i primi selfie della storia? probabilmente sono quelli di vivian maier

Ha scattato più di 150.000 foto, ma in totale anonimato. Solo dopo la sua morte le è stato riconosciuto il successo che meritava.

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22 marzo 2019, 2:40pm

Indipendente, intraprendente e dinamica: questi sono sono alcuni degli aggettivi che ci parlano di Vivian Maier, una delle figure più complesse e misteriose della fotografia. È considerata tra i maggiori esponenti della street-photography, genere perlopiù sconosciuto durante la sua epoca.

Vivian è misteriosa perché le sue opere di sono state rese note soltanto dopo la sua morte, quando l’agente immobiliare americano Jhon Maloof comprò casualmente a un asta—per l’irrisoria cifra di quattrocento dollari—una scatola contenente svariate centinaia di negativi. Solo sviluppandoli Maloof scoprì il talento di Vivian, di cui decise di ricostruire la storia e successivamente, affascinato dalla bellezza delle sue fotografie, pubblicarle su Flickr riscuotendo un enorme successo.

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Vivian Maier, Self-portrait, 1953 40x50 cm (16x20 inch.) Framed: 53,2x63,4 cm ©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

Vivian Maier nasce il 1 Febbraio 1926 a New York, secondogenita di Charles Maier e Maria Jaussaud, rispettivamente di famiglia austriaca e francese. Nel 1929, dopo la separazione dei genitori, Vivian si trasferisce con la madre nel Bronx. Stanno a casa di Jeanne Bertrand, una nota fotografa dell’epoca che accende l'interesse di Vivian per la fotografia. Trascorre la giovinezza tra la Francia e New York, viaggiando per tutto il Nord America e documentando tutto con la sua Rolleiflex.

Precisione e tecnica fotografica sono alcuni dei tratti distintivi della fotografia della Maier, che nel 1956 si stabilisce definitivamente a Chicago, iniziando a lavorare come governante a tempo pieno. Questa professione la accompagnerà per gran parte della sua vita, ma Vivian non dimenticherà mai la passione per la fotografia, scattando per le strade e utilizzando il suo bagno come camera oscura.

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Vivian Maier, May 1976 30x40cm (11x14 inch.) Framed: 40,5x50 cm ©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

Famosi sono i suoi autoritratti, nelle vetrine dei negozi o negli specchi, nei quali non guarda mai nell’obiettivo, ma sempre altrove. Nonostante il lavoro, Vivian continuerà a viaggiare in tutto il mondo, visitando Filippine, Thailandia, India, Yemen, Egitto, Francia e Italia con la sua macchina fotografica sempre appesa al collo.

La sua vita prosegue con semplicità, finché nel 2009 morirà nell'anonimato più totale. Sarà la famiglia Maloof, dopo la scoperta dei negativi, a fare una lunga ricerca su di lei, da cui negli ultimi anni sono nati numerosi libri, documentari, film, mostre e articoli.

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Vivian Maier, New York, 1953 40x50 cm (16x20 inch.) Framed: 53,2x63,4 cm ©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

La spontaneità dei suoi scatti—che ritraggono New York e Chicago tra persone, oggetti trovati nella spazzatura, animali e dettagli architettonici—rende il suo stile ancora oggi attuale. Il suo punto di vista, unico e personale, si concentra sul fascino delle strade e di chi le abita, cogliendo dettagli apparentemente banali ma pieni di significato.

Come ci spiega Marvin Heifermann: "Seppur scattate decenni or sono, le fotografie di Vivian Maier hanno molto da dire sul nostro presente. E in maniera profonda e inaspettata. Molti di noi condividono il suo stesso desiderio e il suo impulso di fare fotografie—e grazie alla tecnologia digitale a nostra disposizione, oggi lo possiamo fare."

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Vivian Maier, Untitled, Chicago, IL, August 1976 30x40cm (11x14 inch.) Framed: 40,5x50 cm ©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

E continua poi: "Se con Facebook, Flickr, e Instagram oggi siamo in grado di produrre immagini e con un semplice click proiettarle in tutto il mondo, l’innegabile talento di Vivian Maier, abbinato al fermo proposito di mantenere la propria attività di fotografa come una questione privata, ci affascina e al tempo stesso ci confonde.

Non può però sorprenderci: in un’epoca in cui la fotografia viene ridefinita, cambiano anche gli autori che troviamo più interessanti e stimolanti. Proprio come Maier, noi oggi non stiamo semplicemente esplorando il nostro rapporto col produrre immagini ma, attraverso la fotografia, definiamo noi stessi.”

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Vivian Maier, New York Public Library, New York, c. 1952 40x50 cm (16x20 inch.) Framed: 53,2x63,4 cm ©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
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Vivian Maier, Untitled, 1954, New York 40x50 cm (16x20 inch.) Framed: 53,2x63,4 cm ©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

La mostra Vivian Maier - Street Photographer è visitabile fino al 7 maggio presso le Scuderie del Castello Visconteo a Pavia. Trovate qui tutte le informazioni.

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Crediti


Immagini su gentile concessione dell'ufficio stampa CLP Relazioni Pubbliche
Testo di Benedetta De Fazio