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le riot grrrl non sono solo musica

Un club di ragazze in un mondo di uomini è un qualcosa che si deve appoggiare, persino se non ti piace la loro musica.

di Emma Finamore
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22 luglio 2015, 11:15am

È da quando sono grande abbastanza per apprezzare l'eyeliner, che seguo le Riot Grrrl. Ho un debole per la cultura delle zine, per la linea politica, l'estetica, l'aggressività, il femminismo impenitente, l'etica da DIY [Do It Yourself] e - ovviamente - Kathleen Hanna. L'unica cosa che non mi piace? La musica.

L'inno non-ufficiale delle Riot Grrl, Rebel Girl, mi lascia indifferente. Insomma, non è un po' monotono? Le canzoni delle Bratmobile sono fantastiche - prese singolarmente - ma raramente riesco ad ascoltare un intero album. Apprezzo anche Heaven to Betsy perché si mostrano sia vulnerabili che provocatorie (specialmente nel tema della violenza sessuale), ma non è di certo il profilo Spotify che visito tutte le settimane.

Non fraintendetemi, non stiamo parlando di odio in piena regola - apprezzo i tamburi, le armonie delle voci, i testi sfacciati giustapposti alle voci stucchevoli, le urla, la chitarra - ma questa mia controversa posizione verso la loro musica non tocca minimamente tutto quello che penso sulle Riot Grrrl come concetto, come movimento.

La cosa peggiore è che ogni tentativo nel cercare di apprezzarla sembra condurmi sempre di più tra le sicure braccia muscolose del rock maschile dell'epoca, con il quale mi intendo alla grande: Nirvana - la band-di-soli-uomini-accomodanti-e-amati-dal-pubblico che Kathleen stessa ha definito "ossessionati dai soldi e dal farsi, sempre a girare intorno alle loro cazzo di palle"-, Rage Against The Machine e Pavement. Oh Riot Grrrl, come vi ho deluso. 

Bikini Kill:

Eppure adoro le voci femminili. Sull'autobus mentre leggevo Girls to the Front; The True Story of the Riot Grrrl Revolution? Era la voce di Courtney a stridere attraverso le cuffie, non quella di Kathleen. Mentre stavo per guardare The Punk Singer? Le decisamente anti-Riot Grrrl (anche se tostissime) Babes in Toyland.

E non ho problemi nemmeno con la musica "difficile": datemi The Raincoats o Young Marble Giants al posto delle Haim tutti i giorni (a dire il vero, tutto al posto delle Haim).

Mi piace persino Le Tigre, la band tardiva e meno cruda di Kathleen ma, per quanto mi sforzassi, non sono mai riuscita a desiderare di metter Bikini Kill o Sleater Kinney. Mi suona in testa come una cantilena, qualcosa che dovrei fare piuttosto che vorrei fare.

Bratmobile:

Nonostante tutto questo ho cercato in ogni modo di tenere nascosto il mio sporco piccolo segreto. Ho sostenuto di amare il Riot Grrrl in conversazioni con gente molto più fica di me; ho "partecipato"a eventi Riot Grrrl su Facebook… questo mi rende forse la più infima forma di vita nell'ambiente della musica? Un'ipocrita? Oppure è concesso amare tutto di un genere musicale tranne che la musica stessa?

Le canzoni Riot Grrrl potrebbero non essere quelle cui mi rivolgo per intrattenermi ma l'etica è quella cui mi rifaccio giornalmente. Mi aiuta a sbattere una grossa V in faccia agli standard di bellezza. I miei capelli sembrano una merda? Significa che sono solo troppo fica per fregarmene. Le mie cosce strette in skinny jeans sfregano quando cammino? È perché sono una donna di sostanza. Date a Cesare quel che è di Cesare ma credo che l'essere attivi politicamente e avere delle opinioni sia un dovere, non un hobby.

La dichiarazione di Huggy Bear contro l'inquietante misoginia di Terry Chrisian durante la loro leggendaria apparizione a The World; la marcia degli attivisti Riot Grrrl nell'America degli anni '90 a favore del diritto riproduttivo delle donne; il forte rifiuto di Tobi Bail verso la presenza delle corporazioni nella musica; i capitoli Riot Grrrl creati nei licei che hanno puntato i riflettori sulla violenza contro le adolescenti; la celebrazione del queer e del genere fluido; zine con nomi cazzutissimi come I'm So Fucking Beautiful e Hit It Or Quit It… sono queste le tracce nel mio personalissimo mixtape Riot Grrrl.

Forse è perché mi sono persa la nascita di questo genere in tutta la sua rinfrescante crudità, dal vivo, come teenager - qualche anno troppo giovane, qualche centinaio di chilometri troppo lontano -, che mi sento in questo modo; probabilmente, mi sarei follemente innamorata se avessi avuto la possibilità di vivere davvero l'esperienza del Riot Grrrl…. Non bisogna dimenticarsi, comunque, che il movimento si basa più sul processo - il riunirsi di donne e ragazze, per creare, condividere e ispirarsi l'un l'altra - che sul semplice prodotto.

Proprio questa è la chiave della mia sedicente ipocrisia: nonostante la musica sia stata parte integrante del Riot Grrrl, basta graffiare un po' la superficie per scoprire anche molto altro. Zine, poesia, arte, un'intera nuova filosofia. Un modo di vivere. Le attiviste, spesso adolescenti, erano così ispirate da riunirsi in comunità, con sede a Olympia e Washington, solo per poter far parte di un gruppo, fondare la Riot Grrrl Press, diventare vegane e commentatrici politiche.

Si può "essere Riot Grrrl" anche senza avere in mano un Walkman.

Potrò anche non ascoltare le Riot Grrrl tanto quanto dovrei, ma porto con me - e dentro di me - le cose davvero importanti.
Graffiami e sanguinerò: Revolution Girl Style Now

Crediti


Testo Emma Finamore
Foto Greg Neate