"When They See Us". Immagine per concessione di Netflix.

7 film e serie tv su Netflix per imparare qualcosa su razzismo e discriminazioni

Chi l'ha detto che per informarsi sia obbligatorio stare chini sui libri? Anche film e serie tv sono un ottimo modo per studiare il nostro passato.

di Rolien Zonneveld
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19 giugno 2020, 9:18am

"When They See Us". Immagine per concessione di Netflix.

Dopo la morte di George Floyd e la successiva ondata di rivolte, una cosa è assolutamente chiara: dobbiamo iniziare ad istruirci seriamente sulle cause che ci hanno portato al punto di non ritorno. Un modo per farlo è leggere libri e saggi che esplorano le problematiche del razzismo sistemico e la supremazia bianca, ma anche guardare film, serie TV e documentari che affrontano l'argomento.

Netflix offre un facile approccio ai temi attraverso una serie di film attuali, da quelli che trattano le vita di attivisti come Malcolm X e Marsha P Johnson, fino a quelli che analizzano nel profondo il corrotto sistema giudiziario americano. Abbiamo stilato una lista di 7 imperdibili documentari, quindi prendetevi un paio di ore per apprezzarne i contenuti.

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Angela Davis in 13th. Courtsey of Netflix

13th (2016)
Questo documentario illustra la costruzione e implementazione del sistema carcerario negli Stati Uniti dopo l'abolizione della schiavitù, la cui unica forza motrice fu Dio Denaro. Dimostra come la forza lavoro carceraria sia alla base dell'economia americana in modalità di cui il consumatore è totalmente ignaro, e come il sistema sia pensato affinché le persone nere rimangano all'interno delle carceri il più a lungo possibile, trattando anche l'impegno legislativo atto a intrappolare le comunità nere: dalle policy come la "three-strike rule" e la "stop-and-frisk", fino al fatto che la possessione di crack sia penalizzata molto più drasticamente da quella della cocaina in polvere, una droga quest'ultima tipicamente utilizzata da persone bianche. 13th è una visione cruda, ma assolutamente necessaria.

LA 92 (2017)
Guardando questo documentario è difficile non notare le somiglianze tra le proteste di questi giorni e quelle che infiammarono le strade di Los Angeles nel 1992. Quelle manifestazioni erano state innescate dall'assoluzione di quattro poliziotti americani, dopo che avevano brutalmente aggredito Rodney King, un automobilista nero disarmato, nonostante gli eventi fossero stati ripresi da una persona lì presente. Preoccupati che il processo non potesse risultare imparziale se protratto a Los Angeles, fu spostato in una cittadina periferica di maggioranza bianca, e presentato di fronte a una giuria composta per la maggioranza da bianchi--il che, senza alcuna sorpresa, influenzò il verdetto del processo. Dopo l'assoluzione dei poliziotti, si verificarono protesta, resistenze e atti vandalici. Il documentario non offre un commento esplicito, ma è sicuramente un documento di come le tensioni possano esplodere da un momento all'altro.

Trial By Media: 41 Shots (2020)
Questo episodio della serie firmata Netflix Trial by Media racconta la storia del brutale omicidio di un immigrato guineano Amadou Diallo da parte degli ufficiali della NYPD nel 1999. Nonostante Diallo sia stato colpito da ben 41 proiettili mentre cercava di entrare in casa, tutti gli ufficiali indagati sono stati successivamente assolti. Diallo era disarmato e un'ondata di tensione ha allagato tutta New York, andando poi ben oltre oltre i confini della città. Nell'episodio, le figure di spicco del movimento per i diritti civili come Al Sharpton offrono un commento sul caso, insegnandoci lezioni estremamente rilevanti ancora oggi.

The Innocence Files (2020)
Questa serie mostra i dettagli delle storie personali dietro a otto casi di condanne ingiuste, su cui The Innocence Project e altre organizzazioni hanno lavorato per portare chiarezza e giustizia. Dipinge un ritratto dello spietato, corrotto e spaventoso sistema giudiziario americano, in cui chi viene accusato rischia di affrontare lunghe e dure sentenze, pena di morte inclusa. The Innocence Files mostra inoltre come le tecniche di incriminazione utilizzate negli anni '80 e '90 abbiano portato all'incarcerazione di numerose persone innocenti. E anche se non tutti gli otto episodi raccontano di innocenti Afroamericani incarcerati, The Innocence Project fa notare che delle 367 persone scagionate perché innocenti grazie ai test del DNA in America, il 61 percento erano nere.

When They See Us (2019)
Se non hai ancora visto l'intenso e impressionante drama When They See Us, trova qualche ora per guardarlo nei prossimi giorni. È basato su una storia vera di cinque teenager di Harlem che vengono intrappolati nel sistema giuridico quando falsamente accusati di aver protratto un attacco brutale a Central Park nel 1989. La serie dipinge un orribile ritratto di quanto sia semplice mettere in discussione l'innocenza di qualcuno, se sei un bianco. Una potente riflessione sull'ingiustizia, non solo degli effetti del razzismo sistemico ma anche gli effetti che questo ha su qualunque ragazzino nero isolato nella società americana.

Who Killed Malcolm X? (2020)
In questa serie di sei episodi seguiamo la storia dell'attivista Abdur-Rahman Muhammad mentre dà inizio alla sua investigazione rispetto i dettagli dell'omicidio del leader dei diritti civili Malcolm X. Dopo l'omicidio, tre uomini sono stati incarcerati: Talmadge Hayer, Norman 3X Butler e Thomas 15X Johnson. Mentre Hayer ha ammesso di essere stato parte dell'omicidio, gli altri due hanno dichiarato la loro innocenza. Entrambi sono stati scarcerati, ma la domanda rimane: chi ha ucciso Malcolm X? The Innocence Project fa ancora una volta la sua apparizione, investigando sulle ingiustizie del caso. 55 anni dopo la morte di Malcolm X, l'avvocato del distretto di Manhattan si impegna a riaprire il caso, per cercare di fare giustizia sull'accaduto.

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Courtesy of Netflix

The Death and Life of Marsha P. Johnson (2017)
Non si può parlare delle proteste contro il razzismo senza nominare Marsha P. Johnson, l'attivista transgender nera che è stata al centro del movimento di liberazione gay di New York City, e a cui si deve l'aver lanciato la prima pietra (o il primo bicchierino da shot) contro la polizia presso lo Stonewall Inn. Nel 1992, il suo corpo è stato ritrovato nel Hudson River, e le circostanze della sua morte sono ancora oscure. Il dipartimento di polizia ha accantonato la questione classificandolo come suicidio, ma una vera indagine non è mai stata fatta. Nel documentario, Victoria Cruz del Progetto Anti Violenza di New York City torna a guardare il caso, cercando di tracciare ogni suo passo prima e dopo la sua morte. Un documento di crimini orribili, ma da guardare in ogni caso.*

*NB: Ci sono delle controversie rispetto il modo in cui il regista del documentario David France abbia ottenuto l'idea per "The Death and Life of Marsha P. Johnson", e quanto di questo film trasbordi sul lavoro fatto da Tourmaline e Sasha Wortzel per il loro corto "Happy Birthday, Marsha!" (2018), che è disponibile su Amazon Prime. Consigliamo di guardare entrambe le pellicole, così da poter trarre da soli le vostre conclusioni.

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK

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