torbjørn rødland fotografa assurdità e contraddizioni dell'adolescenza

Abbiamo incontrato il fotografo norvegese per parlare del suo amore per le associazioni più insolite e del simbolismo che si nasconde dietro i volti degli adolescenti.

di Nadja Sayej
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30 novembre 2017, 2:05pm

Bodybuilder. Dolcetti alla cannella. Pigiama a pois. Non c'è modo di prevedere quale sarà il prossimo soggetto di uno scatto del fotografo basato a Los Angeles Torbjørn Rødland.

Il lavoro dell'artista norvegese ricorda la fotografia commerciale, ma l'impressione è che la lente attraverso la quale scatta sia distorta. Gli elementi che rendono un'immagine vendibile ci sono tutti: l'alta risoluzione, le modelle bellissime, il bilanciamento della luce, la messa a fuoco tagliente. Eppure, Rødland riesce ad andare oltre tutto ciò, a scavare in profondità creando scatti misteriosi e donchisciotteschi. L'obiettivo sembra essere quello di farci impazzire, di farci riflettere sulle domande senza risposta che portiamo dentro di noi.

La sua nuova mostra Back in Touch si aprirà al C/O Berlin Photography Museum il 9 Dicembre e presenterà immagini create gli ultimi cinque anni della sua ventennale carriera; 25 scatti in totale, ognuno dei quali rappresenta un enigma da risolvere.

Quando gli chiedo se le sue fotografie sono una sorta di puzzle, Rødland risponde in modo unico: "sì, è un puzzle, ma non un puzzle normale: la soluzione esiste solo nella mia mente," mi spiega al telefono da Laurel Canyon.

Up from Eden No. 2, Torbjørn Rødland, 2013-2014

Partendo dal presupposto che Rødland, che ha 47 anni, fotografa molte (anche se non solo) giovani modelle, mi chiedo se il titolo della mostra, Back in Touch, [di nuovo in contatto, ndt] voglia suggerire un ritorno allo zeitgeist dopo un periodo di distacco.

"Back in Touch significa tornare a essere in contatto dopo essersi allontanati," mi spiega. "Il nostro intero vocabolario è profondamente influenzato dalla fotografia commerciale e di lifestyle, ma invece che analizzarla in modo critico—seguendo quindi la strada post-moderna dell'esporre la vacuità di questo linguaggio e il ridicolo della sua iconografia—cerco trovarci un valore, un elemento positivo."

Rødland aggiunge poi che "uso questo linguaggio per riconnettermi a qualcosa di più umano, più in linea con le nostre speranze, paure e paranoie."

Wordless No. 3, Torbjørn Rødland, 2010-2017

La mostra si apre con alcuni lavori presentati da Rødland durante l'estate all'Air de Paris e nella galleria Nils Staerk di Copenhagen. Ann-Christin Bertrand, la curatrice del C/O Berlin, ha selezionato una serie di scatti da entrambe le esposizioni, alcuni dei quali appartengono alla serie Wordless, in cui il fotografo immortala i volti di giovani millennials tra le mani di persone più anziane.

"Questa mostra è stata curata in modo da essere concentrata sulla gioventù," mi racconta Rødland. "È interessante vedere quali dei miei statti altre persone preferiscano." C'è un'immagine di macchine fotografiche usa e getta sparse sul pavimento, in un'altra si vedono delle zeppe rosa e c'è anche una ragazza il cui perizoma viene tagliato con le forbici.

Rødland eccelle nel creare contrasti che mettono l'osservatore a disagio, come in Stockings, Jeans and Carpeted Stairs, dove un bodybuilder tiene tra le mani il piede di una donna che indossa calze a rete.

"Trovo interessante lasciare che i contrasti emergano liberamente dalle mie fotografie," commenta l'artista. "Uno richiama l'altro."

Untitled, Torbjørn Rødland

Sono proprio queste contrapposizioni a suscitare nuove domande. "Quando c'è più di una persona nello stesso scatto, il risultato è più convincente se la coppia è insolita, se c'è una differenza d'età, proporzione o etnia, qualcosa che trasmetta un messaggio. Esattamente ciò che non accade nella fotografia commerciale, in cui tutti i soggetti tendono a essere molto simili," mi spiega Rødland. "Voglio che le contrapposizioni abbiano un significato emotivo, devono essere profonde e intuitive, non casuali."

Rødland dà inoltre vita a una tensione che nasce dal combinare freddezza chirurgica e sensualità. Un esempio è in questo caso Goldene Tränen [lacrime d'oro, ndt] in una modella sembra versare lacrime di miele.

I suoi soggetti sono spesso amici di amici, a volte modelle trovate attraverso agenzie e in altri casi persone che l'artista incontra online o agli eventi. "Sono attratto da determinati archetipi, dalle persone che rappresentano qualcosa in più che loro stessi," mi dice.

The Cut, Torbjørn Rødland, 2016

Nel corso degli anni, Rødland non ha mai smesso di sperimentare. Non ha una formula magica per scattare la foto "giusta", nonostante faccia questo lavoro da più di 25 anni, resistendo sempre e comunque all'idea di essere conosciuto per un soggetto specifico.

"Alcuni artisti trovano la loro formula e continuano a replicarla per anni; sicuramente, questo è un modo per avere successo," commenta. "Un'ottima qualità potenzialmente ripetibile all'infinito è esattamente ciò che vogliono i collezionisti. Ma io preferisco provare qualcosa di diverso ogni volta."

Il risultato sono immagini che spesso nascondono un qualcosa di misterioso anche al loro creatore stesso. È solo il mattino dopo una sessione fotografica che Rødland inizia ad analizzare i suoi scatti. "Ci dormo sopra, perché credo che la notte mi aiuti a ridefinire il significato del mio lavoro. Dopodiché, sviluppo le immagini e le appendo al muro per poterle capire meglio."

Cinnamon Roll, Torbjørn Rødland, 2015

Dopo un decennio a Oslo, Rødland vive oggi a Los Angeles da altri sette anni. La maggior parte degli scatti presenti in Back in Touch sono stati fatti proprio a L.A. e il cambiamento post-trasferimento è più che evidente nel suo lavoro, che in precedenza era spesso caratterizzato da una certa freddezza norvegese.

"Los Angeles vive di nascondigli," mi dice Rødland. "Ci isoliamo per far sì che le celebrità si sentano a loro agio, che abbiano una loro normalità. Passiamo la maggior parte delle nostre giornate tra automobile e casa." Nei suoi lavori di oggi c'è però una certa solarità, qualche volta addirittura una spiaggia sullo sfondo. From Eden No. 2 ritrae ad esempio una modella immersa nella luce di Los Angeles, mentre Birthday Shoes risplende nella morbida aria di West Hollywood.

Ma Rødland non insegue le celebrità, mai. "Ho rifiutato di fotografare un sacco di gente famosa, perché semplicemente non mi interessa," ammette candidamente. "Mi distrae da ciò che voglio fare davvero."

Una volta ha però fotografato Paris Hilton per Purple, chiedendole di non farsi truccare e lasciare il viso completamente pulito. "Alla fine non ha ceduto, ha voluto truccarsi a tutti i costi," ricorda il fotografo.

Birthday Shoes, Torbjørn Rødland, 2016

Strana coincidenza, Rødland vive oggi nell'ex appartamento della Hilton, dove la celebrity si era trasferita dopo aver lasciato la casa dei genitori a vent'anni e che è poi diventata lo sfondo del suo reality show The Simple Life.

Allo stesso modo, le immagini di Back in Touch catturano proprio le imperfezioni della crescita, lo spirito indomabile degli adolescenti. "I giovani adulti sono il simbolo di un periodo ricco di possibilità," dice. "È un processo d'evoluzione che mostra come le persone si trasformino, diventando sempre più empatiche e complesse nel corso degli anni. Nella fotografia posso ritrarre l'inizio di questo processo, ma anche chi non ce la fa a portarlo a termine."

È possibile visitare la mostra “Back in Touch” presso il C/O Berlin Photography Museum dal 9 Dicembre 2017 all'11 Marzo 2018.

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