Sies Marjan, Ludovic de Saint Sernin, Dior | Fotografia di Mitchell Sams

nelle sfilate si sta facendo largo un nuovo ideale di mascolinità

I designer di Parigi stanno rimpiazzando completi a spalle larghe e silhouette "virili" con tanga e asciugamani striminziti indossati come gonne.

di Mahoro Seward; traduzione di Benedetta Pini
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31 luglio 2019, 7:30am

Sies Marjan, Ludovic de Saint Sernin, Dior | Fotografia di Mitchell Sams

Il sesso vende, sempre. Questa legge esiste sin dalla notte dei tempi, e la moda è forse il settore in cui viene dimostrata al massimo la sua validità. Che il corpo venga messo in bella vista o nascosto, i designer hanno sempre puntato sulla sensualità, rendendola il trend costante degli ultimi 100 anni. Questo non significa, però, che si è trattato sempre dello stesso tipo di sensualità, anzi, nel corso della storia della moda si è manifestata in modi sempre diversi e le scelte dei designer sono state una risposta a ciò che il contesto politico e sociale considerava sensuale in un determinato periodo storico, o viceversa hanno di volta in volta determinato i parametri della sensualità. Oggi, in un momento in cui il concetto di identità di genere si sta modificando alla velocità della luce, l’idea di ciò che rende sexy un uomo non è mai stata così fluida. Lo scorso mese a Parigi alcuni designer della PFW si sono schierati contro il monopolio dall'estetica sportiva tutta muscoli, offrendo look alternativi, più agili e fini, pensati per l’uomo della prossima estate.

Nella sfilata a bordo piscina della collezione SS 20 di Ludovic de Saint Sernin, una Parigi afosissima è diventata una vera e propria sauna rigenerante, che ha offerto una versione sensuale ma al contempo delicata dell'uomo di domani. Dopo essersi fatto un nome con i suoi slip stringati incredibilmente succinti, di pelle o maglia a coste, e con delle infradito maschili fatte a mano all'uncinetto, non c'è da stupirsi se il designer ha deciso di spingersi oltre e fare qualcosa di ancora più sovversivo. Il look che in passerella ha rappresentato meglio questa intenzione era, ovviamente, la gonna-asciugamano ormai diventata virale, che lascia ben poco all'immaginazione. Ma è stata la delicatezza intrinseca degli altri capi, per quanto sensuali, a lasciare a bocca aperta gli spettatori. Un abito spezzato, cucito magistralmente su misura in pura organza bianca, è stato bagnato per fare in modo che il tessuto aderisse al torso dei modelli.

Pezzi come i top attillati con trompe l'œil di macchie di sudore, realizzati con strati sovrapposti di maglierie sempre più rade, sono andati ancora oltre, offrendo una sorta di versione maschile e sovversiva della massima di Carine Roitfeld: "Essere francesi è essere sexy senza mostrare nulla". La sensualità di Ludovic si basa infatti su un attento gioco al nascondino che richiama l'epoca di Tom Ford da Gucci - uno studiato equilibrio tra il sapere esattamente quanto mostrare e quanto nascondere.

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Ludovic de Saint Sernin

Ha proseguito con una dose analoga di volgarità soft anche Sies Marjan, che ha fatto il suo doppio debutto: prima volta nel programma della PFW e prima collezione uomo. Rispetto al vapore di Ludovic, però, il direttore creativo del brand Sander Lak ha optato per una cottura più lenta: la vulnerabile maestosità del corpo nudo maschile è rimasta implicita, piuttosto che esposta sfacciatamente.

I momenti più sovversivi del suo spettacolo sono stati quelli in cui ha operato una decostruzione dei capi e delle silhouette che solitamente vengono associate alla sensualità maschile. Le camicie botton-down color baby pink presentavano delle strisce bianche e blu che strizzavano l'occhio all'attitudine del tipico ragazzo di città, ma le somiglianze finivano lì: il tradizionale colletto è stato sostituito da uno scollo a baca e i due bottoni in alto sono stati tolti per lasciare il petto in bella vista. C'erano anche soprabiti in finta pelle di coccodrillo che si stringevano attorno alla vita così da dare alla silhouette una forma a clessidra. E poi camicia e pantalone di raso color blu jeans con una serie di tasche marrone chiaro che mandavano in confusione la vista con tutto quel denim. D'altronde il delicato tocco di seta di Sies Marjan non è una novità, anzi, dopo tutto è proprio per i suoi abiti sensuali in seta dai colori intensi che il designer di New York si è guadagnato una reputazione.

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Sies Marjan

Per Dior Kim Jones - a un anno dalla sua nomina come direttore artistico del settore uomo - ha adottato un approccio simile, integrando motivi femminili all'interno della collezione. Tuttavia, sono entrate in gioco alcune restrizioni per lui. Mentre marchi come Sies Marjan e Ludovic de Saint Sernin sono riusciti a sfruttare al massimo questa ventata di novità, creando audaci nuove proposte senza dover tener conto del passato, la sfida è stata un po' più complessa per Dior, dove i designer devono lavorare all'interno del contesto codificato della maison. Basta pensare che fino a poco tempo fa il loro abbigliamento maschile era noto proprio in quanto rispecchiava l'archetipo maschile a spalle larghe, specializzato in abiti cuciti perfettamente su misura. A differenza dei suoi concorrenti più giovani, infatti, Mr. Jones non ha compromesso la rigidità dei tagli. Ha scelto invece di inserire motivi romantici, rimanendo all'interno della solita attitudine haute-couture di Dior - sia con il ritorno dell'ampia fascia di raso della scorsa stagione, sia con le spille di mughetto, il fiore preferito di Monsieur Christian. In altri capi, l'iconica stampa toile de jouy è comparsa in primo piano su tute e camice traslucide.

È piuttosto evidente che sta avvenendo un cambiamento radicale nel modo in cui la moda vede l'uomo ideale, un uomo che non ha paura di sperimentare e trae forza dalla sua capacità di mostrare una certa delicatezza. Ma come queste proposte sulla nuova sensualità maschile si tradurranno nella vita al di fuori delle passerelle? A luglio 2020 vedremo davvero ragazzi passeggiare per Broadway Market con minigonne-asciugamano e camicie a spalle scoperte? Incrociamo le dita, ma non è qualcosa su cui avremmo la certezza di scommettere. Tuttavia, questo non riduce la portata simbolica di queste proposte. Proprio come il New Look di Monsieur Dior o la minigonna di André Courrèges, i cambiamenti in passerella possono avere effetti anche molto ampi sul modo in cui ci presentiamo nel mondo. Queste versioni più delicate di uomini sexy potrebbero sembrare estranee o persino intimidatorie per alcuni, ma in un momento in cui i designer si stanno progressivamente allontanando dai modelli preesistenti dell'attrattività maschile - scegliendo di esplorare orizzonti ancora sconosciuti di come un uomo si può vestire - questa nuova sensualità soft diventerà sempre più normale.

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Dior

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Fotografia Mitchell Sams

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