Saint Laurent S/S 19

Water in fashion: le sfilate più iconiche a tema acqua

L'acqua è simbolo di (ri)nascita, un concetto rappresenta alla perfezione il mood da cambio di stagione.

di Federico Rocco
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22 marzo 2021, 11:49am

Saint Laurent S/S 19

Questo articolo è apparso originariamente su i-D Italy nel 2018. In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, abbiamo deciso di riproporvelo.


A volte, quando ci sentiamo assaliti dal peso dell’esistenza, basta solo fare un passo indietro e mettere tutto in prospettiva. Per la moda sono tempi duri, e quando i tempi si fanno incerti sembra diffondersi tra i designer una necessità quasi primordiale di ritornare alle origini, di recuperare il legame arcaico con gli elementi primigeni del cosmo, dai quali tutto ha avuto origine e ciclicamente rinasce—proprio come in primavera. E quale elemento più dell’acqua rappresenta questo concetto?

Sarà per la trasparenza e la schiettezza dell’elemento, per il suo innato minimalismo o per la sua universale adattabilità, ma proprio l’acqua è stata spesso la protagonista delle sfilate più controverse. Ripercorriamo così il modo in cui diversi brand hanno riflettuto sulla simbologia e i significati dell’acqua.

Carol Christian Poell S/S 2004: Mainstream Downstream

Quando si assiste a corpi inermi trasportati dalla corrente, di solito si tende a pensare a qualcosa di preoccupante o di un pericolo imminente. Insomma, deve essere successo qualcosa di grave. Ecco, provate a mettervi nei panni della folla affacciata lungo i Navigli milanesi quando è stata presentata Mainstream Downstream di Carol Christian Poell nella primavera 2004. Una processione di corpi a galla, spinti dalle acque torbide dei canali meneghini, presentava gli abiti della collezione. Un messaggio di anticonformismo, di protesta contro le tendenze di stagione—flussi vorticosi ai quali spesso ci si abbandona—e soprattutto di sovvertimento del sistema moda. Ma anche un effetto shock non da poco. Nessuna prima fila né backstage. Solo corpi umani trasportati placidamente, senza opporre resistenza.

Alexander McQueen S/S 1998: “The Golden Shower”

Sfilata Alexander McQueen 1998

Molti degli show di Alexander McQueen sono passati alla storia. Quello della S/S 1998, originariamente senza un titolo ufficiale, è entrato negli annali come The Golden Shower. In pieno stile McQueen, intrisa magnificamente dell’estetica fine anni Novanta, la collezione vede blazer iperstrutturati e longuette da segretaria, miniabiti laserati, canottiere trasparenti e frange di pelle. Illuminati da un faro dorato, quasi come un miraggio, gli ultimi look della collezione sfilano sotto una flebile pioggia, di quelle che gonfiano i capelli. L’empatia, per McQueen, è sempre stata parte fondamentale delle sfilate, e così il sentimento di catarsi finale, in questo caso dato dalla pioggia purificatrice. Il mascara e il rossetto colano scuri sui volti delle modelle, i capi in cotone e jersey bianco, intrisi d’acqua, si fanno trasparenti, fradici e aderenti ai corpi, ora freddi e disturbanti. Una doccia non purificante ma portatrice di qualcosa di sinistro e vibrante, in pieno stile McQueen.

Chanel Croisiére 2010

Spesso anche il senso dell’udito gioca la sua parte nel fashion system, dove la vista è la protagonista assoluta. Inutile dire che, per la collezione Croisiére 2010, il setting pensato dalla maison Chanel punta il tutto per tutto proprio sulla colonna sonora. Al tramonto di una giornata estiva, sulla sabbia del Lido di Venezia, sotto la luce calda dei fari puntati su una passerella di legno da spiaggia, avviene la lenta e placida processione di fanciulli efebici e giovanissimi, di ragazzine in chemisier monacali e istitutrici in nero. In un’atmosfera intrisa del sex-appeal tanto nascosto quanto potente di Morte a Venezia, rifacendosi alla calma del libro di Thomas Mann e all’estetica di Visconti, quello che più di tutto emerge è proprio il rumore del mare. L’acqua come sfondo della scena, una vera e propria colonna sonora al cento per cento naturale.

Chanel S/S 2012

Non ci si stupisce che Chanel compaia ben due volte. I venti minuti di sfilata sono l’apice di mesi e mesi di intenso lavoro, e sfoggiarli in grande stile è fondamentale. Per la S/S 2012 Chanel ce lo dimostra ancora una volta. Sotto le volte ferrate del Grand Palais di Parigi, location simbolo di ogni sfilata firmata da Lagerfeld, si materializza un gigantesco fondale marino in total white. Un’abbacinante visione lattea di coralli, pietre levigate, perle, conchiglie e bolle attorniate da meduse, razze e pesci tropicali, tutti monocolore. Bianco, nero, tratti grafici. La collezione domina la location corallina, e come se non fosse già abbastanza, Florence Welch dà il colpo di grascia uscendo da una conchiglia come una sirena mentre canta What the Water Gave Me. L’acqua è l’habitat della donna Chanel 2012.

Iris Van Herpen F/W 2017

Le sfilate di Iris Van Herpen sono spesso viaggi negli anfratti cerebrali più intimi e personali della stilista, luoghi dove il sentimento generale è quello di un attaccamento sincero e affettivo. Le modelle della collezione F/W 2017 avanzano piano e silenziosamente; gli abiti, estremi ed emozionali al tempo stesso—e proprio per questo tratti iconici della stilista—, trasportano il pubblico altrove. Nel frattempo, all’interno di teche di vetro riempite d’acqua, cinque musicisti da camera danesi suonano i loro strumenti, completamente sommersi nell’acqua. L’acqua attutisce i suoni, rendendo il tutto ancora più surreale e ovattato, quasi, a detta di alcuni, come i suoni percepiti all’interno del ventre materno. Il contrasto con gli abiti stampati in 3D e le fibre sintetiche salta all’occhio prepotente, rendendoli ancora più Van Herpen.

Fendi Couture F/W 2016

La moda romana è legata a doppio filo a due brand che ne incarnano alla perfezione lo spirito e la storicità: Valentino e Fendi. Entrambe le storiche maison hanno reso omaggio negli anni all’Urbe, ma tra le due Fendi vince sicuramente il premio location. La storica maison di via del Corso installa una passerella trasparente sulle acque della fontana di Trevi, sopra alla quale sfilano le modelle. Pellicce intricatissime e super artigianali, indossate da top d’eccezione come Kendall Jenner e Bella Hadid, sfilano nell’ora del tramonto. Serve altro per costruire una sfilata memorabile?

Saint Laurent S/S 2019

Sfilata Saint Laurent S/S 2019

Ad Anthony Vaccarello piace impressionare gli spettatori. Ed è facile riuscirci con uno specchio d’acqua nero in cui si riflettono dieci palme sintetiche in negativo. Le modelle, dentro a minigonne e tuxedo striminziti, body sgambati, chiffon lunghissimi e platform torreggianti avanzano sicure di sé, senza guardarsi indietro. Alle loro spalle la Tour Eiffel illuminata, specchiata nella infinity pool della passerella, si impone sulla scena, minacciosa e incredibile. Strizzate in completi animalier o super sexy in body, con camperos di pitone o su sandali a filo interdentale, le teenager Vaccarello non guardano in faccia niente e nessuno. L’acqua le riflette e loro volano, come sospese in aria.

Chanel S/S 2019

Sfilata Chanel S/S 2019

Se la montagna non viene da Maometto, Maometto va alla montagna. Questo è il motto di Karl Lagerfeld. Per la primavera estate 2019, ancora una volta all’interno del Grand Palais di Parigi, la maison Chanel allestisce un vero e proprio mondo parallelo. Fuori piove, ma all’interno, tra gli urli dei gabbiani e lo sciabordare delle onde, sembra di essere a Saint Tropez o a Saint Barth. Le ragazze, scalze e iper leggere, non sembrano preoccuparsi del tempo che passa. Inesorabili avanzano, come le onde sulla spiaggia, godendosi la sensazione tattile dell’acqua che scorre poco lontano.

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Crediti

Testo di Federico Rocco
Immagine di copertina di Mitchell Sams

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