Foto di Carlos Pareja su gentile concessione di Joe Dekn

questo artista si è fatto impiantare un radar negli zigomi

Abbiamo incontrato l'artista-cyborg spagnolo che sta superando i confini della body-modification.

di Raquel Zas
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25 ottobre 2018, 11:13am

Foto di Carlos Pareja su gentile concessione di Joe Dekn

Più la tecnologia diventa parte integrante delle nostre vite, e più ci sembra naturale pensare che i cyborg siano il passo più logico nell'evoluzione dell'essere umano. Naturalmente, c'è chi ha scelto di mettersi in prima linea in questo processo, trasformando alcune parti del proprio corpo in macchinari.

Uno di loro è l'artista Joe Dekni, che la scorsa settimana si è fatto impiantare un dispositivo elettronico negli zigomi. Si tratta di un organo artificiale basato sull'ecolocalizzazione, il sonar biologico di cui si servono pipistrelli e delfini per localizzare, identificare e stimare la distanza degli oggetti che li circondano. Nello specifico, tramite l'operazione Dekni spera di sentire le vibrazioni dell'ambiente in cui si trova. Il tutto è avvenuto all'interno dello spazio Transpecies Society di Barcellona come parte di una performance artistica che comprendeva anche installazioni audiovisive.

Joe ha 22 anni e si definisce "un artista, o forse un alchimista." A ispirarlo nell'inserire una protesi di questo tipo all'interno del suo corpo è stato Neil Harbisson, la prima persona al mondo ad essere stata legalmente riconosciuta come cyborg da un governo. "L'idea di poter percepire l'invisibile e il paranormale mi intrigava, così ho deciso di sviluppare un dispositivo di ecolocalizzazione simile a quello di pipistrelli e delfini," ha spiegato Joe ai nostri colleghi di i-D Spagna dopo la performance. La decisione di effettuare l'operazione in pubblico è un tentativo, invece, di dimostrare che ampliare i nostri sensi è un'opzione oggi assolutamente percorribile. "È solo un modo diverso di vivere la nostra vita," come afferma lui stesso.

"La prima cosa che ho provato quando ho percepito le vibrazioni è stato un senso di piacere, seguito da un'immediata gratificazione. Un po' come quando ti tatui, ma più intenso. E poi sono arrivati felicità e dolore contemporaneamente," ha spiegato. "La tecnologia oggi ci permette di addentrarci in mondi sconosciuti. Con questo progetto spero di riuscire a percepire il non-fisico, così da poter proseguire questo percorso di sviluppo personale."

Una cosa è certa, ora come ora: la tecnologia aiuterà sempre più persone a migliorare la qualità delle loro vite. Ed è proprio questo l'obiettivo definitivo della Fondazione Cyborg di Harbisson: "essere parte integrante del progresso."

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Neil Harbisson
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Questo articolo è originariamente apparso su i-D Spagna