​il padre del femminismo è giapponese, si chiama hayao miyazaki

Dalle eroine femministe senza paura allo strano e meraviglioso mondo composto da foreste abitate da creature fantastiche, spiritelli della polvere e"gattobus": è impossibile non lasciarsi incantare da questo studio d'animazione.

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apr 26 2016, 1:20pm

Quando il co-fondatore dello studio Ghibli Hayao Miyazaki ha annunciato il proprio ritiro dalle scene nel 2014, tutti temevano che la sua assenza avrebbe inevitabilmente portato alla chiusura del famoso studio d'animazione. Invece, la scorsa estate, è stata annunciata l'uscita di Quando c'era Marnie, ciò che si crede essere l'ultimo film originale dello studio, proiettato nelle sale italiane il 24 agosto scorso. Come se non bastasse, è stata divulgata anche la notizia che il regista olandese Michael Dudok è impegnato nella produzione di un'altra pellicola che vedrebbe l'altro fondatore dello studio, Isao Takahata, nei panni di produttore artistico. The Red Turtle debutterà al Festival di Cannes e sarà ufficialmente associato allo Studio Ghibli, provando una volta per tutte che il gigante dell'animazione non ha ancora intenzione di smettere d'incantarci. Durante i suoi 30 anni di attività, lo studio ha avuto il merito di realizzare il film giapponese che ha registrato più incassi in assoluto: nel 2003 La città incantata ha riscosso ben 300 milioni di dollari ai botteghini e si è portato a casa un Oscar per Miglior Film d'Animazione. Principessa Mononoke del 1997 ha avuto una sorte simile (almeno finché non è arrivato Titanic) guadagnandosi il titolo con il maggior numero d'incassi nella storia giapponese. Studio Ghibli ha realizzato ben 8 dei 15 film più di successo che sono stati esportati dal Giappone e la frizzante aria d'attesa che si respira dimostra quanto il pubblico apprezzi i loro film e non ne abbia mai abbastanza. Ma cosa rende lo studio così speciale e a cosa deve il suo successo internazionale?

Un leitmotiv che accomuna i film dello studio è la presenza di protagoniste femminili; tutta un'altra storia rispetto ai soliti stereotipi obsoleti che vanno tanto a genio al mondo di Hollywood. Principessa Mononoke è un film unico nel suo genere perché prende il tropo comune della "principessa in difficoltà dipendente da terzi" e lo capovolge completamente: al posto di una povera donzella in difficoltà troviamo San (per gli umani "la principessa spettro" ), un'eroina senza paura che combatte per difendere le foreste dalla distruzione. Spesso diventa violenta, è di tempra piuttosto aggressiva e perde la pazienza facilmente (è stata cresciuta dai lupi, dopotutto) ma sotto l'apparenza dura si nasconde una complessità e un'umanità tanto marcate da rendere San uno dei personaggi più interessanti nella storia degli anime. Lady Eboshi è altrettanto contraddittoria nella propria natura: ha le caratteristiche tipiche dell'antagonista, ma allo stesso tempo, nel tempo libero si dedica a salvare donne del luogo dal traffico di umani e aiutare i lebbrosi.

Un altro degli innumerevoli esempi di femminismo è Taeko di Pioggia di ricordi. Una giovane donna nubile che vive a Tokio e conduce un'esistenza fortemente condizionata dalla pressione esercitata dalla famiglia che la vorrebbe sposata e con una vita più "tradizionale". Taeko, tuttavia, sceglie di rifiutare una proposta di matrimonio per poter vivere come più le aggrada, secondo i propri principi. Queste donne eludono i classici stereotipi di genere; invece di perfette casalinghe lo studio Ghibli preferisce che le proprie protagoniste siano delle streghe, o delle meccaniche. Fio di Porco Rosso è la nipote 17enne del Signor Piccolo che si ritrova a fare la meccanica nell'azienda di famiglia e che, come ci si poteva aspettare, viene inizialmente accolta con scetticismo a causa del suo sesso e della giovane età. Nel corso del film si guadagna il rispetto generale dando prova della propria abilità e riuscendo persino ad evitare qualsiasi coinvolgimento sentimentale (più che raro per le protagoniste femminili dei film di qualsiasi genere). Ciò che rendo lo Studio Ghibli tanto amato è che è una sorta di antidoto contro eroine eccessivamente zuccherose della Disney e regala al pubblico delle figure femminili alle quali ispirarsi, delle protagoniste con talento e personalità.

L'elemento fantastico è un altro fattore che ha contribuito a decretare il successo dello Studio: i loro film di maggior successo sembrano essere il frutto di una geniale follia, che combina presenze demoniache e "gattobus" con avide streghe e culti buddisti. Oltre a una forte presenza di mitologia e spiritualità, ogni film comprende una morale che è facilmente applicabile ai valori umani. Principessa Mononoke, per esempio, è una storia pensata per attirare l'attenzione sulla distruzione delle risorse naturali da parte degli umani, mentre in elaborate teorie che si possono trovare online si sostiene che La città incantata faccia riferimento a temi scottanti come la corruzione e la prostituzione minorile. In un'industria cinematografica invasa dalle classiche storie d'amore smielate e da commedie demenziali, gli universi immersivi dello Studio Ghibli possono contare sul favore di un pubblico internazionale che vuole essere messo costantemente ala prova e vedersi costretto a scontrarsi con tematiche scomode. L'animazione viene spesso snobbata dall'industria cinematografica perché troppo spesso limitata alla definizione di "film per bambini". I film della Ghibli con bambini con protagonisti vengono banalmente liquidati con "una cosa troppo dolce e carina", ignorando ignobilmente tutte le tematiche sommerse, come il pacifismo in tempi di guerra e l'eco terrorismo. Kiki - consegne a domicilio, per esempio, è un film sorprendentemente toccante, che racconta l'infanzia di una giovane strega (e del suo fedele compagno, il gatto nero Jiji) mentre cerca di trovare un modo per controllare le proprie inusuali abilità. Nel corso del film Kiki incontra una fornaia che le permette di mettere a frutto le sue capacità, dedicandosi a consegne a domicilio a bordo della propria scopa. Tutto va bene finché, inspiegabilmente, Kiki sembra perdere la propria facoltà di volare. L'estetica sarà anche dotata di un'innegabile leggerezza, ma dopo la perdita dei suoi poteri Kiki entra in un circolo di depressione che rende Kiki - consegne a domicilio uno dei primi film anime ad affrontare i disturbi mentali all'adolescenza.

Seppur l'industria della cinematografia anime venga ancora spesso considerata un mercato di nicchia da buona parte degli stranieri, il continuo successo dello Studio Ghibli è la prova concreta che anche questo mondo può avere portata internazionale se affrontato nel modo giusto. Il suo successo potrebbe essere ampiamente dovuto all'atteggiamento progressista di Takahata e Miyazaki: l'enfasi che danno a complessi personaggi femminili li ha fatti distinguere in un'industria che è invasa dai luoghi comuni e da ruoli preconfezionati per le donne. Le eroine di Ghibli sono varie e ognuna è potente a proprio modo. Lottano contro la depressione, il confronto con i coetanei e i pregiudizi della società, affrontando ogni situazione servendosi unicamente delle proprie qualità uniche. Impliciti messaggi morali spingono lo spettatore a pensare a problematiche attuali, come la salute mentale, la potenzialità del pacifismo e l'impatto distruttivo dell'avidità umana sull'ambiente naturale. The Red Turtle sarà anche solo una collaborazione, ma il clima di vibrante attesa che si respira serve a sottolineare l'importanza che lo Studio Ghibli ha avuto e continua ad avere nel corso degli anni. Molti temono che non sarà la stessa cosa dopo il ritiro di Miyazaki e potrebbe anche essere così, però siamo anche certi che lo studio giapponese ha ancora qualche proiettile in canna.

Crediti


Testo Jacob Hall