual è il pregiudizio più grande a proposito delle donne nello sport?
Sono la società e i media che dipingono gli stereotipi: le skater sono maschiacci, brutte, tutte lesbiche. Il mondo dello skate soffre in particolar modo di questi pregiudizi, anche se in realtà è composto da individui a cui non importa se sei maschio o femmina, sei uno skater e basta. Gli skate park sono pieni di abili atleti di tutte le età, non è come negli altri sport. Per questo motivo credo che lo skateboard abbia la capacità di sfatare questi falsi miti. Alla fine non importa cosa sembri, ma ciò che fai.

Samaria Brevard, LA

Qual è la parte migliore dell'essere una ragazza nel 2016?
È davvero emozionante essere donna oggi, almeno nella nostra parte del globo. Dobbiamo ancora combattere contro un sacco di ingiustizie, ma la consapevolezza si sta diffondendo rapidamente. Credo che le generazioni più giovani avranno molti esempi ai quali ispirarsi per poter comprendere cosa significa essere una donna di successo che non si lascia frenare dalle aspettative degli altri. Negli ultimi anni ho notato un cambiamento nel mondo in cui le donne si supportano a vicenda. Io ho un sacco di amiche che mi supportano e alle quali mi ispiro continuamente, inclusa una crew di nome The Free Life. Ci sono sempre nuovi gruppi, eventi e collettivi che nascono con lo scopo di supportare le donne, e quindi posso dire che essere donna nel 2016 è davvero una figata!

Lucy Adams, Sussex Crawley

Quali sono i tuoi sogni e le speranze per il futuro?
Agisco sempre con uno scopo ben chiaro in mente e ora è quello di aiutare le ragazze con i loro problemi di autostima. Negli sport d'azione, o comunque negli sport in generale, il tuo aspetto passa in secondo piano. Praticare uno sport fa bene alla tua salute mentale e ti permette di essere una persona equilibrata e soddisfatta: io voglio spingere le donne di tutto il mondo in questa direzione. La fotografia è un modo per dare alle ragazze degli esempi da seguire, ispirarle. Vogliamo meno modelle photoshoppate e donne più vere. Ora c'è molto più interesse nel mondo dello skate femminile e lo skateboarding sarà una disciplina alle Olimpiadi del 2020. Spero di averci messo del mio, dando la meritata attenzione alle donne che praticano sport d'azione. Ma di certo non mi fermo qui... 

Lacey Baker, LA

Samaria, LA

Stefani Nurding, Copenhagen

Crediti


Testo Tish Weinstock

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