La serie TV israeliana che ha ispirato Euphoria

"Euphoria" ha sviscerato i traumi della Gen Z. Ma la versione USA ha un precedente semi-sconosciuto al grande pubblico e sottoposto a censura nel paese d'origine.

di Camilla Giglio
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05 gennaio 2022, 5:00am

Prima di Euphoria, c’era Euphoria (אופוריה), serie TV Israeliana incentrata sulle vicende di un gruppo di ragazzз che non si conoscono tra loro accomunatз dalla stessa traumatica esperienza: essere testimoni oculari di un omicidio. Nello specifico, la serie indaga come questo trauma si sia dapprima instaurato nelle menti dei protagonisti e successivamente di come abbiano tentato—e fallito—nel gestirlo. Questa serie, passata abbastanza in sordina al di fuori dello Stato di Israele, viene intercettata intorno al 2017 da HBO, che annuncia quello stesso anno di stare progettando un adattamento statunitense che avrebbe mantenuto gli stessi temi e lo stesso nome dell’originale, coinvolgendo nel ruolo di scrittore Sam Levinson.

Adolescenza, autolesionismo e famiglie disfunzionali sono temi vicini alla visione autoriale di Levinson, che si è trovato a trattarli in molti lavori per il cinema, come il suo film d'esordio Another Happy Day (2011) o Assassination Nation (2018). La serie HBO, dunque, sarebbe stato l’esito ideale del suo percorso: un prodotto che parla della e alla Gen Z, ma anche un mezzo per permettere alle generazioni precedenti—X, Y e Boomer—di comprendere i giovani di oggi, anche e soprattutto nei loro momenti peggiori.

Secondo Ron Leshem infatti, autore e scrittore della versione Israeliana di Euphoria, il problema alla base delle tendenze disfunzionali della Gen Z risiederebbe nella sistematicità con cui viene sottoposta a traumi fin dall’infanzia: “Questa generazione non è alla ricerca di niente, perché tutto è a portata di mano; basta digitare una parola chiave su Google dal cellulare…” I personaggi di Euphoria sono anime tormentate, alla ricerca incessante di un luogo metafisico nel quale fuggire dalla realtà, che siano fantasie digitali, sostanze allucinogene, desideri narcisistici ed esperienze erotiche o qualunque cosa possa far loro vivere, anche per un solo istante, quella scarica di adrenalina tanto agognata.

“Il primo episodio di Euphoria inizia con le scene dei suicidi delle decine di persone che saltavano dalle Torri Gemelle, un trauma che ha segnato la Gen Z fin dall’infanzia. Se adesso cercano qualcosa, quel qualcosa è il battito cardiaco accelerato, una scarica di adrenalina,” afferma Leshem, che pone come premessa della serie proprio la morte, ovvero quella di Raanan (personaggio chiamato così in onore di Raanan Levy, ragazzo ucciso da un coetaneo il 18 dicembre 2004 nel Kibbutz Shefayim), inseguito e poi assassinato da Yzhar davanti a una discoteca, con l’accusa di averci provato con la sua ragazza, Hofit.

Il primo episodio trova i protagonisti un anno dopo questo drammatico avvenimento. Nel frattempo Kino, il migliore amico di Raanan, rifiutandosi di elaborare il lutto, è caduto in uno stato di depressione vegetativa; Hofit, attanagliata dai sensi di colpa per la morte morte di Raanan, si rifugia nell’autolesionismo e negli stupefacenti per alleviare l’angoscia; Osher Gimpel e Noy Cohen sono in balia dei disturbi alimentari.

Cresciuto subendo continuamente insulti e fenomeni di bullismo a causa della sua forma fisica, Osher ha introiettato quel trauma fino a diventare vigoressico, sviluppando una forma di indipendenza da pornografia, bilancia e sex dolls che lo rende incapace di relazionarsi alle ragazze in carne ed ossa. Noy è una ragazza in sovrappeso che detesta il proprio corpo e ricerca sistematicamente affetto e attenzioni tramite una bulimia sessuale nutrita a rapporti non protetti, nel tentativo di sentirsi oggetto del desiderio di qualcuno. I giovani di Euphoria sono rotti, frantumati e soli ad affrontare tutto questo. La genitorialità non esiste, gli adulti non possono né comprendere il loro dolore né alleviarlo in alcun modo, semmai ne recano di ulteriore: non sono altro che un contorno, e come tali vengono trattati dalla regia, che non li inquadra mai a figura intera né in primo piano, ma solo tramite mezzibusti.

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Alla sua uscita, la versione israeliana originale di Euphoria suscitò molte controversie da parte della critica israeliana, che considerò i temi affrontati dalla serie troppo forti ed espliciti per essere trasmessi in televisione, relegando dapprima il programma alla fascia notturna, per poi rimuoverlo del tutto del prodotto dalle reti nazionali, tanto che, ancora oggi, risulta difficilmente reperibile [dato aggiornato al 22 dicembre 2022, NdR].

Ma attraverso l’adattamento di HBO il suo precedente israeliano è di conseguenza uscito allo scoperto, facendo circolare video, estratti e clip originali che altrimenti sarebbero rimasti nel dimenticatoio. Emerge così come molti dei personaggi israeliani trovino una controparte speculare e quasi sovrapponibile nell’adattamento statunitense, ad esempio Rue con Hofit e Cat con Noy; personaggi che, grazie a una caratterizzazione attenta, hanno reso Euphoria una delle migliori serie sull’adolescenza (dopo Skins), capace di sviscerare e attualizzare l’intensità del coming-of-age nel senso più totalizzante ed estremo

La seconda stagione di “Euphoria” sarà disponibile in streaming a partire dal 9 gennaio 2022.

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Crediti

Testo: Camilla Giglio
In copertina: still da una scena della serie HBO Euphoria (2019)

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