Fotografia di Rosario Rex di Salvo

Lucio Corsi, menestrello contemporaneo che canta di mondi lontani

"Porto avanti un tipo di scrittura narrativa. Amo quel tipo di canzoni d'autore italiane in cui si parla di personaggi fuori dal comune, raccontati con storie fuori dalle coordinate spazio-temporali."

di Amanda Margiaria
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28 febbraio 2020, 8:27am

Fotografia di Rosario Rex di Salvo

Da bambina passavo molto tempo leggendo i libri di filastrocche di Gianni Rodari. Mi piacevano perché erano colorate, leggiadre e parlavano delle cose che per me erano importanti. Avevano parole semplici, tonde. Quando le leggevo riuscivo a immaginarmi ogni scena nella mia testa.

È per tutti questi motivi che mi piace (tanto) anche Lucio Corsi, cantautore toscano di 26 anni dalla poetica luminosa e armonica. A fine gennaio è uscito il suo secondo album—il primo per Sugar, però—, intitolato Cosa Faremo Da Grandi. Un lavoro apprezzato da pubblica e critico, che lo sta portando e lo porterà in tour per tutta Italia, lontano dalla Maremma che tanto ama e di cui parliamo a più riprese nella nostra intervista.

In linea con le opinioni che la stampa ha del suo nuovo lavoro, anche le parole con cui si cerca di descrivere Lucio sono sempre molto simili tra loro, a voler usare un eufemismo. Ma sta proprio qui una delle grandi doti di Lucio: essere così tanto se stesso, davanti a tutti e in qualunque situazione, da far sì che chi parla di lui, poi, finisca per impiegare, anche involontariamente, lessico ed espressioni già scelte da altri.

Bando alla ciance, dunque, e spazio alle immagini. Ma anche alla musica: potete ascoltare una traccia diversa di Cosa Faremo Da Grandi cliccando su ogni foto. Buon ascolto, visione e lettura.

Lucio Corsi intervista e foto
Total look Gucci, bolero dall'archivio della stylist e scarpe Balenciaga

Studiando il tuo personaggio mi sono sempre venute in mente le filastrocche di Rodari...
Le ho lette, anche se non è uno degli scrittori che conosco meglio se devo essere sincero, ma lo apprezzo moltissimo. Quindi beh, grazie!

Ma tu credi nel paradiso?
No, nemmeno all'inferno. Credo che ci sia questa vita e va bene così. Ne basta una. Ci si annoia, sennò.

Lucio Corsi intervista e foto
Giacca Gucci, camicia dall'archivio della stylist

Dove sei cresciuto, e com'è stato crescere lì?
Sono cresciuto in un podere sotto Vetulonia, tra le tombe etrusche, in Maremma. Ero circondato da alberi dell'ombra e non dai pali della luce. Senza vicini, in mezzo agli ulivi. Sono rimasto affezionato a quel luogo così bello, paesaggisticamente parlando. Lo preferisco sicuramente a qualsiasi tipo di città dove si possono fare tante cose. Ecco, se devo scegliere, preferisco indubbiamente il nulla, ma con un bel paesaggio.

Chi erano i tuoi amici da bambino, visto che abitavi in un posto così sperduto?
C'erano gli amici di scuola, ma non avendo vicini sono stato molto da solo, e mi è servito per imparare ad amare la solitudine, che è spesso sottovalutata, ma fondamentale. Inoltre, passando molto tempo da solo ho anche iniziato a suonare molto, continuamente.

Lucio Corsi intervista e foto
Giacca e pantaloni Gucci, camicia dall'archivio della stylist e scarpe Balenciaga

E poi? Come sei diventato un musicista?
Non lo so. Tutto deriva dal fatto che mio padre mi fece vedere il musical The Blues Brothers e io ne rimasi folgorato. Mi misi in testa che volevo fare il cantante, come Elwood. Poi ho smesso di pensarci, ma verso i 14 anni quell'idea è tornata prepotente e non ho più smesso di scrivere e cantare.

Se dovessi scegliere un solo momento della tua carriera che rappresenta chi sei musicalmente parlando, quale sarebbe?
Amo i momenti in cui scrivo, sopratutto. Quando non sono in tour, quando non sta uscendo un disco; quei momenti lì, nello studio di casa mia, quando mi invento qualcosa o approfondisco un tema di cui voglio parlare nelle canzoni; cerco cose, mi informo su un argomento, e poi inizio a scrivere. Amo quei momenti.

Lucio Corsi intervista e foto
Giacca e pantaloni Gucci, camicia dall'archivio della stylist

Parliamo di questa scrittura. Come funziona? Cosa c'è dentro?
Porto avanti un tipo di scrittura narrativa. Amo quel tipo di canzoni d'autore italiane in cui si parla di personaggi fuori dal comune, raccontati con storie senza tempo. Credo che al giorno d'oggi non si faccia quasi più, si parla spesso di sensazioni e di stati d'animo relativi ad un certo momento storico, con una data precisa, con dei riferimenti di attualità. E questo è un limite secondo me, è un peccato. Perché raccontando le cose che stanno a un metro di distanza si rischia di essere banali.

Quando scrivi una canzone, un libro, o quando dipingi un quadro hai la libertà davvero di parlare di qualsiasi cosa tu voglia. Credo sia un peccato limitarsi a raccontare ciò che sta a un metro da te. Io amo togliere dei riferimenti temporali alla mia forma di espressione, e creare storie senza un tempo preciso. Prendiamo ad esempio le canzoni di Paolo Conte, potevano essere antiche negli anni '60 come possono essere del futuro se ascoltate oggi. A mio parere questo è ciò che da spessore a una forma d'arte.

Costruisci insomma mondi atemporali, sospesi al di sopra di qualsiasi coordinata. È così che cerchi di lavorare?
Sì, ma non è che mi impongo di esserlo. Per il tipo di ascolti che ho, per la musica che amo, ciò che mi ispira mi porta verso un tipo di scrittura del genere. Le trovo più eleganti, le cose senza tempo.

Lucio Corsi intervista e foto
Camicia Gucci

Parlando di scrittura, c'è un libro che ti ha ispirato scrivendo il tuo nuovo album?
Sì, si tratta di Quattrocento giorni intorno al mondo, scritto da Ambrogio Fogar nel 1975 e che racconta del suo giro intorno al mondo in barca a vela in solitaria. È stato uno dei primi a farcela, partì e torno a Castiglione della Pescaia, che è il paese dove vivo io. È quindi una storia che riguarda le mie zone e mi ha ispirato, anche nel video ci sono tantissimi riferimenti indiretti a questa opera. Come la chitarra, che si chiama Surprise, proprio come la sua barca a vela.

Il tuo prossimo viaggio sarà non un giro intorno al mondo, ma un tour per tutta Italia. Quale sarà la traccia più difficile da eseguire dal vivo tra quelle che hai in repertorio?
La ragazza trasparente
, perché l'abbiamo arrangiata con un quartetto d'archi e sovraincisa più volte per dare un effetto di orchestra. È difficile da riprodurre, perché non abbiamo una quartetto d'archi dal vivo ad accompagnarci. Ora sto valutando se cambiare arrangiamento, se diluirlo in qualche modo magari.

Lucio Corsi intervista e foto
Camicia Gucci, bracciali dell'artista

Come strutturerai il live in generale, invece?
Ci saranno ovviamente tutte le canzoni del nuovo album, poi qualche vecchio brano e anche qualche cover. Un momento solo di chitarra e voce, un altro di piano e voce. Sto ancora preparando l'esibizione, vediamo cosa uscirà fuori alla fine.

In alcune tue precedenti interviste leggevo il fatto che crei una sorta di mondo per le tue canzoni. Volevo sapere se questo è il tuo universo personale o se ne crei di nuovi di volta in volta, disegnandoli specificamente per ogni occasione.
Sai, in realtà dipende da chi ascolta: i personaggi di cui parlo per alcuni magari vivono sullo stesso pianeta, per altri no. Per me dipende da disco a disco, anche a livello di suoni, anche se esiste un tipo di scrittura che ritorna. Da disco a disco poi cambia anche il mondo sonoro, per esempio per Bestiario era tutto più notturno, mentre per Cosa faremo da grandi? si mischiano diverse età, diversi stili di vita; ed è molto più vario.

Lucio Corsi intervista e foto
Camicia Gucci

Parafrasando la domanda che fa da titolo al tuo nuovo album, Cosa Faremo Da Grandi?, vorrei sapere cosa farai tu nel 2030.
Non lo sapremo né ora, né da vecchi. Ma va bene così, non è un problema.

E invece cosa farai domani?
Torno in Maremma.

Buon ritorno allora, Lucio.
Grazie!

Lucio Corsi intervista e foto
Giacca dall'archivio della stylist

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Crediti

Testo di Amanda Margiaria
Fotografia di Rosario Rex di Salvo
Art Direction di Tommaso Ottomano e Giorgia Imbrenda
Styling di Giulia Revolo
Trucco Vanessa Icareg
Editor at Large Gloria Maria Cappelletti
Retouching Occlusion Digital studio
Assistente alla fotografia Guglielmo del Signore

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