La tutina di Achille Lauro è la cosa migliore successa negli ultimi anni a Sanremo

È bastato un body dorato per riscrivere le regole dello styling televisivo.

di Amanda Margiaria e Carolina Davalli
|
05 febbraio 2020, 9:20am

Screenshot via Rai Play

Anche quest'anno ci eravamo ripromessi di non parlare della kermesse, specialmente dopo l'agghiacciante discorso di Amadeus durante la conferenza stampa pre-festival. Anche quest'anno, però, abbiamo tradito i buoni propositi.

Per chi avesse trovato il modo di non entrare in contatto con il mondo reale nelle ultime 12 ore, la cosa più rilevante successa nel panorama italiano nel suddetto lasso di tempo è stata infatti l'esibizione di Achille Lauro al Festival di Sanremo con la sua emblematica canzone Me Ne Frego.

Dopo essere apparso sul palco scalzo, indossando solo una cappa in velluto nero adornata da intarsi dorati, Achille Lauro si è spogliato davanti a un (piuttosto ingessato) pubblico, rimanendo in tutina dorata, ricoperta di brillantini, trasparente e iper-attillata. L'intero outfit è made in Gucci, brand che l'artista apprezza da tempo e che ha scelto in numerose occasioni pubbliche, tour compreso.

A pochi minuti dalla performance, sui suoi social @achilleidol ha svelato il riferimento a cui si è ispirato per l'incredibile outfit, ovvero “la celebre scena attribuita a Giotto in una delle storie di San Francesco della basilica superiore di Assisi. Il momento più rivoluzionario della sua storia in cui il Santo si è spogliato dei propri abiti e di ogni bene materiale per votare la sua vita alla religione e alla solidarietà.” Azzeccatissima è la comunicazione mediatica dell'esibizione attraverso i social media, che dà forza propulsiva a ciò che in (relativamente) pochi hanno visto in diretta televisiva, ma così facendo in tantissimi vedono tramite post, repost e chi più ne ha più ne metta. È così che il format del Novecento per antonomasia, cioè il programma televisivo, può diventare appealing per le nuove generazioni: assicurando loro momenti perfetti per le loro stories su Instagram. Se poi la canzone è bella, tanto meglio.

Disegnata appositamente da Alessandro Michele per Achille Lauro, più che spoliazione di San Francesco, la tutina ricorda le divise sportive indossate dei sollevatori di pesi. La differenza, però, sta nella fisicità di chi la sfoggia: non un uomo dal fisico statuario e scultoreo, muscoloso e prestante, ma un idolo glam rock, che strizza l'occhio agli outfit più coraggiosi di David Bowie e Freddie Mercury.

A questo punto è doveroso sottolineare, comunque, che Achille Lauro non è il primo a presentarsi in tutina attillatissima sul palco di Sanremo. Ci aveva già pensato Anna Oxa nel 1985, quando a fine live decide di togliersi l'abito-camicia che indossava, restando davanti al pubblico in body rosso fuoco. Se cercate su Google "peggiori outfit Sanremo" questo è uno dei primi risultati in cui vi imbatterete. E allora perché celebriamo Achille e la sua portata di disturbo alla quiete sanremese, mentre se è una donna a sfidare lo status quo, allora la bolliamo come vestita male? Ma su un palco come quello dell'Ariston, dove la provocazione è sempre al femminile, ed è sempre la farfallina della Belen di turno a destare scandalo, vedere che per una volta a guadagnarsi l’attenzione mediatica è un uomo in tutina semitrasparente dà comunque speranza. Si chiama mascolinità soft, ed è ora che superi i confini dei social media per arrivare nella vita reale, passando ovviamente per Sanremo.

Andando oltre l'outfit, uno degli aspetti più innovativi di Achille Lauro è la capacità di riassumere la sua visione estetica e la sua musica attraverso le articolazioni delle sue performance. Il posing e la gestualità che adotta per il pezzo è un pastiche che racchiude elementi della gestualità tipicamente associata alla sfera femminile, ed elementi che invece fanno un largo riferimento a quella maschile. Un pò diva di Hollywood, un pò ballerina di burlesque, un pò una stanza da macho. Una tutina che fa l’occhiolino a quelle usate dai boxer all’inizio del Novecento, eppure totalmente imperlata e luccicante. La corporeità, l’elemento dell’espressività fisica in tutte le sue forme è in assoluto primo piano, e rimarrà uno delle modalità più riuscite dell’opera di Achille Lauro.

Insomma, la tutina di Achille Lauro, insieme alla sua performance, è la cosa migliore successa a Sanremo negli ultimi anni.

Crediti

Testo di Amanda Margiaria e Carolina Davalli
Screenshot di copertina via Rai Play

Tagged:
Gucci
achille Lauro
sanremo
Moda