i migliori studenti dello ied del 2015 secondo i-D

Gli anni passano e la creatività aumenta. Questo sembrano dimostrarci i giovani e promettenti studenti dello IED di Milano. Ecco la nostra top 8 dei migliori progetti presentati quest'anno. P.S. in bocca al lupo ragazzi!

di Eloisa Reverie Vezzosi
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31 luglio 2015, 1:40pm

Niccolò De Benedittis (Fashion Marketing & Communication)
"Competere oggi significa sapere agire da registi, e non da protagonisti. Siamo di fronte a un momento storico in cui si ridefinisce il rapporto società-spettatori-spettacolo: fare funzionare la comunicazione oggi significa veicolare un'identità che, come tale, dev'essere definita. Sarà poi la collettività a viverla non più da spettatrice , ma da protagonista."
Dopo un attento studio sulle macro e micro tendenze nell'industria della moda e del lifestyle, Niccolò ha realizzato un manifesto come base di "una nuova comunicazione" attraverso lo sguardo di un nativo digitale dove "condividere è il nuovo possedere". 7 punti dimostrati attraverso esempi concreti e ispirati a modelli rivoluzionari, dal situazionismo ai Culture Jammer, ma che, se adeguatamente applicati, possono contribuire decisivamente al riposizionamente di brand che hanno perso il loro appeal.

Diletta Cosmai & Claudia Frasca (fashion styling)
Diletta e Claudia sono partite dal concetto di "Einfühlung", del "sentire dentro" e di come il singolo diventato coppia trasformi la propria estetica, il proprio stile di vita contaminandosi e creando una nuova identità-binomio. Hanno creato così "un album fotografico dell'empatia", un reportage e un documento digitale. "Dopo un'accurata ricerca e un'attenta osservazione, i soggetti (fidanzati, amici, colleghi, animale domestico e padrone etc) sono stati scelti, in base a quanto fosse più evidente la loro simbiosi, il loro legame, dal punto di vista estetico." Il progetto della coppia si è evoluto in un blog e in un profilo Instagram ai quali poter prendere parte inviando il proprio scatto che andrà a comporre questo flusso emotivo di fotografie. L'album fotografico dell'empatia diventa virale.

Martina Frattoloni & Alessandra Vianello (Fashion styling)
"Mondi di vissuto numerati" è il sottotitolo di "L'Originale mancante", il lavoro di tesi di Martina e Alessandra.
"Un archivio nasce quando un soggetto produttore decide di preservare le testimonianze delle proprie azioni e operazioni". Quello delle due giovani è nato a partire dallo studio del concetto di archivio stesso arrivando a costruirne uno personale suddividendo ogni reperto secondo categorie che tenessero conto del dato emotivo, affettivo e anarchico del collezionismo. L' "approccio al cartaceo" si è evoluto nel mondo digitale: l'archivio in costante crescita è visibile online e aperto alla partecipazione di tutti.

Tarinii Martinsen (Fashion Design)
Cosa vuol dire essere uomini? Tarinii ha creato la sua collezione di capi maschili partendo da una personale ricerca su quello che ha definito il "Theatre of Masculinity", l'insieme composto dai riti d'iniziazione che accompagnano il sesso maschile nelle tribù primitive uniti a quelli dell'organizzazione di bande criminali transnazionali associate conosciuta come Mara Salvatrucha. Il risultato è un raffinatissimo studio di pattern, materiali, segni, forme e geometrie tesi a trasformare il corpo in un totem moderno che su di sé porta il peso della cultura che rappresenta.

Giorgia Mazzoleni & Riccardo Zanola (Fashion Styling)
"Vestizione" è il lavoro presentato da Giorgia e Riccardo che, a ritmo di "Corpi. Abito. Spazio", hanno dato vita a una vera e propria performance artistica. Partendo dalle teorie di Pascale Gatzen dell'indifferenza che spesso caratterizza il rapporto intimo e l'interazione degli individui con l'abito e l'art-to-wear hanno allestito un'installazione teatrale costruendola in ogni sua parte, dagli abiti alla selezione dei 20 performer.

Rossella Pastore (Fashion Styling)
"Kichwa chini" è un "percorso alla rovescia" in cui Rossella ha deciso di mostrare da "l'Africa coniugata in un giorno qualunque a Milano" al futuro "nel flusso del divenire".
La giovane ha viaggiato nelle terre africane, scattando fotografie che sono diventate ispirazioni estetiche per il suo shooting. La pelle bianca si è unita alla pelle nera, l'abito alla tecnologia, il passato prossimo al futuro anteriore.
"Radici Toccano il futuro. Ricerca si Confronta col progresso. Richiami si Mutano nella dimensione terza."

Beatrice Repossi (Fashion Styling)
Il tatto è uno dei sensi essenziali della moda. Beatrice ha reinterpretato il rapporto tra jeans e sessualità in "Denim is for lovers", un progetto di teso a "dimostrare su quanti e quali livelli il jeans possa avere un ascendente concreto sulla sfera sentimentale e sessuale di una persona".
I ritratti di amanti coinvolti in questo desiderio sono stati ripresi dalla giovane in tre atti: prima, durante e dopo attraverso immagini e tramite la creazione di un video. L'udito è un altro dei sensi essenziali della moda. "I rumori del tessuto, i baci, le zip che salgono e scendono lentamente, i suoni metallici dei bottoni, i respiri lenti e poi veloci, si riesce ad entrare in contatto con questa realtà".

Alessandra Rocca (fashion Styling)
"HOMO" nasce da un'esigenza e da una necessità di rivendicazione. Quale categoria nella moda può essere identificata come una certezza assoluta di presenza costante? Alessandra ha dato una sua personale risposta. Dopo un'attenta indagine su stili, costumi e "tipi", ha individuato nel "tamarro" l'evergreen con cui volenti o nolenti dovremo sempre fare i conti. "HOMO" è un magazine di cui la giovane ha proposto un numero zero scattando editoriali e affiancandoli a campagne già esistenti e con la rivista è nata HOMO UNDERWEAR, linea di intimo maschile. Versace, Calvin Klein, Givenchy, Marcelo Burlon si sono trovati accanto ai fenotipi dello street style milanese.

Crediti


Testo Eloisa Reverie Vezzosi
Si ringrazia Riccardo Conti

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