Fotografia di Molly SJ Lowe

perché nessuno può competere con la haute couture di iris van herpen

Se c'è qualcuno che sa spingersi oltre i limiti del concetto stesso di abito, quel qualcuno è Iris Van Herpen.

di Osman Ahmed
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09 luglio 2019, 10:54am

Fotografia di Molly SJ Lowe

Per poter vantare il nome di Haute Couture, una collezione deve rispettare una serie molto rigida di regole stabilite dalla Fédération de la Haute Couture et de la Mode, l'equivalente francese della nostra Camera della Moda. Secondo uno di questi severi dettami, gli abiti devono essere realizzati interamente a mano, il che significa che, anche nel 2019, la Couture è ancora indipendente.

Va da sé quindi che la tecnologia sia l'antitesi della Couture, una minaccia al suo futuro, nonostante le infinite potenzialità che le nuove frontiere del virtuale consentirebbero. Ma questo non è il caso di Iris van Herpen, designer basata ad Amsterdam che ha fatto dell'andare oltre i confini della moda contemporanea la principale caratteristica del suo brand. Per lei, artigianato e lavorazioni meccaniche vanno di pari passo, tradizione e tecnologia possono indulgere in armoniose danze a due, mentre innovazione e ispirazione possono portare a un design pionieristico e rivoluzionario.

Nessuno può competere con la Haute Couture di Iris van Herpen, perché nessuno intende l'Haute Couture come la intende lei. Non esiste altro designer al mondo capace di unire moda e tecnologia con la sua assoluta, totale, eterea maestria.

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"Se pensiamo alle nostre vite di oggi, è impossibile non renderci conto di quanto la tecnologia sia parte essenziale del modo in cui pensiamo, interagiamo tra noi e, in generale, affrontiamo la vita," ha spiegato Iris prima della sua sfilata. "La Couture si sta evolvendo, e la tecnologia può portare questo settore nel 21esimo Secolo. Offre nuove possibilità nella creazione di materiali e tessuti, che possono finalmente essere più sostenibili e avere quindi un minor impatto sull'ambiente."

Grazie a questa consapevolezza, van Herpen lavora con scienziati, architetti, scultori e matematici, oltre che ovviamente una serie di artigiani d'atelier specializzati. E mentre altri designer pensano ai prossimi sei mesi, Iris sta pensando al prossimo secolo.

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Per questa ultima collezione ha collaborato con lo scultore cinetico ambientale Anthony Howe, che crea sculture all'aperto grazie all'energia eolica, creando così un effetto ipnotico e dinamico. Il risultato è stata un'installazione che ha costituito il fulcro del suo spettacolo, ma anche un abito dal magnetismo vitale che ha suscitato una sinfonia di sospiri dal pubblico. L'abito finale, chiamato Infinity, è stato realizzato con piume bianche (è per la sposa Couture, dopotutto) e aveva un esoscheletro meccanico di ali che salivano a spirale lungo la passerella.

Ci sono voluti quattro mesi di lavoro per implementare nell'abito la tecnologia 3DS Max, il rendering Octane, l'acciaio inossidabile tagliato al laser e l'alluminio collegato a una struttura in fibra di vetro, e poi meccanizzare il tutto dall'interno. All'esterno, invece, l'abito è alimentato dal vento e dal movimento. "Ogni ala è collegata a quella successiva, quindi se tutte non funzionano alla perfezione, l'intera struttura si blocca," ha chiarito Iris. "È molto simile alla natura - ogni elemento è legato a doppio senso a quello successivo. C'è una fragilità in tutto ciò, e gli schemi della natura si stanno dissolvendo."

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In un'altra sezione parte, mille strati di organza sono stati rifiniti con una sorta di disossatura tagliata al laser (biodegradabile, anche se dubitiamo qualcuno vorrà mai smaltire tale abito). Ma c'erano anche abiti nu-Delphic realizzati con la tecnica del glitch, con migliaia di pezzi ondulati a formare indumenti surreali che danzano ipnoticamente intorno al corpo mentre si muove (la designer ha una formazione nel mondo della danza classica, che nel design si traduce in abiti che quasi prendono vita attorno al corpo). I colori prendevano spunto dal suminagachi, una tecnica pittorica giapponese a base di acqua, che aggiungeva un'ulteriore senso di etereo, rendendo il risultato finale simile all'aspetto di una creatura marina.

Iris impiega mesi e mesi per creare le sue collezioni, in modo da poter realizzare abiti davvero unici, che esplorano i temi a cui è interessata. "La moda oggi riguarda quantità e velocità, e la Couture è l'opposto di entrambi questi concetti," conclude. "Quando qualcuno si rivolge a noi per un abito, lo fa perché sta cercando un'opera d'arte da indossare. Vuole percepire l'artigianalità di ciò che facciamo, vuole avere in mano un oggetto da lasciare in eredità ai propri figli. È un concetto essenziale, ed è quello che mi permette di reinventarmi a ogni collezione."

Insomma, che si tratti dell'ultima settimana o del prossimo secolo, Iris van Herpen si sta facendo un nome nella storia della moda.

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Fotografia di Molly SJ Lowe

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK