"Non riesco ancora a credere a tutto questo successo!"—a tu per tu con Dua Lipa

Il suo nuovo album "Future Nostalgia" è ovunque, eppure Dua Lipa ancora fa fatica a credere che tutto questo sia reale.

di Douglas Greenwood
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16 aprile 2020, 9:59am

Poco prima di risponderci al telefono, Dua Lipa ha dato una bella scossa alla musica moderna. Il 27 marzo scorso, infatti, la pop star nata in Kosovo ha fatto uscire Future Nostalgia, uno degli album più attesi dell'anno di delle figure più interessanti e dinamiche del panorama musicale mainstream. Ovviamente il disco ha scalato velocemente le classifiche internazionali e ben tre singoli sono arrivati in Top 10: Don’t Start Now, Physical e Break My Heart. L'ultima donna inglese ad aver raggiunto questo risultato era stata Dame Vera Lynn quasi 70 anni fa, e nemmeno lei aveva anche il suo album in vetta nello stesso momento. E come se non bastasse, Future Nostalgia è anche entrato a far parte degli album di donne inglesi più ascoltati in un solo giorno.

“Sì, certo che sono super, super felice!”, afferma Dua al telefono dalla sua quarantena londinese con spiazzante spontaneità. “È una notizia davvero emozionante. Non riesco ancora a credere a tutto questo successo," continua con lo stesso entusiasmo.

Sono passati quasi cinque anni da quando Dua ha fatto uscire New Love il giorno prima del suo 20esimo compleanno: una ballata dolorosa immersa in synth e tamburi tribali che è stata praticamente ignorata una volta sul mercato. E anche i singoli successivi non fecero gli incassi che l'etichetta si aspettava--e poi, finalmente, sono arrivati. Quella del 2017 è stata l'estate di New Rules, con il nome di Dua Lipa letteralmente ovunque.

Analizzando le più grandi pop star donne degli ultimi vent'anni, si può notare un percorso simile verso il successo. All'inizio, un singolo di debutto che le proietta verso la fama internazionale, poi una battaglia costante e tortuosa per mantenere il proprio nome in cima alle classifiche, che inevitabilmente innesca un discorso misogino incentrato sui flop e i fallimenti. Dua Lipa ha fatto esperienza anche di questo, ovviamente, ma la differenza è che si è fatta davvero il culo, superando difficoltà e critiche, ben prima di New Rules. E ne è valsa la pena: ora che è sotto gli occhi di tutti ha prodotto quello che da molti è già considerato il miglior album del 2020.

Ecco quindi la star di cui tutti stanno parlando, mentre seziona la sua carriera, la sua crescita, la reazione a Future Nostalgia, l'appellativo “Dula Peep” e cosa intende fare quando finirà la quarantena.

Intervista Dua Lipa Future Now

Per iniziale, puoi riportarci a metà Ottobre, quando hai dato avvio a questa nuova era con il video Miss me?. Come ti sentivi?
Era la settimana prima che uscisse Don’t Start Now, ed è stata probabilmente il momento in cui mi sono sentita più agitata, perché ho creato tutto questo album dalla mia testa. Quando è stato il momento di prepararsi per farlo uscire, non sapevo minimamente se agli altri sarebbe piaciuto o no. Non era qualcosa di simile a quello che si sentiva in radio. Mi ha preso tutto di botto la settimana prima, ma fino a quel momento non sentivo nessun tipo di pressione.

Dopo che è uscito Don’t Start Now, il successo ti ha messo sotto pressione per quello che sarebbe dovuto uscire dopo?
Credo che ci sia sempre un po' di pressione prima di fare uscire qualcosa di nuovo, perché non sai come reagirà la gente. Ho lanciato Physical e quella canzone è così estrema che pensavo ci sarebbe stata una netta divisione tra chi l'avrebbe amata e chi no. Ero preparata per quello, invece sono rimasta stupita. Sono stati tutti molto positivi.

Ti sembra surreale tutto questo?
Oggi quando mi sono svegliata mi sono data un pizzicotto. Sono così grata di poter fare qualcosa del genera anche per il mio secondo album, di sentire che sono cresciuta e maturata come artista e di essere accolta a braccia aperte... Sono davvero grata di tutto questo.

Intervista Dua Lipa Future Now

In molti modi hai aperto le porte della musica pop a molte altre giovani ragazze, prendendoti un ritmo più lento per arrivare fino in cima. Le grandi etichette ora si rendono conto che vale la pena aspettare che gli artisti raggiungano il loro livello invece che correre verso il successo immediato. C'è una parte di te che direbbe "te l'avevo detto!" alla te più giovane?
No, assolutamente! Dall'inizio sono stata fortunata ad avere con me un team che mi è sempre stato al mio fianco in tutto l'intero processo, lavorando per creare qualcosa di cui tutti potessimo andare fieri. Ogni cosa che facevamo sembrava un passo in avanti--non ci siamo mai sentiti come se stessimo indietreggiando. Erano salti da giganti o passi piccolini. Quando arriva, arriva. Volevo solo che arrivasse alle mie condizioni.

Ci sono davvero poche relazione musicista--art director così di successo come la tua con Hugo Comte. Di chi è stata l'idea di farvi lavorare assieme?
Io amavo il suo lavoro, quindi l'ho contattato e gli ho mandato delle canzoni. Ci siamo visti a Parigi come amici prima che iniziassimo a lavorare insieme perché volevo assicurarmi che potessimo relazionarci come amici e che potessimo essere noi stessi l'uno di fronte all'altra, e quale modo migliore se non uscire assieme? Rende tutto meno formale. Alla fine, penso di lavorare assieme a un amico. È così creativo e visionario.

Recentemente, sei stata parte di un remix di SUGAR dei Brockhampton. Com'è nata quella collaborazione?
Beh, è abbastanza divertente. Ascoltavo i Brockhampton da un pò e ho sempre amato le cose che facevano. Ho ricevuto un messaggio dal mio manager dicendo che lo avevano contattato per fare un remix di SUGAR. Ho accettato subito, ma volevo andare nello studio e fare qualcosa insieme. Ero a Los Angeles quando c'erano i Grammy. Non il giorno dopo i Grammy, perché ero completamente in hangover, ma quello dopo sono andata nel loro studio. Avevo solo poche ore, ma volevo vedere se andavamo d'accordo, e alla fine ci siamo trovati a lavorare al pezzo proprio in quel momento. Ho pensato, aspetterò che si sedimenti un pò, ma appena tornata a Londra ho riprovato i vocal, e sono rimasti la versione finale del pezzo. È stato davvero divertente! Penso che siano fortissimi e amo quello che stanno facendo.

Volevo chiederti di una storia di Instagram che hai postato qualche mese fa, legata al fatto che le persone non pronuncino bene il tuo nome e come questo sia legato a una forma di xenofobia. Molte persone lo hanno preso come riferimento per citare [Dula Peep], il nome che Wendy Williams sognava che tu avessi. I tuoi fan, particolarmente quelli queer, ne fanno un uso spropositato. Ti dà in qualche modo fastidio?
Non mi dà fastidio. Penso che a volte sia divertente quando viene usato palesemente per far ridere--ma molte persone lo sbagliano apposta o in modo negativo, il che toglie tutta la parte divertente. È okay, sicuramente molto infantile. E se non puoi ridere di te stesso, quello è un problema! Ci vuole leggerezza, sempre.

Intervista Dua Lipa Future Now

La tua vita è stata assurda questi ultimi tre anni, ma il successo di Future Nostalgia è arrivato proprio quando ci troviamo tutti rinchiusi a casa. È strano diventare una delle pop star più famose del mondo senza avere un contatto faccia-a-faccia?
È stato interessante. Non il modo in cui sognavo di potermi promuovere ma sono davvero grata perché mi ha comunque regalato molte connessioni personali. Anche tramite i livestreaming, che sono totalmente fuori dalla mia zona di comfort. Star seduta di fronte a una videocamera e parlare a un audience senza vederla mi ha insegnato ad articolare le cose meglio. Non lo so.. penso che questo periodo ci stia insegnando ad avere conversazioni più profonde. La vicinanza.

Cosa ti manca del mondo esterno?
Viaggiare. Amo quella parte del mio lavoro, poter andare in diversi studi e fare le mie performance. L'interazione umana. Mi manca uscire con i miei amici e fare le cene e bere e ballare. C'è così tanto di tutto quello che mi manca. Andare nei pub e fare i pranzi, e stare insieme a tante persone. Il casino.

Sai cosa farai appena finirà tutto questo?
Non sono sicura! Sicuramente vedere i miei amici, e fare una festa di album in ritardo. Poi credo che io e il mio ragazzo andremo a New York. Dovevamo finire di trasferirci ma causa Corona non abbiamo potuto farlo.

In che momento ti sei resa conto che la tua piattaforma poteva essere usata per qualcosa di più grande?
Ho sempre voluto fare qualcosa del genere. All'inizio ho pensato di fare qualcosa per il Kosovo, specialmente per tutto il supporto che mi hanno dato. I miei genitori hanno vissuto esperienze terribili lì e ho capito di dover fare la mia parte, dopo aver vissuto in Kosovo e imparato cos'è accaduto durante la guerra. La mia piattaforma mi permette di parlare delle cose che mi stanno più a cuore. Lavorare con l'Unicef è incredibile, [con loro mi sto] concentrando sulla crisi dei rifugiati. Cerco di supportare le persone che hanno bisogno di me, e quelle che mi hanno supportato. Le persone come me, perché tutti dovrebbero avere le opportunità che io sono stata così fortunata da poter avere. Vorrei essere capace di condividere tutto questo con altre persone: di provare a rendere queste possibilità una realtà per altre giovani ragazze o ragazzi, di essere quello che vogliono in questo mondo.

Future Nostalgia è fuori ora e, wow, che album che è!

Crediti


Fotografia di Hugo Comte

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK

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