abbiamo parlato con gosha rubchinskiy che rifà burberry a san pietroburgo

L'ossessione per la stampa a quadretti di Burberry degli anni '00 è tornata sulle passerelle grazie alla collaborazione tra lo stilista moscovita e il brand inglese per la sua sfilata primavera/estate 18. Qui, Gosha, Christopher Bailey e Stephen Jones...

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giu 12 2017, 3:35pm

Image courtesy of Gosha Rubchinskiy

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

È una delle immagini più celebri della storia britannica post-moderna: 2005 circa, Danniella Westbrook passeggia in total look Burberry mentre spinge un passeggino completamente foderato in stampa a quadretti Burberry. Lo scatto rappresenta il culmine della cultura chav, stile nato e sviluppatosi in Gran Bretagna che ha adottato Burberry e il suo celebre quadrettato come icona prediletta. "Sai, non ho mai rinnegato questa tendenza, perché credo sia una parte fondamentale della nostra storia," mi ha detto Christopher Bailey davanti a un paio di drink all'Astoria di San Pietroburgo, lo scorso venerdì sera. Si trovava nella città russa per osservare la sfilata della collezione primavera/estate 18 a cui a collaborato con Gosha Rubchinskiy. Conoscendo lo stilista e la sua ironia, avrebbe potuto essere qualcos'altro se non un'ode al passato di Burberry che il brand ha cercato così strenuamente di lasciarsi alle spalle? Il climax è stato raggiunto con il look 25: stampa a quadretti Burberry da testa a piedi, reinterpretata in stile Gosha grazie all'indifferente aria normcore della camicia oversize, pantaloncini corti e cappellino di Stephen Jones. "Il mio lavoro esprime ciò che vedo e conosco della Russia. Sono gli inglesi a capire davvero la scena chav. Ma ho alcuni amici che seguono il calcio, più grandi di me di una generazione, e sono tutti fissati con Burberry," ha raccontato Rubchinskiy durante la stessa sera, in una tranquilla stanza dell'ex bunker risalente alla Seconda Guerra Mondiale che ha scelto come location per l'after-party. "Vedo Burberry come elemento perfetto per questo momento, per noi. È perfetto per me," ha sottolineato con un largo sorriso a illuminargli il volto.

Dato lo zeitgeist contemporaneo su cui ha costruito il suo brand, collaborare con Burberry rappresenta per Gosha un'occasione unica. Sono passati 15 anni dall'appropriazione dell'estetica Burberry da parte di Danniella Westbrook e delle WAGS inglesi, e da quando l'azienda—guidata dal neoarrivato Christopher Bailey—ha dovuto affrontare una sfida di rebranding per poter tornare alla sua gloria di marchio d'alta moda. Oggi, una nuova generazione di giovani seguaci di moda celebrano il marchio di fabbrica della classe operaia inglese degli anni '90 e '00. Esempio emblematico: il figlio di Madonna, Rocco Ritchie, viene spesso visto in giro per Londra in pantaloni della tuta, giacche in pelle oversize e una manciata di anelli d'oro. Rubchinskiy e la nuova avanguardia—Vetements, Off-White, Cottweiler—sono i responsabili di questo fenomeno e vogliono rendere omaggio ai pionieri della scena a cui tanto devono: "questa stagione abbiamo creato alcuni pezzi ispirati allo stile di David Beckham," ha dichiarato Rubchinskiy descrivendo la sua collaborazione con Adidas, che prevede diverse stampe di loghi. Come avvenuto per la sfilata di Kaliningrad della scorsa stagione, anche lo stilista ha basato la nuova collezione sui Mondiali di Calcio che la Russia ospiterà nel 2018 e sulle sue personali associazioni tra calcio e mondo britannico: sono stati proprio gli inglesi a portare il calcio in Russia, attraverso San Pietroburgo, nel 19esimo secolo, ha spiegato.

"San Pietroburgo è una finestra per l'Occidente sulla Russia. È stato lo stesso per il calcio, per la musica degli anni '80, per l'elettronica degli anni '90. Sono nato a Mosca, ma credo che la mia città preferita sia San Pietroburgo. Quando andavo a scuola volevo sempre passare lì le vacanze ed è lì che ho fatto le mie prime serate: musica incredibile, energia, underground," riflette Rubchinskiy. "Dove Mosca si concentra sull'economia, San Pietroburgo guarda alla libertà." E il luogo scelto per lo spettacolo, il DK Svyazi, è proprio il luogo in cui l'artista di culto Timur Novikov organizzò il primo rave della Russia dopo la caduta della Cortina di Ferro. Inoltre, grazie ad architetture in stile imperialista europeo pensate dallo zar Pietro il Grande, la città assomiglia davvero alle capitali occidentali. Illuminata dalla luce delle Notti Bianche, fenomeno astronomico che si verifica ogni anno in questo periodo e accende a giorno le notti russe di una calda luce diurna, non è difficile vedere San Pietroburgo come antica capitale russa dell'illuminismo. Quando gli chiedo se è stufo di ricevere domande circa la scena politica russa e Putin, Rubchinskiy sembra fregarsene. "Adesso mi fanno solo domande su Trump!" Per Bailey e i suoi compatrioti inglesi, accolti dopo l'atterraggio in Russia dalla notizia delle folli elezioni di giovedì, l'ambiente politico dell'Est Europa deve essere stata una via di fuga ben accolta.

Ma torniamo in Inghilterra, quando all'inizio dell'ano Bailey stava lavorando alla collezione Settembre 17 di Burberry (così chiamata a causa delle loro politiche di vendita diretta nei negozi) e Rubchinskiy—le cui fotografie e collezioni "ammirava e rispettava da lontano" già da lungo tempo— a sorpresa l'ha contattato; il CEO di casa Burberry ha immediatamente capito che avevano in testa la stessa idea. "Gosha ha un'autenticità e un'integrità nel modo in cui trasla nei suoi abiti la cultura russa e l'eredità che l'ha plasmato. Allo stesso modo, io mi stavo interessando a come Burberry sia specchio della società e della cultura inglesi. Ha portato alcune delle icone di ciò che Burberry rappresenta e le ha rielaborate per entrare a far parte del suo mondo," ha affermato Bailey. "La cosa più incredibile è stata che in quel momento io stavo lavorando [alla collezione Burberry] e lui era interessato proprio a ciò che io stavo iniziando a esplorare. È stato un cerchio che si chiudeva, un mondo condiviso senza interruzioni né dissensi." Applicato al reame russo di Rubchinskiy, lo spettro delle classi sociali britanniche—con tutte le tribù e gli stereotipi che rappresenta—è diventato un amalgama di "calcio, moda e musica: le cose che possono unire le persone," ha spiegato lo stilista di Mosca. "Ho iniziato a ricordare come mi sentivo nel 1998, quando sono arrivato qui per la prima volta e la vita notturna era incredibilmente vitale," ha detto riferendosi a San Pietroburgo. E proprio questo sentimento ha dato origine agli elementi della cultura rave inseriti nella collezione, principalmente attraverso psichedelici tessuti tinti a nodi.

Stephen Jones, che celebra nel 2017 il 40esimo anniversario come modista, ha disegnato tre cappelli per l'occasione—uno ispirato a una sfilata per Comme des Garcons Homme Plus a cui ha collaborato, uno ai cappelli da golf giapponesi degli anni '30 e uno alla sua omonima collezione. "È stato un po' come essere alle Nazioni Unite. Fantastico," ha detto Jones della collaborazione a più mani. "L'idea originale è di Gosha, quindi io e Christopher abbiamo cercato di rielaborarla seguendo il nostro stile personale. Christopher è uno dei grandi nomi del mondo della moda, ma è stato guidato da Gosha, perché questa è la sfilata di Gosha. Quindi le relazioni di potere scaturite dalla collaborazione si sono rivelate sempre più interessanti. Ed è andata bene così, perché ci è davvero piaciuto far parte di quest'avventura." Data la celebrazione di elementi sociali da cui la moda ha strenuamente tentato di allontanarsi, la collezione non è poi così diversa da una conferenza delle Nazioni Unite. "Questo è il motivo per cui ero così emozionato all'idea di partecipare a questo progetto," ha spiegato Bailey parlando dei suoi primi anni da Burberry, "perché sapevo benissimo che qualcuno di quel tipo," continua riferendosi allo stereotipo di Danniella Westbrook, "o come la Regina, o come mio nonno o anche come me, ex studente di moda, sarebbe andato per saldi alla ricerca di un trench Burberry. Il nostro brand va oltre le differenze sociali, oltre i privilegiati, oltre la classe operaia, oltre culture, subculture, musica, arte, calcio e sport; e io amo profondamente questa diversità. Credo che sia la vera essenza dello spirito British." E d'ora in poi, anche di quello russo.

Bailey ha mai incontrato Danniella Westbrook, allora? "No mai. Avrei dovuto?" Tiene la famosa foto di lei da qualche parte nel suo archivio? "No, non ce l'ho." Il brand ha davvero messo sul mercato un passeggino completamente in stampa a quadretti Burberry? "Sì, in quel periodo l'abbiamo fatto," confessa sorridendo. All'after-party chiedo di parlarmi della sfaccettata eredità Burberry ed è Stephen Jones il più veloce a rispondermi: "Cosa rappresenta Burberry per me? Rappresenta l'ultimo cappotto della nuova collezione, che sicuramente finirà nel mio armadio," promette con un occhiolino, riferendosi al trench bicolore con cui si è conclusa la sfilata di Gosha Rubchinskiy. "Questo è ciò che rappresenta per me."

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Fotografia Gosha Rubchinskiy for Burberry