Perchè Dries Van Noten riesce sempre ad emozionarci?

Per questa A/W 2020 il designer ha fatto scendere in passerella una collezione dark e scintillante, malinconica e ricchissima.

di Alessio de'Navasques​
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28 febbraio 2020, 10:21am

Uno show come una metafora dei tempi che stiamo vivendo. Ancora una volta il designer di Anversa con il suo gusto sofisticato e sottile, coglie lo spirito del momento e lo rappresenta con una collezione dark e scintillante, malinconica e ricchissima. Ci dimostra la fragilità di una società basata sull'immagine e superficialità, che in questo momento risponde alle difficoltà con un sogno decadente e simbolico, perché alla fine la moda è quello: un circo che va avanti sempre e ci porta lontano, facendoci dimenticare le miserie della nostra vita quotidiana. Lo spazio brutalista all'interno dell' Opéra Bastille, dove aveva già sfilato con la precedente collezione in collaborazione con Christian Lacroix, è illuminato dalla voce roca di Michelle Gurevich e della sua “Party Girl”, che canta la meravigliosa malinconia di una vita basata sull'edonismo. Dries Van Noten ci dà una sua personale interpretazione dei nostri anni '20 con un omaggio al cinema muto, la sue donne sono bianchissime e scavate, sono di un'eleganza struggente in un gioco di contrasti in cui vale tutto, qualunque stile, materiale o colore, ormai siamo fuori da ogni regola stilistica. Vince una libertà espressiva decadente e postmoderna, che Dries riesce a dominare da vero maestro di stile.

Dries Van Noten A/W 20 pfw

La palette e il colore, di cui Dries è straordinario demiurgo, mette insieme il verde smeraldo con il rosso granato, così come l'ottanio con il viola o il senape con il turchese in un armonia distopica e sensuale. Così come per i contrasti di materiali: dal vinile alle piume, fino ai pesanti tartan in lana con le sete stampate, perché i riferimenti sono molteplici alle forme del '40, alle stampe del '70, ai volumi degli '80 e '90. I tessuti stampati a motivi floreali ed esotici, caposaldo della collezione del designer belga, si arricchiscono di ricami preziosissimi in pietre e cristalli, ma anche frange e broccati. Dries sembra aver raccolto la lezione della collaborazione con Christian Lacroix, per spaziare con la fantasia attraverso tecniche e preziosità couture. Cappotti in velluto stampati, colli arricciati e ricamati, grandi fiori di cristalli, abiti scivolati in velluto dévoré o ipercostruiti nei volumi, rendono questa collezione uno straordinario esercizio di stile, senza precedenti. Le sfumature fluo tra i capelli come pennellate per definire la silhouette, così come gli alti stivali grunge, lo styling mai scontato, drammatico ma fresco allo stesso tempo, sono i tocchi da maestro che dimostrano come una collezione così ricca possa essere metropolitana e contemporanea.

Colto e cerebrale, ma mai ridondante, Dries Van Noten risponde con questa collezione oscura e affascinante ad un universo contemporaneo caotico e creativo, dimostrando ancora una volta quanto nella moda sia importante avere stile.

Dries Van Noten A/W 20 pfw
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Crediti

Testo Alessio de'Navasques
Immagini su gentile concessione dell'ufficio stampa di Dries Van Noten

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