il miart in un flash

Cos'è l'arte secondo il MiArt di Milano? Noi lo abbiamo chiesto ad alcune gallerie e ai loro direttori.

di Eloisa Reverie Vezzosi
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10 aprile 2015, 4:30pm

Francesco Barocco, Senza titolo, 2014, Image Courtesy Norma Mangione Gallery

A inaugurare la settimana dell'arte a Milano arriva la ventesima edizione del MiArt che fino al 12 aprile sarà presente nel lontano Gate 5 della Fiera Milano City. 174 sono le gallerie presenti in fiera di cui 72 straniere, con collezionisti e curatori provenienti da tutta Europa, Stati Uniti e Medio Oriente, divise in quattro collaudate sezioni. Ma siamo sicuri che questo basti a definire la fiera "internazionale"?

THENnow è unanimemente riconosciuto come il "fiore all'occhiello" e Vincenzo De Bellis come l'innovatore di un nuovo modo di vivere l'arte, l'artefice di tre edizioni di eccellenza (compresa l'attuale) e l'innovatore che "ha trasformato e portato il MiArt al massimo livello".

"Del MiArt ci piacciono soprattutto le persone che lo fanno," affermano Vanessa Carlos e Naomi Pearce della galleria emergente Carlo/Ishikava, "perché sono esigenti, perché viene dato il giusto tempo all'arte e perché c'è l'atmosfera e la possibilità di dialogare. Il valore aggiunto che noi pensiamo di portare al MiArt in una parola? 'Good Trash'. Così Richard Sides descrive le sue opere."

L'arte si afferma in una veste di confronto e conversazione come nel "Conversation Piece" di Hella Gerlach per il Museo Apparente di Napoli.
Corrado Folinea, direttore del Museo, ci ha detto: "Con quasi 4 anni di attività e la recente apertura della sede Acappella, in occasione della nostra prima partecipazione al MiArt portiamo lo spazio progettuale del nostro museo, ovvero la sua facciata, insieme a opere non di mercato ma che dimostrino la qualità degli artisti e il loro fare ricerca."

Sulla linea guida dell'idea di arte come luogo di incontro e dibattito creativo, Gloria Risi della galleria ZERO mi presenta il progetto curatoriale che hanno deciso di realizzare in un doppio spazio al C15 della fiera: "Insieme alla Galleria Sprovieri di Londra abbiamo allestito un 'esposizione di ritratti in un dialogo costante tra artisti, pubblico e tra le due stesse gallerie. P.S.: Mi chiedi come va adesso che è il primo giorno?"

Se la fiera d'arte si rivela essere un "bello sviluppo corale" per la Clearing Gallery che partecipa col lavoro "indescrivibile" di Loïc Raguénès teso a produrre quel "sano senso di farsi domande"; Enrica Fenaroli dell'Apalazzogallery conferma, anche per la parte Established, l'estrema attenzione rivolta ai giovani. "I lavori che abbiamo in galleria seguono due linee guida: la prima è rappresentata da due giovani artisti africani (Edson Chagas e Ibrahim Mahama), la seconda da personaggi italiani e stranieri di spessore". Tra i lavori nel loro spazio al B16 è possibile trovare un'opera di Chiara Fumai, la vincitrice del Premio Furla nel 2013.

Al MiArt, l'arte è presente anche in forma inedita. Presso la Kaufmann Repetto infatti, Chiara Repetto afferma come tenessero a "portare di ogni nostro artista un'opera in fiera che fosse rappresentativa, come l'arazzo monumentale di Pae White, e l'inedito assoluto di Adrian Paci, video artista che questa volta abbandona il mezzo digitale."

Il periodo ufficialmente riconosciuto per la canonica arte del MiArt sembra essere ormai il '900, come afferma Marco Altavilla, direttore della T293 e rappresentante del comitato di selezione. Norma Mangione, direttrice dell'omonima galleria, ha realizzato nel suo stand C05 "una piccola mostra esponendo un dialogo tra due artisti molto legati al passato e che lo esprimono attraverso "l'architettura, l'utopia e un lavoro di immagini."

L'aspetto più importante della fiera d'arte milanese? "Assolutamente la sua prospettiva storicistica - affermano David Hoyland, Direttore di Seventeen, e Attilia Fattori Franchini, Associate Director - che tende alla contestualizzazione. E poi il MiArt è grandioso! C'è proprio una bella energia!".
Tra Parigi, Londra, New York, Basilea e Miami, Milano resta Milano, questa è l'italiana verità.

www.miart.it

Crediti


Testo Eloisa Reverie Vezzosi
Foto Tassili Calatroni