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purity ring: obedear e altre poesie

Siamo saliti sul tour bus dei Purity Ring per parlare con Megan James di stregoneria, poesia, di Grimes e dell'universo simbolico femminile.

di Giorgia Baschirotto
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23 novembre 2015, 10:25am

Foto Renata Raksha

Se per un giorno potessimo tornare al 2012 a scandire il ritmo dei miei passi oggi ci sarebbe probabilmente Obedear di Purity Ring, la canzone che mi ha fatto cedere al fascino dei synth e delle drum machine. È un nebbioso tardo pomeriggio invernale, la città scorre veloce illuminata dalla luce del traffico mentre io, stretta nel mio cappotto nero, fiancheggio in tutta fretta la stazione, la foschia è così densa che sembra mescolarsi all'asfalto. Shrines, l'album di debutto del duo canadese, è uno dei dischi che ha segnato il mio passaggio dall'età adolescenziale a quella adulta. Proprio come è accaduto a me, probabilmente le sue tracce hanno scandito le giornate e le notti insonni di moltissimi fan di tutto il mondo, diventando parte integrante di ciò che abbiamo vissuto. Ballare in un club affollato, il mare al tramonto, un viaggio in aereo: questo è il volto che hanno acquisito per me le tracce eteree di Purity Ring, ascolto dopo ascolto. È strano quindi tre anni dopo ritrovarsi faccia a faccia con Megan James, voce e autrice dei testi della band. Sedute nel loro tour bus mi porta per 15 minuti nel dietro le quinte delle vite del duo, in un universo che affonda le radici nel synthpop e nell'occultismo ma che, grazie a Another Eternity, si espande costantemente, abbracciando una dimensione futurista ma pur sempre intrisa di quella magia che li contraddistingue. 

Shrines è uno degli album che mi ha fatta innamorare dell'elettronica e per me è davvero emozionante stare seduta qui di fronte a te oggi. Qual è stato il tuo percorso musicale?
Mi sono avvicinata alla musica suonando il pianoforte e per molto tempo ho pensato quella fosse la musica più pura. Poi però ho iniziato questo progetto con Cohen e ho capito che anche la nostra musica aveva lo stesso valore e la stessa forza espressiva, anche se si trattava di qualcosa di innovativo. Mi definirei come una persona all'antica per certi versi e ultra moderna per altri, poiché cerco di far coesistere questi due aspetti.

Gif dal video di Bodyache, via thepurityring.tumblr.com

So che realizzi tu stessa i costumi che indossi durante i live e nei vostri video. Qual è il tuo rapporto con la moda?
Sono cresciuta cucendo, me l'ha insegnato mia madre, perciò sin da piccola ho sempre desiderato realizzare da sola i miei vestiti e il mio obiettivo era avere un guardaroba creato interamente da me. Al liceo ho anche seguito un corso di cucito! Per me la moda è un mezzo per avere il controllo sul mio corpo e credo sia questo l'obiettivo delle persone che prestano attenzione a ciò che indossano. Mi piace l'idea di poter fare tutto da sola, di essere autosufficiente, e allo stesso tempo lo vedo come un modo per presentare me stessa e la mia musica in maniera autentica.

Perché sei così attratta dall'estetica gotica, dalla stregoneria e dal suo universo simbolico?
È il mio lato oscuro che si manifesta. Molte persone ne hanno uno, è una dimensione che alberga da qualche parte dentro di noi e che io tendo ad esplorare di frequente. Mi affascina così tanto da non riuscire a smettere di scavare dentro di essa. Inoltre amo profondamente la tristezza, a tal punto da aver imparato ad apprezzare genuinamente questo sentimento. I miei testi parlano spesso del riuscire a convivere con la malinconia, in un modo o nell'altro.

Per quanto riguarda l'atmosfera magica, stregata, che permea spesso la nostra musica credo derivi dalla mia concezione della donna, della terra e della natura, e del legame che c'è tra questi tre elementi. Non credo debbano esistere le differenze di genere, semplicemente riutilizzo i simboli che la nostra cultura associa al mondo femminile. È un tema che mi fa provare delle emozioni molto forti e cerco di descriverle attraverso i miei testi evocando delle immagini, che si tratti del corpo, dell'oceano o dello spazio.

Ti definisci quindi femminista?
Sì, mi ritengo una femminista, e questo spiega la mia visione della donna di cui ho appena parlato. C'è anche una parte di me che non crede nel gender, anche se purtroppo è irrealizzabile pensare di farne a meno oggi come oggi. Vivo in questo mondo ma non per forza ne faccio parte.

Immagine via tallulahfontaine.tumblr.com

Sul vostro Tumblr, oltre a qualche tuo testo, ho trovato anche alcune tue poesie. Ce ne puoi parlare?
Tutti i miei testi sono poesie. Tengo una sorta di diario dove annoto ciò che mi accade in versi, oppure a volte inizio a scrivere ciò che mi è successo e poi lo trasformo in una poesia. Voglio che ciò che scrivo abbia una bella forma.

I tuoi testi sono piuttosto astratti e raramente espliciti. Credi sia stata la poesia ad influenzarti?
Credo sia il mio modo di pensare e scrivere, spesso mi metto a divagare e vado da A a B passando per Z! (ride) A volte per gli altri ciò che scrivo non ha senso o risulta piuttosto complesso, ma per me uno scritto racchiude un universo intero, la prima riga si ricollega all'ultima, è tutto connesso in qualche modo.

Quali sono i tuoi artisti preferiti al momento? Ho visto che sul vostro blog citate spesso Grimes e che siete stati in tour con i Braids.
Sì ci piacciono molto entrambi, Grimes sul suo blog posta sempre cose molto interessanti! Ora invece siamo in tour con Empress Of, lei è fantastica. Nella mia lista degli album da ascoltare c'è l'ultimo dei Peaches ma non ho ancora trovato il tempo di apprezzarlo. È strano perché più lavori con la musica e meno la ascolti!

I vostri poster e le vostre cover sono stati realizzati da Tallulah Fontaine. Com'è nata la vostra collaborazione?
Tallulah ha sempre lavorato con noi sin dall'inizio, ed è stato davvero bello vederla crescere nel corso degli anni come artista. Ha iniziato disegnando cover per noi e poi è diventata sempre più popolare, i suoi disegni sono diventati tatuaggi, e ora ha moltissimi fan. È stato bello crescere assieme. Oltre ad avere questo legame artistico siamo anche buone amiche.

purityringthing.com

Crediti


Testo Giorgia Baschirotto
Foto Renata Raksha