Ugo Mulas, Leo Castelli nella sua casa, New York, 1964

la new york degli artisti negli anni '60 documentata dal fotografo italiano ugo mulas

'New York New York' è la mostra presso il palazzo del Novecento che indaga la relazione tra arte italiana e statunitense nel Novecento attraverso le opere di Ugo Mulas.

di i-D Staff
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24 luglio 2017, 9:24am

Ugo Mulas, Leo Castelli nella sua casa, New York, 1964

Siamo negli anni '60. Più precisamente, nel 1964. Robert Rauschenberg vince il premio come miglior artista straniero alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia e suggella così l'elezione definitiva degli Stati Uniti a nuova fucina culturale. È un momento simbolico, perché porta a termine un percorso artistico mondiale guidato per secoli dal Vecchio Continente. In questi anni, i giochi di dualità, i legami e le contaminazioni tra i due estremi dell'Oceano Atlantico si fanno sempre più intensi e frequenti, mentre numerosi artisti europei scelgono di osservare con i loro occhi il fermento artistico che regna negli Stati Uniti e vi si trasferiscono per periodi più o meno lunghi. Uno di loro è Ugo Mulas, che dopo aver fotografato alcuni artisti americani proprio durante la Biennale del '64 decide di seguirli oltreoceano per essere testimone in prima persona delle novità in atto; tre anni dopo esce New York: Arte e Persone, libro fotografico imprescindibile per chiunque s'interessi di questo medium. All'interno, Mulas raccoglie oltre 500 immagini scattate nella Grande Mela, tutte indissolubilmente legate alla scena artistica della città in quegli anni: Barnett Newman, Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Andy Warhol e Tom Wesselmann lo ospitano nei suoi studi e atelier.

Il Museo del Novecento di Milano ha scelto di analizzare da vicino questo momento unico nella storia dell'arte contemporanea con la mostra 'New York New York', rielaborazione dell'arte italiana più esterofila del secolo scorso. Con lo snodarsi del percorso espositivo, il viaggio, inteso come momento conoscitivo dell'altro e del diverso, si sublima negli scatti proposti e presenta allo spettatore contraddizioni e peculiarità della Grande Mela. Passato, presente e futuro si amalgamano, perdendo i loro contorni e unendosi in un percorso affastellato non da date e anni, ma da opere e artisti, da movimenti e interazioni.

La rilevanza di Ugo Mulas nel panorama artistico del Novecento Italiano non può essere sottovalutata, e l'unicità della mostra presentata sta proprio nel celebrare il grande fotografo presentandolo al pubblico con una chiave di lettura inusuale: l'esterofilia di un autore spesso citato per la sua italianità. È lui stesso ad affermare che "l'ambiente, l'uomo, l'amicizia hanno influito, spesso in modo decisivo, sul mio lavoro." Lasciamo allora che siano le sue immagini a parlare della rivoluzione culturale americana, dei personaggi che l'hanno caratterizzata e degli effetti ancora ben visibili che ha sul presente.

Alexander Calder, Roxbury, 1964 © Estate Ugo Mulas, Milano 

Ugo Mulas, Alexander Calder, Sachè, 1963

Ugo Mulas, Sculture nella città, David Smith, Voltri, 1962

Ugo Mulas, Marcel Duchamp, New York, 1965-1967

Ugo Mulas, Studio di Robert Rauschenberg, New York, 1964

Ugo Mulas, Trasporto delle opere di Robert Rauschenberg in laguna, XXXII Esposizione Internazionale, Biennale d'Arte, Venezia, 1964

Ugo Mulas, Sale di Robert Rauschenberg e Jasper Johns, XXXII Esposizione Internazionale, Biennale d'Arte, Venezia, 1964

Ugo Mulas, Andy Warhol, Philip Fagan e Gerard Malanga, New York, 1964

Ugo Mulas, La polizia interrompe una festa alla Factory di Andy Warhol, New York, 1964

Ugo Mulas, New York, 1964

Ugo Mulas, New York, 1964

Ugo Mulas, New York, 1964

Crediti


Fotografie Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati
Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano - Galleria Lia Rumma, Milano /Napoli
Un ringraziamento speciale al Museo del Novecento di Milano.