la rimpatriata anarchica di hood by air autunno/inverno 16

Shayne Oliver è tornato a New York con una collezione esplosiva che invoca nuove prospettive e l'idea di pellegrinaggio contemporaneo.

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17 febbraio 2016, 12:40am

Shayne Oliver ha vissuto in Italia negli ultimi tempi e il mese scorso ha presentato la sua collezione uomo durante la settimana dedicata alla couture di Parigi. La sfilata autunno/inverno 16 si è rivelata in qualche modo una rimpatriata trionfante nella sua New York, e ne abbiamo respirato la forza e l'ispirazione dei padri fondatori. 

"Qui sono a casa, mi sento completamente a mio agio. Credo che qui posso esprimermi al meglio, in modo feroce, senza limiti," ci ha raccontato nel backstage di quella che consideriamo essere stata senza dubbio la sfilata più intensa che abbia mai fatto.  

Introdotti da un remix di "Formation" (courtesy di Total Freedom, che hanno reinventato la versione originale), i modelli si sono presentati su quella che a tratti è sembrata essere una performance teatrale più che una sfilata. Hanno cavalcato con grande energia la passerella su tacchi appuntiti in PVC lucidissimo e stivali inguinali con tacchi a spillo che si stagliavano contro i fari accecanti delle americane. La stampa in prima fila sgranava gli occhi dallo stupore e qualcuno che conosciamo si è infilato gli occhiali da sole. 

L'idea più eclatante di Oliver è stata quella delle parrucche - con tanto di arricciature e mollettine ai lati - che si è sposata perfettamente con l'immagine di un brillante creatore, come fu Amadeus. Oliver ci ha poi riferito backstage che queste parrucche sono state anche ispirate dalle pettinature dei giudici nell'era del colonialismo.  

"Ho feticizzato l'idea di uscire dagli Stati Uniti per poi ritornarci," ci ha detto Oliver. Non a caso l'invito alla sfilata era un biglietto aereo con tanto di posto assegnato e quest'idea del viaggio è stata ispirata da figure quasi apocalittiche come pellegrini e rifugiati.  

L'artista russo Slava Mogutin - che ha trovato asilo negli Stati Uniti dopo essere stato perseguitato nel suo paese per omosessualità - ha sfilato indossando un piumone lungo fino ai piedi realizzato in vinile rosso fuoco e nero notte. Se lo è portato appoggiato in testa come fosse stato un trofeo vinto dopo una battaglia estenuante. Data la situazione politica di Mogutin è chiaro il messaggio che ha voluto dare Oliver, sensibile alla crisi dei rifugiati. 

Probabilmente sarebbe troppo letterale dire che Oliver ha immaginato le persone come veri e propri pacchi da spedire, ma d'altronde come non notare le grandi etichette che le compagnie aeree usano per la spedizione delle valigie, qui strette al collo dei modelli. Evidente anche l'utilizzo smisurato di cellofan trasparente avvolto in multi strato sui cappotti. 

Questo total look è stato indubbiamente rivoluzionario. Oliver ha confermato il desiderio di realizzare capi indossabili da tutti, ma ha puntato soprattutto l'attenzione su come viviamo e in che contesto storico ci stiamo muovendo. Alcuni modelli hanno sfilato in bodysuit con la scritta "bitch" ricamata sul petto, altri indossavano cappotti in PVC oversize con sbuffi e arricciature sproporzionate, molti capi mostravano un logo rovesciato dell'iconico North Face ma in questo caso con la scritta "pilgrimage". Tutto questo e' il nuovo paradigma di Oliver che guarda ad un futuro post-rivoluzionario. È arrivato il momento di salire tutti a bordo. 

Crediti


Testo Alice Newell-Hanson
Foto Jason Lloyd Evans