Courtesy di Fendi 

Ecco com'è stato il debutto di Kim Jones per Fendi

Ispirata dal romanzo del 1928 "Orlando" di Virginia Woolf, la collezione haute couture di Kim per Fendi ha segnato il suo favoloso debutto nel womenswear.

di Osman Ahmed
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28 gennaio 2021, 11:46am

Courtesy di Fendi 

Kim Jones è il designer del menswear che ha rivoluzionato l’industria della moda introducendo streetwear e controculture nell'arena del lusso. E ora è anche un vero e proprio couturier—anche se, ammettiamolo, le sue collezioni per Dior Uomo erano già all'altezza.

Ieri, al Palais Brongniart di Parigi, Kim ha fatto il suo debutto nell'haute couture con la sua S/S 21 per Fendi, prendendo spunto dal Bloomsbury Group, la cerchia di artisti e intellettuali inglesi che a inizio Novecento oscillavano tra triangoli amorosi e discorsi d’alta letteratura. Ma essendo Kim un bibliofilo, non si trattava solo di indagare i loro look e abiti, ma anche di immergersi nei loro libri.

Il designer è stato particolarmente ispirato dal romanzo Orlando del 1928 di Virginia Woolf, di cui possiede nove edizioni molto rare. Il casting, che includeva super e top model e qualche star di Hollywood (Kate! Naomi! Demi! Christy! Adwoa! Cara! Bella!), ha dato vita alle pagine del libro attraverso l'opulenta couture di Kim. Tra gocce di gioielli in vetro di Murano e un labirinto di vetro a forma dell’iconico logo FF, le modelle hanno preso il loro posto in cubicoli pieni di oggetti d'antiquariato e pezzi originali Bloomsbury.

Lavorando al fianco di Silvia Venturini Fendi e della figlia Delfina Delettrez (che ha fatto anche un'apparizione in passerella), Kim ha tracciato dei forti legami tra la sensibilità bohémien inglese, contestualizzata nel Bloomsbury Group, e l'eredità romana della maison italiana. Ha anche guardato molto al lavoro del suo predecessore Karl Lagerfeld, che ha guidato le collezioni femminili di Fendi per ben 54 anni, lasciandosi dietro un immenso archivio.

Questa sfilata percorre la strada che c’è tra Bloomsbury e Villa Borghese, un percorso incarnato dal protagonista di Orlando, poeta elisabettiano che si trasforma da uomo in donna e vive attraverso i secoli. La storia non-binaria e meta-temporale di Virginia Woolf è infatti una metafora appropriata per il cambio di cifra che Kim ha posto su questa collezione. In definitiva, la collezione è una vera e propria storia d'amore romantica—Virginia l'aveva scritta per la sua amante Vita Sackville-West, il cui figlio in seguito l'ha definita "la lettera d'amore più lunga e affascinante della letteratura, in cui [Virginia] esplora Vita, la intreccia dentro e fuori dai secoli, la sballotta da un sesso all'altro, gioca con lei, la veste di pellicce, pizzi e smeraldi, la stuzzica, flirta con lei, le fa cadere addosso un velo di nebbia.” Cosa potrebbe esserci di più perfetto per Fendi?

La collezione era piena di riferimenti letterali all’Orlando, incarnati da capi ibridi: abiti sartoriali maschili in grigio, implementati da inserti in raso impreziosito da centinaia di fiori di campo di cristallo. In mezzo al cast di top model c’erano anche ragazzi vestiti di una sartoria androgina aderente in stile Weimar o da abiti dal taglio dritto. L'abito in raso marmorizzato di Christy Turlington riprendeva la carta che un tempo rilegava i libri pubblicati da Virginia e Leonard Woolf per Hogarth Press, e gli abiti con mantelle di organza erano cosparsi di migliaia di perle e cristalli d'avorio, un cenno all'opulenza elisabettiana in cui siamo immersi nelle prime pagine dell’Orlando.

Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21

L'amore di Vita Sackville-West per il giardinaggio si è manifestato nelle rose presenti sui mantelli, negli abbellimenti floreali scintillanti e nelle gocce di vetro di Murano che scorrevano sugli abiti. Le sculture del Bernini della Galleria Borghese di Roma (che Vanessa Bell era solita frequentare per ricopiare le statue romane) completavano il drappeggio che sontuosamente incapsulava ciascun modello, mentre camminava al suono della colonna sonora di Max Richter. Nel frattempo, i motivi dei murales dipinti a Charleston sono apparsi come ricami sugli stivali e in alcuni abiti molto drammatici.

"Fendi rappresenta l’artigianalità, ed è un vero e proprio affare di famiglia,” ha affermato Kim nelle note della sfilata, sottolineando la cifra fortemente matriarcale della maison, fondata da Adele Casagrande nel 1925 e poi tramandata alle sue cinque figlie, e poi ancora alle figlie delle figlie. "Siamo alla terza generazione con una Fendi alla guida del brand, e io sono una presenza che aiuterà a portarle nella quarta,” ha aggiunto. "Qui sono circondato da donne forti che amo e rispetto, e intendo portare la loro energia in tutto ciò che faccio.” Ogni look, va notato, è stato scelto direttamente dalle modelle in passerella, in modo che riflettesse ciascuna delle loro biografie e personalità: un tocco personale e sincero che enfatizza il servizio che l'haute couture offre alla sua stretta cerchia di clienti. L'idea di famiglia, che sia biologica o scelta, è centrale per Kim in qualunque suo progetto. E ora, per fortuna, possiamo aggiungere la moda femminile alla sua lista.

Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21
Fendi Haute Couture Kim Jones S/S 21

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